Educare alla classica con Freddie Mercury e i Queen

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Il comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica lo ha scelto per parlare di “educazione alla musica” grazie ad un suo progetto  legato alla musica classica, ma anche a Freddie Mercury ed ai Queen.

E’ la bella affermazione del lavoro di Massimo Salotti, pianista e musicista fornacino, da sempre è conosciuto per il suo impegno in ambito musicale e culturale. Abbiamo, anche noi, avuto modo di riportare i suoi eventi, concerti, conferenze e mostre d’arte, oltre all’evento musicale “Fornaci IN..canto”, occasioni utili per apprezzare il suo modo di parlare di musica e di diffondere la cultura musicale a trescentosessanta gradi.

L’impegno continuo trova ovviamente la sua sublimazione proprio nel lavoro che da anni sta portando avanti nella scuola pubblica, insegnando pianoforte, teoria, analisi e composizione, ma soprattutto seminando quella fame di cultura del quale Massimo va orgoglioso.

“Insegnare oggi – ci dice Massimo – non vuol dire per appiccicare nozioni o informazioni addosso ai ragazzi, ma educarli a sperimentare, ad osservare ed ascoltare, azioni che sempre più stiamo perdendo.

E’ solo in questo modo che l’azione didattica prende forza, innescando in ognuno un processo creativo che li porterà ad apprendere dai loro stessi gesti, dai loro stessi desideri, dalle loro stesse azioni. Il docente, per me, deve essere semplicemente una “guida astuta”…”

Nasce proprio sotto questo disegno educativo, il progetto realizzato da Massimo presso la Scuola Media ad indirizzo Musicale “Leonardo da Vinci” di Lucca, e proposto, quasi per gioco, all’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Innovativa (INDIRE), nell’ambito della selezione di progetti musicali per la “buona pratica educativa” circa la didattica laboratoriale multidisciplinare. Un bando promosso dal MIUR, grazie ai Fondi Strutturali Europei tesi per lo Sviluppo di Competenze e Ambienti per l’Apprendimento.

Proprio questo lavoro, dal titolo “Sul Palco con i Queen” è stato selezionato, e vedrà l’inserimento di una intervista allo stesso Salotti, con la spiegazione della buona pratica musicale, proprio sul portale ministeriale di INDIRE, accanto a prestigiosi nomi della didattica musicale italiana e non solo. Il tutto grazie al coinvolgimento di classica e Freddie Mercury, per rendere più che mai la musica regina.

“Appassionare i ragazzi alla musica – racconta ancora Salotti – è sempre stata per me una sfida intrigante… L’utilizzo “giusto” delle nuove tecnologie diviene la chiave principale per un ascolto condiviso, ma soprattutto per il lavoro di realizzazione di un videoclip musicale: un lavoro interdisciplinare volto allo sviluppo di competenze e conoscenze importanti: “Ascoltare – Trascrivere – Emulare”, praticamente un dettato musicale rivisto in chiave moderna… Capire poi la forza che la musica riesce a trasferire alle immagini, partendo proprio dalle immagini, dai clip musicali, dalle timeline analizzate, è il naturale secondo obiettivo del lavoro: capire come utilizzare gli elementi primordiali (cellule ritmiche, accordi, linee melodiche, frammenti di scale, dissonanze) per enfatizzare le azioni sceniche, osservare come viene gestita un’inquadratura per dar forza proprio a questi elementi musicali, ma anche semplicemente imparare a sincronizzare un audio in fase di mixaggio finale o creare un effetto speciale. Processi di assimilazione indiretta dell’elemento ritmico/musicale, che arrivano da un’azione totalmente diversa, forse più vicina ai “ragazzi tecnologici” che conosciamo.

Alla base del progetto c’è in realtà in primis la comprensione del messaggio musicale, scomposto nelle sue cellule primordiali: cellule ritmiche, notazione, accordi. L’alunno deve saper trascrivere semplici cellule ritmiche ascoltate nei clip, riprodurre un testo sulle cellule ritmiche assegnate/individuate, e riuscire nella imitazione melodica di brevi frammenti musicali. Saper riconoscere gli stili ed i generi musicali della musica POP analizzandone la forma e la struttura.

Il passaggio fra ascolto emotivo e visione del file video invece è stato necessario per spostare l’attenzione dei ragazzi all’azione scenica, ed ai cosiddetti “tempi teatrali” necessari per dar forza alle immagini.La fase di ripresa è invece stata utile per apprendere competenze tecnologiche utili per realizzare il progetto: come gestire una ripresa con cellulare o handycam, a cosa serve il telo verde e come si utilizza in fase di montaggio, come riportare le timeline scritte in fase di montaggio.”

Entro il mese di marzo il portale pubblicherà il videoclip e l’intervista a Massimo. Un orgoglio, ancora una volta, per la nostra terra. Bravo, Massimo.

 

 

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