Fantasma d’Oriente (nona puntata)

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225 – DAL PALAZZO DELL’HAREM AI CIMITERI ISRAELITI

Pierre e il Greco si avviano lungo le stradine di Istanbul, raggiungendo il palazzo in cui dimorava Azyadè. Si fermano e restano in piedi difronte al vecchio portone di manifattura Ottomana, che sembra non aprirsi da molto tempo. Un giovane calzolaio, all’angolo della strada, seduto su uno sgabello davanti alla propria bottega, batte un piccolo martello su una suola di cuoio. Il Greco si avvicina e parla con lui in turco. Poi torna da Pierre.

IL GRECO

Monsieur Pierre, l’harem è chiuso da anni. Non vive nessuno in questo palazzo. Monsieur, cosa volte fare? Mi avete sentito?

PIERRE

(assorto)

Si, ho sentito. Come facciamo a raggiungere i cimiteri israeliti? Lo scrivano aveva detto che l’Armena vive lì e solo lei ci può dare le informazioni che cerchiamo.

IL GRECO

Noleggiamo due cavalli. Buoni cavalli. Va bene? I cimiteri si trovano dall’altra parte della città.

PIERRE

(sconfortato)

Se non c’è altro modo…

I due si recano da un maniscalco che noleggia cavalli e ne prendono due in buone condizioni. Poi, si incamminano lungo una stradina sterrata, lasciando sulla loro sinistra il Bosforo. Dopo due ore arrivano al luogo previsto e chiedono informazioni ad un vecchio seduto sul bordo di un marciapiede, che li guarda tendendo la mano. Il Greco gli chiede della donna e costui, dopo aver ricevuto due lire turche, risponde.

IL GRECO

Monsieur Pierre, questo vecchio dice che l’Armena è andata a visitare una parente malata, che abita nel quartiere dello scrivano. Dobbiamo tornare indietro!

Pierre si appoggia al muro sconfortato, sbuffa e abbassa la testa. Dopo tutta quella strada, devono tornare sui loro passi. Sente rivivere l’incubo, il sogno in cui lui cerca Aziadè, inutilmente. Decide quindi di lasciare i cavalli a un ragazzo che per cento lire turche li riporterà dal loro padrone; si propone di tornare indietro in caicco, faranno prima.

Il caicco, condotto da un giovane rematore, raggiunge il molo del quartiere di Eyub. Pierre e il Greco si apprestano a scendere.

IL GRECO

Se dovevamo fare in fretta, perché venire a Eyub?

Pierre, infatti, non avendo il cuore di passare davanti al quartiere che l’ha visto innamorato in quegli anni felici, decide di fare una tappa. I due scendono dal caicco mentre il rematore finisce di fissare la cima ad un anello in ferro fissato al muretto del molo.

PIERRE

Dite al rematore di aspettarci qui. Faremo presto.

I due si avviano su una stradina di selciato bianco in salita

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