Diavoli in crescendo, rossoblù senza big e gambe. Il commento di Nicola Bellanova

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Era una finale, giocata davanti a un pubblico sicuramente inedito a queste latitudini e per questa categoria. A ciò, si aggiunga una stagione interminabile e un caldo che ha fiaccato gambe e testa dei protagonisti. Logico, quindi, che Diavoli Neri – Fornaci sia stata una gara storica per gli almanacchi, non certo per lo spettacolo in campo.
La compattezza del Fornaci, ha messo in difficoltà solo nei primi 20′ l’organizzazione tattica offensiva di mister Davini, che ha prodotto una macchina da gol pur non avendo il classico centravanti – torre. La rete di Biancalana, nata alla prima vera occasione gol confezionata dai rossoblu di Grassi, è stata paradossalmente controproducente per il Fornaci, che ha subìto, in concomitanza col calo di energie, la veemente reazione di un Gorfigliano che non ha mai perso la testa e sospinto da oltre 400 tifosi giunti dal piccolo centro sotto il Pisanino.
Stefano Saisi, il faro del Fornaci, è calato per colpa dei noti problemi fisici, mentre Puccetti non ha inciso come al solito al momento di chiudere la gara. Il ritmo, nel primo tempo, era più da partitella del giovedì che una finalissima playout, ma nella ripresa i valori emersi in questo campionato si sono visti tutti. Gli apuani hanno trovato due reti affondando sulle fasce, martellando gli stanchi esterni ospiti, schiacciati troppo dalla pressione di Malatesta e compagni.
Fisicamente, la squadra di Davini ha messo il baricentro venti metri più avanti, e non a caso le due reti sono nate da azioni quasi in fotocopia. Bocca e Tognocchi, privi di veri punti di riferimento in marcatura, hanno lavorato bene, ma è mancato il filtro in mezzo, specie quando Corradini ha iniziato a fare il Corradini. In affanno le bocche di fuoco Puccetti e Rugani, troppo tardivo forse l’inserimento di Massimo Cardosi, l’unico che poteva alzare le fasce e far partire il contropiede. Comunque sia, alla fine, la grande vittoria è stata vedere uno stadio “A. Nardini” strapieno, con circa mille spettatori a far da contorno a questa sfida.
Due squadre della Valle del Serchio affrontatesi nel big match che valeva il salto (non matematico e immediato) in Prima Categoria, a cui si aggiunge la promozione con largo anticipo del Piano di Coreglia, certificano che da queste parti si può fare calcio anche con molta inventiva, programmazione e senza avere grossi capitali. Il futuro è tutto da scrivere: i Diavoli Neri, dopo il prossimo passaggio negli spareggi regionali, sono tra le prime ad avere diritto al ripescaggio in Prima, mentre il Fornaci nonostante l’eliminazione ha tutti i parametri fissati dalla Figc per poter sperare: anzianità di affiliazione, settore giovanile, risultati dell’ultimo quinquennio, Coppa Disciplina.
E’ ancora presto per decidere e valutare, ma sta di fatto che l’impresa dei ragazzi di mister Gabriele Grassi resterà il miglior risultato del “Fornaci dei fornacini” degli ultimi anni. E in una stagione che a Barga ha regalato due meste retrocessioni come quelle dell’As Barga e del Sacro Cuore, non bisogna certo parlare di fallimento.

Nicola Bellanova

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