Luci e ombre sulla fiera

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Tradizione rispettata e nel complesso rispettato anche il “pacchetto di offerte” che caratterizza le giornate della fiera di San Rocco, dal 15 al 17 agosto. Le bancarelle, diverse in tutta l’area del Giardino, la gente, in giro per la fiera e presente alle funzioni religiose ed agli appuntamenti di svago come quelli che ormai fanno parte della tradizione, le serate di ballo promosse dall’Amministrazione Comunale con il rinforzo dei locali di largo Roma.
Complice un caldo intenso ed un Ferragosto anche quest’anno senza pioggia, i giorni della fiera sono stati celebrati, con tutto quello che di solito riservano questi giorni.
Ieri sera la chiusura alla parte più mondana con l’ultima serata di ballo, questa volta dedicata ai più giovani, con la musica proposta da Matteo G Dj assieme al mitico e scoppiettante Roberto Popy Nardini, che hanno fatto divertire soprattutto i giovanissimi, con tanto entusiasmo e tanta simpatia.
Oggi ancora qualche bancarella in giro per celebrare San Rocchino, anche se ovviamente il sabato ci sarebbe comunque stato il mercato ambulante e di fatto è cambiato poco rispetto ad un sabato normale.
In linea di massima però ormai da qualche anno a questa parte qualcosa è cambiato in questo appuntamento. Di gente se ne vede in giro molto meno ed anche gli acquisti si sono ridotti al lumicino. Anche i banchi, una volta davvero numerosi ed a riempire ogni spazio disponibile, sono meno e l’impressione generale, almeno per me che ormai qualche lustro sulle spalle me lo porto, è che non sia più l’appuntamento di una volta. Segno indubbio di questi
tempi difficili per tutti; che portano a spendere meno ed anche a vedere meno gente e meno movimento .
Anche la stessa fretta di smontare poco dopo il tramonto i banchetti lasciando così l’area della fiera tristemente semivuota è segno dei tempi difficili e della poca voglia di stare aperti quanto non girano gli affari. E’ un problema questo che avevamo già segnalato lo scorso anno; particolarmente stridente ieri sera dove, a fronte di tanta gente in Largo Roma per il ballo, girare dopo le nove per la fiera trasmetteva un po’ di desolazione. Qualcosa, ci fu detto, sarebbe cambiato quest’anno ed invece così non è stato.
Anche, in generale, la stessa offerta commerciale della fiera ha perso un po’ di smalto e di qualità generale ed a tenere in piedi un po’ l’immagine per fortuna sono solo le abitudini consolidate di questi giorni: il partecipare alle sante messe nelle chiese della Fornacetta e di San Rocco, il suono delle campane, la gente che si attarda a parlare nelle strade o nei caffè, l’acquisto tra i banchetti e le merci più tipiche, quelle presente da decenni e decenni, che solitamente si trovano in Largo Biondi, con angurie, aglio, cipolle da acquistare per far scorta anche per l’inverno.
Niente è cambiato per la parte religiosa e devozionale della fiera con le funzioni religiose tenutesi il 15 alla Fornacetta, per l’Assunta ed il 16 e 17 mattina a San Rocco, in onore del Santo. Tanti devoti hanno preso parte alle due giornate. In gran spolvero, nelle due giornate, anche i nostri campanari che hanno suonato a distesa dai due campanili annunciando la festa.
Sono le parti, queste, indubbiamente più tradizionali ed anche più care di giorni della fiera che quindi anche quest’anno si chiude tra luci ed ombre e facendoci un po’ rimpiangere un passato che sicuramente non sarà mai più.

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