Nuovi scenari di sviluppo per il farro della Garfagnana

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Si aprono importanti scenari per i produttori di farro della Valle Serchio, alimento tipico dell’area che tra l’altro vanta la prestigiosa qualifica Igp, l’unica riservata in Europa a questo tipo di produzioni agricole. Il Consorzio di produttori, sinora presieduto da Andrea Poli e che attualmente versa in difficoltà gestionali e finanziarie, è stato rilevato ed accorpato all’interno della “Garfagnana”, una cooperativa agricola presieduta dall’imprenditore Rolando Bellandi, che sarà affiancato dal suo vice Lorenzo Satti. La politica di questa nuova azienda sta già dando i suoi primi frutti, garantendo dei benefici ad una catena che comprende gli stessi produttori, il settore commerciale e i consumatori finali.
Per quanto riguarda la collocazione dei prodotti sul mercato, infatti, l’azione dell’azienda è improntata a creare un circuito che, partendo dal produttore originario, giunga poi sulle tavole dei clienti non solo locali, ma soprattutto nazionali. E per far ciò, un primo risultato è già stato raggiunto: nei giorni scorsi, la cooperativa ha sottoscritto un accordo di fornitura con la Coop, leader nazionale della grande distribuzione e molto attenta alle tipicità locali. I produttori accorpati nella Garfagnana coop avranno dunque la sicurezza di poter collocare il farro da brillare verso un esclusivista di prestigio, che pagherà il prodotto ad un prezzo equo, consentendo ai soci dell’azienda di poter essere remunerati dell’opera e costituendo quindi un ottimo incentivo per incrementare questa produzione.
Garfagnana coop ha strappato un contratto vantaggioso e di tipo aperto, in quanto la catena distributiva della Coop acquisisce il cereale grezzo, collocandolo sul mercato e spingendo i produttori ad incrementare le quantità. Dal punto di vista economico, le cifre contrattuali crescono anno dopo anno grazie ad una serie di incentivi alla produzione che consentono ampi margini di redditività.
Alla Comunità montana della Garfagnana spetterà il compito di gestire il marchio Igp a livello amministrativo, non entrando direttamente nelle questioni di mercato.
Il presidente dei produttori Andrea Poli ha detto inproposito: “il nostro era un consorzio che si occupava di tutela e promozione del marchio. Successivamente, abbiamo deciso di avviare un’attività commerciale, che era un corollario alle attività principali. Dopo le trattative con la Coop per assorbire le nostre produzioni, c’è stato bisogno di una radicale modifica dell’attività associativa, in quanto si trattava di fare degli investimenti ingenti, e allora abbiamo unito le forze con la Garfagnana coop”.
Si tratta di un salto di qualità davvero importante, che permetterà di ampliare gli orizzonti di mercato. La Garfagnana scrl accorpa una quota di produttori pari al 90% dell’offerta, il resto è rappresentato da piccole imprese che hanno canali diversi. Quella del farro è una produzione tutto sommato limitata, in quanto, specie in Garfagnana, è svolta su terreni premontani che però, garantiscono coltivazioni intensive e di qualità. Un prodotto di nicchia, quindi, che presto potrà entrare nelle tavole di tutti gli italiani.

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