Tag: emilio lammari

- di Marco Tortelli

BargaJazz in scepe: Fat Fingers Sax Quartet alle cave medicee del diaspro di Barga

Secondo appuntamento con i concerti “in scepe” del BargaJazz Festival 2021: domenica 15 agosto, alle antiche cave medicee del Diaspro in località Giuncheto (Barga), il Fat Fingers Sax Quartet si è esibito davanti a un pubblico folto e attento. Dopo aver curato la ripulitura del sentiero nei giorni precedenti, la Pro Loco Barga aveva organizzato una passeggiata per raggiungere il luogo del concerto, partita da piazza Pascoli alle 9 di mattina sotto la guida di Emilio Lammari, nume tutelare del diaspro di Barga: a lui, alle sue ricerche e al suo impegno costante nel raccontarla si deve infatti la riscoperta della storia di questa pietra, originaria del nostro territorio e utilizzata, giusto per fare l’esempio più illustre, nelle cappelle funebri dei Medici in San Lorenzo a Firenze, visitate ogni anno da migliaia di turisti. Al loro arrivo, i numerosi partecipanti hanno trovato ad attenderli Alessandro Rizzardi (sax tenore), Moraldo Marcheschi (sax soprano e tenore), Renzo Telloli (sax contralto) e Rossano…

- di Maria Elena Caproni

Andar per faggi… secolari e giganti

Non solo la valle della Corsonna ma anche quella dell’Ania ha monumenti verdi e storie da raccontare. Per questo, domenica 17 novembre, una delegazione dell’istituto Storico Lucchese sezione di Barga ha raggiunto l’Alpe di Barga per onorare un impegno preso già l’anno scorso: misurare l’accrescimento dei faggi monumentali che punteggiano la  montagna. Come sempre il capitano della spedizione è stato l’Emilio Lammari, che ha udito cosi tante storie e visitato cosi tanti anfratti da saperne una più dei nostri vecchi; al suo seguito un drappello di fedeli (a maggioranza femminile) che, ormai, non rinuncerebbe per niente al mondo alle uscite con Emilio. L’anno passato l’attenzione fu rivolta ai faggi monumentali che crescono da Capo Corsonna in là. Quest’anno a quelli che guardano il torrente Ania, confine sud del comune di Barga. L’arrivo in loco è avvenuto via Valdivaiana tanto per riempirsi gli occhi dei suoi enormi castagni e poi su, fino al fontino della Vetricia. Da qui, incrociando il sentiero…

- 2 di Sara Moscardini

Ecco il “Pontis Populi”, interessante scoperta archeologica sulle sponde barghigiane del Serchio

Adesso si trova ad una quindicina di metri dallo scorrere delle acque del Serchio, ma probabilmente quel pezzo di rudere, quei sassi e filaretto hanno visto il Serchio scorrere fin dall’inizio del XIII secolo. Questo rudere, il cosiuddetto “Pontis Populi” è stato ricercato fin dal 1993 quando fu allestita, nel paese de La Barca, una bella mostra storica che riguardava l’areale del fiume, ma in quel periodo non fu mai rinvenuto. Nel 2010 il rudere fu localizzato da Emilio Lammari ma non ci furono ulteriori lavori di ripulitura e messa in evidenza. Sono passati ben 25 anni dalla nostra ricerca esposta nel paese de La Barca, periodo nel quale le piene del fiume sono divenute più frequenti ed irruente e la murella-basamento dello storico “Pontis Populi” appariva e svaniva nel terreno alluvionale. Arrivati al presente alcuni soci dell’Istituto Storico di Barga con l’aiuto delle informazioni di alcune persone e la visione di una sorta di carta del luogo databile intorno…

- 1 di Redazione

Lungo il Fontanamaggio spunta un vecchio rifugio antiaereo

BARGA – Come Sussi e Biribissi, i personaggi di un vecchio libro umoristico pubblicato nel 1902 che, affascinati dalle avventure descritte nel romanzo di Verne, decidono di ripercorrere il misterioso viaggio al centro della terra partendo dalle fogne di Firenze. Così anche Gabriele Marchi e Gabriele Fontana, due ragazzi di Barga che un mini viaggio al centro della terra lo hanno compiuto davvero nei giorni scorsi, scoprendo un vecchio cunicolo, per ora ignoto ai poiù ma di cui si sapeva già negli anni ’70, che si addentra nel terreno per diversi metri. La notizia la segnala sulla sua pagina Facebook  l’appassionato di storia cultore di tante antiche tradizioni e di vecchi mestieri della nostra comunità, Emilio Lammari. Quello ripercorso e quindi scoperto dai due ragazzi altro non è che un vecchio rifugio utilizzato dai barghigiani durante i bombardamenti aerei nella seconda guerra mondiale. “Questo rifugio/ricovero – scrive Lammari – è stato scoperto da Gabriele & Gabriele, durante una delle loro escursioni. Fu…