Il nostro calendario è pieno di ricorrenze e celebrazioni.
Il 2 aprile è stato dedicato all’autismo e alla sua consapevolezza.
I social si tingeranno di blu e ci saranno parole, immagini, video e chissà cos’altro per sottolineare che si, lo sanno tutti, esiste l’autismo e tutti vogliono bene a chi ne è affetto.
E questo è positivo, però non è abbastanza.
Le celebrazioni, tutte, non dovrebbero limitarsi a colori e immagini, dovrebbero servire a scuotere le coscienze e le istituzioni al fine di agire in modo concreto.
Lo sanno bene le famiglie che combattono ogni giorno per gestire la quotidianità dei propri figli, con la consapevolezza (questa sì che è consapevolezza!) di un “dopo di noi” incerto e di un “adesso” pieno di difficoltà e muri altissimi da scavalcare.
Senza scendere in polemica, perché sarebbe l’ennesima e, francamente, le famiglie sono stanche anche di fare polemica, ci si augura che il 2 aprile possa servire ad aprire le menti a chi si trova, adesso, nella possibilità di poter agire in modo concreto per progetti che davvero celebrano l’autismo (e le altre disabilità) con opportunità di lavoro, autonomia e vita dignitosa.
I Ragazzi Cristallo



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