Il mistero dei due stemmi Sinclair a Barga: Duomo e Palazzo Pretorio

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Quando si sale all’Acropoli di Barga ad ammirare il maestoso duomo, subito si è presi da mille domande circa ciò che vediamo del monumento ma anche di quell’antica costruzione che gli sta sul fianco a nord, con quella loggia molto intrigante, dove all’interno c’è sui muri una mostra di antichi stemmi, il cosiddetto palazzo pretorio, sede dell’allora politica e giustizia locale. Pure quell’ampio prato posto così in alto rispetto alla sottostante Barga, che divide le due antiche costruzioni, impone le sue domande, come l’altro sul lato opposto della chiesa, parimenti l’evoluzione costruttiva dei due monumenti, con i loro segni tra storia e arte, di non comune spessore culturale per tutta la Valle del Serchio.

La porta del Duomo di Barga dove, in alto a sinistra, c’è uno stemma che richiama la Famiglia Sinclair.

Qui non vogliamo spiegare niente di tutto ciò se non rispondere a una domanda posta dagli organizzatori dell’evento annunciato in questi ultimi giorni sul sito de’ Il Giornale di Barga e della Valle del Serchio nell’articolo Barga e la Scozia: nasce una collaborazione culturale tra BargaScot e il Clan Sinclair Italia”, esattamente in riguardo al particolare stemma che sta su di una porta d’ingresso al Duomo, nel cui scudo si evidenzia una croce scanalata o spinata. La curiosità storica sta proprio in quella croce che è propria dello stemma della famiglia scozzese Sinclair, di cui si fregia l’omonimo Clan.

Dall’articolo che citato si stralcia quanto segue – “A rendere ancora più suggestivo il contesto è una scoperta tutta da approfondire: sulla parete del Duomo di Barga dove sono presenti alcuni stemmi nobiliari, uno di questi richiama per forma e simbolismo quello dei Sinclair, nobile casata tra i più iconici della storia scozzese, legata alle rotte medievali che attraversavano l’Europa.”

 

A sinistra lo stemma che richiama la famiglia Sinclair.

Intanto, per chi ancora non sapesse, cosa quasi impossibile, quale storia nascondono questi monumenti e prati costituenti l’acropoli di Barga, diciamo che questa era l’antichissima cittadella, poi, man mano che il Castello andava costituendosi, dello stesso divenendo la rocca, il centro dell’identità del luogo, dove dentro c’era tutto degli allora abitanti: laicità e religiosità, semplificando, stato e chiesa, le ricchezze materiali e spirituali.

La domanda posta riguarda la possibile storia di quello stemma (che qui vediamo sulla sinistra della foto) com’è stato possibile che sia lì con quel suo forte richiamo a Sinclair di Scozia, famiglia che si lega anche al mondo dei templari, con Barga che certamente visse molto da vicino la spiritualità, anche guerresca, di quel mondo che si evolse tra il secolo XII e XIII?

Iniziando, possiamo dire che sino a oggi, solo in questi ultimi anni c’è già stato un certo interesse per quel singolare stemma, di cui ci si era accorti che avesse un forte richiamo con Sinclair, però tutto in una forma, diremo, di curiosità e niente di più, questo sino a oggi, quando c’è stata una precisa domanda formulata con cognizione dal Clan – Sinclair Italia.

Chi scrive è stato invitato ad avere un contatto con persone del Clan – Sinclair, cui è stato esposto velocemente quanto oggi si è desiderato scrivere quale altro contributo a favore della storia di Barga, da aggiungersi ai molti lavori storici che sono ospitati su questo sito.

Entrando nel merito possiamo dire che lo stemma che si vede scolpito nella pietra serena che sta sulla porta del Duomo è esattamente uguale ad altro che sta su di uno dei due muri che fanno angolo sotto la loggia entrando al palazzetto Pretorio sede del Museo del Territorio. Quest’ultimo stemma potrebbe essere la matrice dell’altro che è sul Duomo, però, a differenza del secondo, alla base presenta una scritta in una sorta di cartiglio, che riporta il nome del podestà, nel caso capitano fiorentino, che alla fine del suo mandato, com’era abbastanza di consuetudine, nel momento di cedere il passo al successivo, così intese lasciare il ricordo del suo ufficio a Barga.

Come prima cosa va detto che la data dello stemma, il 1396, ci dice sia il più antico sotto la loggia e andando a leggere il libro di Arnaldo Bonaventura, “I Bagni di Lucca, Coreglia e Barga”, della serie Italia Artistica – N. 75, a pagina 111, si può leggere ciò che sta scritto alla base dello stemma, da noi verificato per esatto:

“+ Arma venerabilis viri Bartolomei

Gerardi onorabilis Capitanei

Barge pro Comuni Florentie anno

MCCCLXXXXVI die VIII Iunii.”

 

Questo stemma, come detto, è semplicemente uguale a quello che sta su una porta del Duomo di Barga, però senza scritta.

Dall’immagine vediamo che nello scudo c’è l’esatta croce della famiglia Sinclair, con l’aggiunta di quattro stelle a otto punte nei quarti. La stella a otto punte è un antichissimo segno dai vari e positivi significati, in araldica riconducibile a Fede, Speranza e Carità.

Lo stemma Gerardi posto sull’architrave della porta del Duomo di Barga

Questo stemma che sta sul Duomo ha sulla parte destra dell’architrave che lo ospita un simile scudo, che mostra sei fiori a cinque foglie, nella successione dall’alto: tre, due e poi uno in basso. Parrebbero rose araldiche o fiori di lino che genericamente simboleggiano semplicità, gratitudine e purezza, ma non sapremmo dire se questo stemma con fiori possa essere riconducibile a quello della famiglia del Capitano Gerardi.

La cosa più interessante, ma cui noi non siamo in grado di dare una sicura risposta, sta nel chiedersi perché lo stemma Gerardi sia anche sul Duomo e per quale motivo. Possiamo solo arguire che “forse” fu lui che ordinò di fare la porta per entrare nel Duomo in un punto in cui la chiesa ne era sprovvista, “forse” anche quale servizio alla Corte comunale (amministrativa e giustizia) che, com’era consuetudine in quei tempi, era tenuta a partecipare a certe messe e funzioni che si svolgevano nel Duomo, specialmente se erano feste prese in devozione e deliberate dal Consiglio della Terra di Barga. In quei tempi si ricorda nello Statuto del 1360 la festa di San Michele, che avrà anche un suo altare nel Duomo deliberato dalla Comunità. Nei fatti, la Corte uscendo dalla sua sede, il Pretorio, tramite questa nuova porta, sarebbe entrata in Duomo direttamente nel presbiterio, la parte sopraelevata della chiesa, all’interno del primo ampliamento della stessa chiesa, dove avevano le loro sedute per udire, appunto, le messe e quant’altro.

Probabilmente la scelta di fare questa porta di cui stiamo parlando, fu dettata dal costatare che la Corte per accedere alla chiesa doveva usare la porta più vecchia, che dal solito prato detto Arringo dava accesso alla parte iniziale della chiesa, quella sotto i plutei o divisorio, dove stava il popolo diviso tra uomini e donne, a quest’ultime, per lo Statuto di Barga del 1360, era severamente proibito salire al presbiterio. (Statuto di Barga 1360- Libro secondo, Affari Straordinari, Art. XVIII).

Finendo, per quanto riguarda la croce scanalata o spinata usata dal Capitano Gerardi, propria della simbologia della famiglia Sinclair, non si può dire niente ma solo notare che probabilmente possa esserci stato un motivo a noi sconosciuto e che potrebbe celare una storia a noi ignote connessioni familiari. Del tutto resta che nel Duomo e a Palazzo Pretorio, ricorre un segno dell’antica Famiglia Sinclair e Barga se ne onora.

(Altre informazioni su questo sito: P.G. Cecchi; Il palazzo Pretorio di Barga sede del museo, quinta parte).

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