Scuola elementare di Careggine, anni ‘90
Il 5 settembre 1986 finalmente arrivò il telegramma di nomina d’insegnante elementare di ruolo, con sede nell’Organico Aggiuntivo e dovevo perciò andare al Provveditorato agli Studi di Lucca per scegliere la sede per un anno, fra quelle disponibili. Ero al settimo cielo: due anni dopo il superamento del concorso magistrale finalmente era arrivata la nomina!
La mia preoccupazione più grande era come arrivare alla sede, se era lontana, perché io avevo già la patente, ma guidavo malvolentieri. Risolse il problema mio marito che mi mandò a fare di nuovo un po’ di pratica presso una scuola guida. L’istruttore, una persona intelligente, fece di tutto per scacciare le mie paure e devo dire che ci riuscì.
A metà settembre noi insegnanti fummo chiamati per scegliere la sede e quando arrivarono a me, la più vicina a Fornaci risultò Careggine. Era facile arrivare con il treno fino al Poggio ma poi c’erano ancora otto chilometri di strada di montagna…. A quel punto mio marito mi comprò una vecchia 500 truccata dal Lunatici e si raccomandò: “Non pensare all’auto, se necessario salta giù e lasciala andare!” Poi mi consegnò una radio trasmittente per parlare con me durante il viaggio perché a quel tempo non esistevano i cellulari come oggi.
I primi quindici giorni, però fui mandata a Vagli perché a Careggine era ancora in corso la ristrutturazione della sede comunale e la scuola era ancora un magazzino. Lì arrivavo bene perché prendevo il treno fino a Castelnuovo e poi continuavo con una collega.
Il primo giorno di scuola a Careggine me lo ricorderò per tutta la vita perché il viaggio da Poggio mi sembrò non finisse mai ed arrivai sudata e stressata, ma con i colleghi non ne parlai. Li avevo già conosciuti alle riunioni e mi erano sembrati molto gentili ed abituati a lavorare con insegnanti che venivano da lontano, negli anni precedenti tanti avevano scelto di vivere lassù perché provenienti da Pisa, Livorno, Viareggio…. Io, in fondo, ero una delle più vicine.
La scuola di Careggine era a tempo normale, con quattro insegnanti su cinque classi perché la seconda e la terza erano accorpate essendo poco numerose. Rispetto ad oggi anche le altre erano piccole, massimo 8 – 10 bambini!
L’insegnante più anziana era una maestra di scuola materna, passata parecchi anni prima alle elementari ed abitava in una villetta proprio vicino alla scuola; ricordo che per incoraggiarmi mi disse: ”Stai tranquilla, un anno passa presto e poi qui ci aiutiamo a vicenda, anzi, tu sei moderna, sarò io ad aver bisogno di te…!”
Queste parole mi fecero proprio piacere e mi tranquillizzarono almeno un po’ perché io non avevo esperienze scolastiche pratiche, se non qualche sporadico giorno di supplenza perché prima del concorso lavoravo per una ditta di Fornaci.
L’altra maestra, più giovane, chiacchierava tanto, ma si dimostrò subito disponibile, anche perché era laureata in italiano ed erano tanti anni che insegnava. Un giorno mi volle con lei mentre una signora di una certa età, che non aveva ancora la licenza elementare, affrontò con impegno questo esame, tranquillizzata e messa a suo agio da lei! Infatti, questa “allieva” si vergognava soprattutto della maestra del paese….. Comunque, alla fine dell’esame noi docenti le offrimmo anche colazione!
Unico uomo insegnante a Careggine era uno psicologo, venuto ad abitare al Colle per amore, ma originario del Friuli. Era la simpatia in persona e per tanti anni resse pure l’incarico di vicedirettore.
Ogni mattina arrivare a Careggine era una bella faticaccia ma quando cominciai a tranquillizzarmi mi accorsi che più mi avvicinavo al paese, più mi veniva fame, per colpa forse anche del profumo di pizza che da un panificio si espandeva dappertutto. Quanto mi ha preso in giro poi il maestro, dicendo che tutte le insegnanti a Careggine ingrassavano……
Arrivò anche la prima neve ma lassù durante la notte giravano contemporaneamente sul territorio fino a sette spalaneve ed uno una mattina mi portò perfino a scuola… Dovevamo però fare attenzione al ghiaccio e proprio per questo un mattino verso l’una, mentre scendevo per tornare a casa, mi ritrovai girata verso Careggine, tanta paura ma nessuna conseguenza. Mio marito mi disse solo di stare più attenta, forse per non spaventarmi, il maestro invece mi brontolò perché avevo ingranato una marcia troppo lunga e mi prese in giro per parecchio tempo, ma benevolmente.
La mia classe era una quarta di otto bambini, quattro maschi e quattro femmine, due vivevano in una frazione, gli altri in paese.
A. C., detto “il principino” per la sua eleganza nel vestire anche a scuola, era biondo e bello, ma sapeva di esserlo e si dava delle arie, aiutato in questo anche dai genitori.
R. P. era un ragazzo robusto, un po’ svogliato, vittima di una disgrazia più grande di lui: all’età di tre anni aveva perso il padre in un incidente stradale ed era rimasto solo con la mamma.
F. B. era un bimbetto troppo piccolo per la sua età, poco curato perché la madre era una donna enorme, sempre vestita di nero e molto trasandata che curava poco anche il figlio. F. non era mai uscito dal paese e non aveva mai visto il mare.
M. F. era il più alto della classe, sembrava un ragazzo delle medie, ma quando scriveva si riuscivano a leggere solo le prime righe e poi le altre erano incomprensibili.
V. M. era una delle bimbe più sveglie e brave, era la figlia del proprietario del bar del paese, proveniente da Viareggio e quindi abituata a viaggiare, muoversi e conoscere nuovi ambienti. Era anche una delle più disponibili ad aiutare i compagni.
La sua migliore amica era M.T., bimba grassottella, buona, impegnata, che portava un paio di occhiali molto spessi a causa di una forte miopia. Era comunque molto brava. Io l’ho rivista dopo tanti anni e se non fosse venuta lei a salutarmi, non l’avrei riconosciuta! Ma un giorno all’ufficio postale di Fornaci mi sentii chiamare a voce alta: “Maestra Bruna, sei tu, la mia maestrina?!” e mi fece commuovere davanti a tutti. Non si riconosceva: magra, senza occhiali, elegante, sorridente, sembrava un’altra persona!
C.C., nipote della maestra anziana, leggeva molto bene ma non comprendeva del tutto le sue letture, era buona, calma, sempre sorridente, aveva una famiglia semplice ma molto unita.
S. B. abitava alla Foce, era una bimba un po’ bizzosa, se si fosse arrabbiato si sarebbe buttato per terra ma era anche generosa con i compagni.
In un primo momento, cercando di capire che sapevano fare questi bimbi, mi spaventai: saranno state le vacanze estive o il cambio della maestra ogni anno o tutte e due le cose insieme, fatto sta che il livello di preparazione era molto basso.
Alla prima riunione con i genitori spiegai che gli alunni avevano bisogno di approfondire le loro conoscenze, soprattutto in italiano e matematica e che io avrei curato in particolare questi due ambiti, senza tralasciare del tutto gli altri.
Al primo ricevimento i bambini erano molto migliorati ed i genitori si mostrarono soddisfatti dei risultati ottenuti. A fine anno mi ringraziarono e mi pregarono di rimanere per il successivo. Io spiegai che non dipendeva del tutto da me, ma poi sono rimasta a Careggine altri sei anni, felicissima di farlo….


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