FORNACI – Sono passati due anni, ma la commozione, il dolore, la grande partecipazione ed anche la rabbia per quello che accadde, sono sempre immutati nella comunità della Valle del Serchio. Tutto questo ha riassunto l’evento “Insieme per Maria” che oggi pomeriggio, nel giorno, nelle ore e nel luogo in cui Maria Batista Ferreira fu uccisa dal marito Vittorio Pescaglini, il 26 febbraio 2024, è stata ricordata da una folla partecipe nel ribadire l’orrore ed il dolore per la sua morte e l’impegno a cercare di fermare una mattanza e una violenza che non conosce purtroppo fine. E che colpisce, quasi ogni giorno, una donna. Ma anche a diffondere il messaggio: un aiuto, una via di fuga e di salvezza, per tutte le donne maltrattante ed in pericolo, c’è.
Pioveva a dirotto due anni fa, il cielo sembrava quasi che piangesse per quello che era appena successo lungo quella solitamente tranquilla strada di Fornaci. Che piangesse per Maria. Oggi invece, ad accompagnare il suo ricordo, una giornata tersa, un cielo limpido che poi si è colorato di arancione all’imbrunire, quando si sono accese anche le fiaccole.
Nel secondo anniversario della morte di Maria, uccisa a 51 anni, il centro Antiviolenza “Non ti scordar di te” ha organizzato questo momento in collaborazione con il Comune di Barga, la Commissione Pari Opportunità di Barga, l’ISI di Barga, ed il Museo MUDY di Dynamo, un pomeriggio in suo ricordo; per non dimenticare e per dire ancora una volta no ad ogni forma di violenza di genere. Sentita e attiva quest’anno anche la presenza degli studenti, dai bambini ai più grandi, ma non è mancata anche la presenza partecipe dell’ISI Barga che, condotto dall’insegnante Lucia Lucchesi, ha dato vita a due flash mob sulla musica di “Break the chain”, spezza le catene che ha coinvolto studenti, cittadini ed anche personale e docenti delle scuole superiori. Una musica simbolo con la canzone diventata inno: in tutto il mondo da anni si muovono i passi e le coreografie di milioni di donne e uomini. Uniti per manifestare in nome di un mondo senza violenza sulle donne.
L’avvio alle 16,30 al museo Mudy di Fornaci di Barga per una visita guidata con illustrazione delle opere esposte. Qui anche un presidio del centro antiviolenza, per fornire informazioni e rispondere a eventuali dubbi e domande.
Poi, dopo un primo flash mob, il corteo rumoroso che ha raggiunto piazza della Stazione dove ci si è fermati alla panchina rossa posta un anno fa in ricordo di Maria. Un secondo flash modo ha introdotto poi il ritorno sul viale Cesare Battisti dove il corteo si è fermato davanti al luogo dove Maria fu uccisa, deponendo un mazzo di mimosa. Tutti i presenti hanno osservato un minuto di silenzio, dopo le parole pronunciate da Gaetanina Napolitano, consigliera alle pari opportunità del comune di Barga e da Valentina Folegnani per il centro antiviolenza “Non ti scordar di te”: “Maria è stata vittima del femminicidio e lo è stata anche dopo – ha detto – la voce di popolo, passato lo sgomento è stata spesso giudicante verso questa donna sul suo passato e sul suo presente. Le donne vittime di violenza – ha aggiunto – proprio come Maria troppo spesso subiscono il giudizio degli altri; spesso per questo non riescono ad uscire o a denunciare quello che stanno passando.”
Rossella Piegaia, a nome del mondo della scuola, ha sottolineato la poca presenza del mondo maschile a questo pomeriggio: “Momenti di ricordo e di insegnamento come questo – ha detto – dovrebbero coinvolgere non solo le donne, ma poter contare sulla partecipazione e l’appoggio anche degli uomini”.


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