Ieri sera sono stati celebrati i 40 anni esatti del Presepe Vivente di Barga, il più antico dell’intera Valle del Serchio ed il secondo nato in provincia di Lucca. La prima edizione risale al 23 dicembre del 1985 e nella stessa data si è fatto a Barga un gran lavoro per festeggiare al meglio la ricorrenza e per ribadire tutta la tradizione ed il fascino di questo appuntamento che qui è nel cuore di tutti, ma che richiama ad ogni edizione, nonostante il proliferare di eventi simili in ogni dove, sempre tantissima gente.
Il pubblico, nonostante i presupposti non proprio positivi del tempo, è giunto comunque numeroso ed alla fine ha salutato con un lungo applauso la scena della natività ambientata come nel 1985 nella capannuccia allestita sotto la Loggia del Podestà al Palazzo Pretorio del Duomo. Un applauso per accogliere il Natale ed il suo messaggio di pace e speranza con l’arrivo del Salvatore, ma anche per ringraziare tutti coloro che hanno regalato, ancora una volta, uno spettacolo unico.
La macchina organizzativa coordinata dal comune di Barga con in primis Maresa Andreotti e Filippo Lunardi e arricchita dal prezioso lavoro di tanti volontari ed associazioni ha funzionato al meglio ed ha offerto uno spettacolo all’altezza dell’anniversario. Anche il tempo ha voluto dare una mano, regalando una inaspettata serata senza pioggia ed un clima tutto sommato piacevole.
Tra i simboli che hanno ricordato il quarantennale del Presepe di Barga anche alcuni personaggi che hanno visto nascere la manifestazione: tanti protagonisti di quella prima edizione come Giuseppe e Maria, i fratelli Giancarlo e Sara Cella ed il pastore Franco Barsanti.
Il percorso quest’anno era stato allargato con l’aggiunta di nuove postazioni di antichi mestieri e di tanti figuranti in più. Partiva da Piazza Angelio ed arrivava a Porta Reale lungo via di Mezzo per poi salire via del Pretorio e concludersi in Duomo: il viaggio ripercorso dalla Sacra Famiglia.
Il successo del presepe vivente di Barga da sempre è la riproposta di un tradizionale presepe a cielo aperto ed in dimensioni naturali, grazie alla splendida scenografia dell’antico Castello ed al ritorno di tanti antichi mestieri. E’ stato senza dubbio questo uno dei punti di forza della manifestazione, con davvero una qualità notevole in tutte le postazioni allestite con gli antichi mestieri.
Nella piazza dedicata alla lavorazione delle castagne gestita dal comitato paesano di Pegnana, subito dentro porta Reale, anche un ricordo per Emilio Lammari, con la riproposizione in scala dell’antico ciclo di lavoro. E poi tanti veri e propri quadri viventi come, davvero bellissima, la falegnameria proposta da Massimo Nardini e dalla sua famiglia in un fondo di via del Pretorio, ma non solo…
Grazie al tanto e bello che abbiamo visto, per una sera Barga è tornata indietro nel passato, ha fatto rivivere i suoi antichi e tipici mestieri, dalle lavandaie all’arrotino, e poi immancabili i lavori di una volta tra queste colline e montagne.
Un bel tuffo nel passato ed una bella rievocazione del presepe baciata anche da un bel pubblico, sia barghigiani che visitatori, che non hanno mancato l’appuntamento. Riempiendo le strade dell’evento, ed apprezzando anche i punti di ristoro gastronomico, come quello del Giesse Barga in Piazza Angelio dove era presente anche la polenta del ristorante Alfonso; la bottega delle crepes che la Misericordia del Barghigiano ha allestito nell’ex boutique la Loggia in Piazza Salvi; in piazza dell’Annunziata lo stand curato come da sempre dal Comitato Paesano di San Pietro in Campo ed altro ancora.
La Sacra Famiglia, nel suo viaggio, partito dal presepe meccanizzato del GVS in via Pascoli e poi dopo la chiesa di San Rocco lungo via di Borgo e via di Mezzo fino ad arrivare ai luoghi del presepe vivente, è stata accompagnata verso la capannuccia allestita sull’aringo del Duomo davvero da tante persone che poi sul prato dell’Aringo hanno assistito alla Natività: il significato del Natale, tutto racchiuso in questi bei momenti.
La nascita di Gesù Bambino è stata annunciata come al solito da un razzo luminoso volato in cielo, come una stella cometa, dal campanile del Duomo di Barga dove i campanari hanno poi salutato l’evento con un bellissimo doppio.
Tornando al tracciato degli antichi mestieri, molto bella come sempre la rievocazione, nell’ingresso del conservatorio santa Elisabetta di una classe della scuola elementare di una volta e curata quest’anno con particolare amore da Serena Petri e Francesca Banchieri.
Nella vecchia canonica invece molto bello l’antico ospitale curato da Piera Bonugli e Brunella Bertoni. Tra le altre scene , il quadro vivente della vita di una famiglia di un tempo, grazie alla ricostruzione di Massimo Nardini e della sua famiglia di Sommocolonia, la filiera del carbone proposta da Giorgio Cella e Gianluca Guidi per arrivare a Gabriele Luti, passando per il bivacco proposto da Pietro Lorenzini e la sua famiglia, il soldato romano che non può mai mancare, proposto dal Marco Casci, la lavorazione dell’orzo, altro momento della vita contadina proposto in piazza Ser Barghesano dalla famiglia dei Renucci, i “troni”, con in testa Elisa Bigiarini; davvero molto suggestive qui anche con le scene allestite da Paolo Bernardi, Leonardo Nesi, Niccolò Riccardi, e tutti gli alti presenti; qui anche la bellissima osteria proposta dal gruppo giovani capitanato da Andrea Luti e Federico Bonomini. In via del Pretorio anche la bella scena delle lavandaie curata da Silvia Clerici e Francesca Suffredini; poi l’arrotino, immancabile da sempre, Pierangelo Carzoli. Apprezzatissima anche quest’anno la riapertura delle stanze degli antichi telai barghigiani dove in tempo si tesseva la seta, con all’opera l’Anna Caproni. Poi la presenza dei cantori di Villa Via Sacra della Community of Jesus e in piazza Angelio invece l’artista Matilde Estensi; in via di Mezzo il ben curato mercato ortofrutticolo e delle stoffe proposto dalla famiglia Montingelli ma anche da Irene Santi, Erica Moscardini, Barbara Turicchi e Federica Pieroni; gli speziali Simone Cchi e Simone Bartolomei; , la bottega della sarta con Maria Turicchi; il battilama Fiorenzo di San Pietro in Campo.
Ad arricchire il tutto in musica, i musicanti della Filarmonica Luporini di Barga guidati dal M.o Rossano Emili che di fatto ha introdotto il pubblico nel clima della serata suonando peraltro in modo davvero impeccabile e, ad aprire la strada alla Sacra Famiglia (impersonata da Giancarlo e Sara Cella e poi completata con Massimiliano Guidi nelle vesti di Gesù Bambino), lo zampognaro Dario Landi. Non ci dimentichiamo i re magi, che alla fine hanno chiuso la manifestazione salendo sull’Aringo, impersonati dai fratelli Riccardo e Stefano Santi e da Roberto Bechelli.
Tra le postazioni che hanno raccolto tanti consensi anche quella realizzata dal gruppo di Tiglio con in testa la famiglia Balducci con tante scene di vita contadina e che si trovava proprio sotto la salita del Duomo. In piazza del Teatro bellissima la scena allestita dal gruppo organizzato da Matteo Motroni, Giorgia Rocchi e tanti altri con alcuni momenti della vita della di una volta.
“Ci ha fatto molto piacere la grande e sentita partecipazione di tutti i figuranti che sono stati ben 160, ma soprattutto la passione che abbiamo visto nel rendere indimenticabile questa edizione dei quarant’anni – hanno commentato Maresa Andreotti e Filippo Lunardi – e ci ha ben sperare, visto il prezioso e numeroso supporto, anche la presenza dei giovani per dare un futuro a questa manifestazione che è nel cuore dei barghigiani. Ringraziamo tutti i partecipanti, tra cui anche i campanari che hanno davvero sottolineato in modo impeccabile e puntuale il momento della natività con il Doppio ed il razzo sparato dal millenario Duomo”.
Alla fine senza dubbio una manifestazione ben riuscita, molto curata nella proposta degli antichi mestieri che hanno reso suggestiva questa serata, grazie anche alla speciale cornice della Barga medievale. Ma alla fine anche un momento per riflettere sul Natale.


Marco Casci
31 Dicembre 2025 alle 22:21
Impeccabile come sempre. Non lascia nulla a desiderare.