Natale è…!

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Il tempo scorre e, giorno dopo giorno, già sentiamo l’aria festosa del Natale. I ricordi d’infanzia ci accompagnano e ci donano tante emozioni; ricordare è come rivivere momenti significativi, apprezzarli in forma nuova, un sorriso, una lacrima, un volto, le pagine del sillabario, dedicate alla festa più cara dell’anno. L’ immagine della natività dai colori tenui e sfumati mi affascina, esprime qualche cosa di magico nella mia mente di bambina e, di tanto in tanto, mi soffermo ad osservarla. Ritorna la voce della maestra che legge la poesia “Notte Santa” di Guido Gozzano e, nel silenzio della classe, sembra di sentire i rintocchi del campanile… “…il campanile scocca lentamente le nove”. Imparata a memoria, la recitiamo a più voci, in veste di piccoli attori e, ripetendo il suono delle campane lentamente, ci sentiamo importanti.

È grande gioia ritrovare in un cassetto una vecchia cartolina che rievoca un Natale di altri tempi: un paesaggio innevato, alberi spogli, un cespuglio di pungitopo e, sui rametti di abete un passero infreddolito, un filo dorato chiude e impreziosisce l’immagine. È ancora nuova e occupa uno spazio speciale nello scrigno dei ricordi più cari. E tanti ricordi ancora si rincorrono… Noi bambini della Serra andiamo a scuola a piedi e lungo il tragitto ci scambiamo idee sulla realizzazione del presepio; la scatola, riposta nello scaffale, contiene poche statuine un po’ “sgronciolate”, ma provvederemo con la nostra fantasia. Ci mettiamo all’opera, usando materiali poveri che abbiamo a portata di mano: carta e colla per rimodellare i personaggi mutilati, cartone per le casette, tappi ricoperti di ovatta per le pecorelle che vengono sistemate sulle colline sotto la guardia vigile del pastore, per la capannuccia bastano pezzetti di legno e di corteccia rugosa per darle un aspetto nuovo e aggiungere particolari, tanto da renderla più verosimile alla capanna di Betlemme.

Il nostro presepio ci piace perché rappresenta il nostro mondo, basta una spolverata di farina sul muschio, un frammento di specchio per il laghetto per renderlo ancora più bello ai nostri occhi e più vicino al cuore.

Natale è la festa della famiglia riunita intorno ad una tavola ricca di pietanze dai sapori antichi e inconfondibili: il profumo del brodo di gallina supera quello dell’arrosto che ancora sfrigola nel forno. E allora: “aggiungi un posto a tavola…” arriverà anche Babbo Natale.

“Caro Babbo Natale, se capiti da queste parti, fermati a casa nostra, troverai una famiglia riunita intorno al camino e una tavola apparecchiata con buoni cibi da gustare insieme a noi. C’è un posto d’onore per te, vicino al nonno. Ti aspettiamo per la cena della vigilia: minestrone di fagioli o di ceci, insaporito con salvia ed aglio, baccalà lesso o arrostito in gratella sulla brace, cardone fritto, crostini di cavolo nero e acciughe, frutta secca e grappoli di uva ben conservata in “pendane”, pane di neccio accompagnato da buon vino”.

Natale non è soltanto luci e festoni scintillanti, panettoni e pandori farciti di creme, vini e spumanti pregiati…Natale è…?

Buon Natale a tutti.

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