Per Maria

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La sindaca di Barga Caterina Campani ci ha recato una lettera che le ha consegnato una giovane diciottenne, nei giorni scorsi. Scritta dopo il terribile femminicidio che ha sconvolto anche il nostro territorio, con la morte  di Maria Batista Ferreira, avvenuta il 26 febbraio scorso sulle strade di Fornaci, per mano del marito. Scritta nei giorni del suo funerale

La giovane, che vuole rimanere anonima, ha chiesto che fosse pubblicata sulle nostre pagine. Ecco le sue parole.

 

Cara Maria,
Io non ti conoscevo, ho la sensazione di averti vista qualche volta sul pullman di ritorno da Barga verso Fornaci quando tornavo da scuola, ma non ne sono sicura.
Ora però, tuo malgrado, ti conosciamo tutti perché ,adesso, è come se tu fossi un po’ la mamma, la zia, l’amica e la sorella di tutti noi.
Sei diventata il simbolo di un qualcosa di molto più grande di te, di noi, di tutta la nostra realtà.
Sei diventata il simbolo di una battaglia che tutto insieme dobbiamo fare affinché questo incubo svanisca per sempre; dobbiamo prenderci per mano ed essere uniti in questo sogno che deve diventare comune e anche se alle volte sarà difficile continuare a crederci perché non sarai l’ultima, noi dovremmo cercare di impegnarci e di non arrenderci mai, perché solo così potremmo vincere.

Vedi cara Maria, non so come, ma in qualche modo ti sento vicina.
Non ti conoscevo, non ho mai sentito il suono della tua voce o visto il tuo sorriso, ma in qualche modo ti sento affine a me.

Spero che tu, piccola anima, possa trovare la pace tra le braccia del Signore e possa giovare in questo viaggio che ti è stato imposto di percorrere troppo presto.

E sai qual è la cosa che mi fa più male Maria? È che quel mostro non è nient’altro che colui che una volta ti dava le farfalle nello stomaco, che ti faceva battere il cuore, mentre ora era arrivato a farti piangere e tremare fino a non respirare più.

Sono arrabbiata Maria, arrabbiata perché non siamo riusciti a proteggerti, arrabbiata perché ancora una volta ha vinto un lui che non vale la pena chiamare per nome o uomo, un uomo infame che non ti ha mai capita, sono arrabbiata perché non si sa più cos’è l’amore, perché quello, cara Maria, non lo era.

L’altro giorno ti ho portato una rosa rossa Maria, rossa come la passione, come il sangue che è scorso fin troppo, rossa come l’amore.
Quell’amore che dovrebbe essere il posto nel quale trovare rifugio e non il luogo dal quale dover scappare.

Riposa in pace Maria. Io e tutti noi combatteremo per te e per tutte le altre donne che non possono più farlo e ricordate che voi, piccole anime, non siete per niente piccole.

Buon viaggio.

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