KME. La Fiom con Braccini chiede più chiarezza sulla nuova acquisizione del gruppo in Olanda

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FORNACI – “Siamo in un’epoca di fusioni tra grandi gruppi industriali e Kme, con l’acquisizione di una parte delle produzioni di laminati piani del colosso Aurubis. è tornata ad avere un ruolo da protagonista sullo scenario internazionale.

Un’operazione che riteniamo importante, anche se andrà capito meglio come verrà  organizzata la filiera produttiva in un’ottica di fascia larga, considerando che con questa acquisizione vi sono stabilimenti simili in Europa”.

Così Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Gruppo Kme che prosegue:

“Lo scorso anno Kme aveva ceduto la divisione speciali per puntare sul rame e questa operazione rientra pienamente tra le strategie del gruppo, in un contesto che è stato segnato da una ripresa produttiva.

Probabilmente vi saranno ancora alcuni passaggi societari di qualche business del gruppo, e bisognerà comprendere le nuove strategie produttive.

Dopo la ripresa post pandemica siamo di nuovo di fronte a scenari non chiari, dove purtroppo scarseggiano le materie prime, ed i prezzi sono andati alle stelle.

Le scorte di rame risultano esaurite in Europa e importanti settori produttivi rischiano di bloccarsi nonostante le aziende abbiano notevoli carichi di lavoro.

La speculazione finanziaria sembra che gestisca le condizioni generali a scapito delle attività produttive. Siamo ad un passaggio di sistema, in un’economia di “ guerra” e con scenari inediti.

Abbiamo accompagnato il gruppo Kme in tutte le sue fasi nel corso degli anni, in modo da favorire un suo rilancio, cercando sempre di promuovere gli investimenti, la formazione e la crescita professionale dei lavoratori, ritenendolo un valore aggiunto, al fine di consolidare le produzioni negli stabilimenti italiani.

Nel mese di settembre avevamo ipotizzato un incontro con la direzione aziendale per fare il punto sulla situazione generale, sarà occasione anche per approfondire questa nuova acquisizione, in modo da comprendere gli eventuali scenari produttivi futuri”.

 

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