Considerazioni sulla cittadinanza onoraria di Barga

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A una settimana di distanza dal bellissimo riconoscimento che mi è stato tributato dalla Sindaca Caterina Campani e dal Consiglio comunale, vorrei ringraziare, come avrei voluto fare in occasione della premiazione del San Cristoforo d’oro,  sul palco del teatro dei Differenti di Barga. Mi accingo solo ora a farlo dopo aver metabolizzato questo meraviglioso riconoscimento che la comunità tutta mi ha tributato.

Avrei voluto dire tante cose quel pomeriggio, ma in parte mi hanno preceduto sia le parole cariche anche di affetto della sindaca di Barga Caterina Campani, sia il senatore Andrea Marcucci con il ricordo di mio papà e dell’amicizia che lo legava al suo, che ringrazio. Mi ero in realtà preparata una scaletta da seguire, ma l’emozione è stata molto forte nonostante mi fossi preparata i giorni precedenti a reggere la tensione; perché non sono una persona che ama stare sui palchi, mentre mi piace molto lavorare dietro le quinte, ma soprattutto mi piace molto organizzare gli eventi; che siano semplici o complicati non ha importanza, ma secondo me tutte le cose hanno bisogno di una progettazione perché riescano bene.

Il discorso che mi ero preparata era proprio quello ripercorrere le origini della Fondazione Ricci di Barga allorché mio padre Mario nel 1990 la fondò; perché dopo essere stato tanti anni all’estero per la sua attività lavorativa ritornando, e cito le sue parole,  “alla sua terra natale ritrovò intatte le antiche amicizie e gli antichi affetti che vi aveva lasciato”. Per questo volle come forma di riconoscimento proprio verso gli abitanti della cittadina barghigiana,  ma anche rivolta verso la terra che gli aveva dato i natali – la valle del Serchio -q uesta Fondazione che avesse gli scopi di valorizzare l’arte, la cultura e le tradizioni popolari del luogo e anche quello di avere attenzione ad aiutare le persone più in difficoltà, anche se questa devo dire è un’attività che è sempre stata realizzata, ma non divulgata, per le leggi sulla privacy.

In questi 32 anni sono state fatte tantissime iniziative dalla Fondazione Ricci. Penso che tutti ricordino le molte esposizioni artistiche o le presentazioni di libri o convegni realizzati, ma  quello che volevo sottolineare è che io per la prima volta sono venuta a Barga nel 1995, allorché divenni consigliera della Fondazione, e nel 1996, curai l’allestimento della bellissima mostra dedicata a Alberto Magri insieme all’architetto Pietro Biagioni di Castelnuovo Garfagnana. Poi mio padre dal 2000 volle che assumessi la presidenza della Fondazione alternandomi all’avvocato Leonardo Mordini che fino all’ora l’aveva gestita con grande professionalità e con una gestione molto attenta alle esigenze del territorio e che ancora oggi ringrazio, anche per quello che mi ha insegnato.

Dal 2000 ad oggi, specialmente dopo che mio padre è scomparso  improvvisamente, un brutto giorno del luglio del 2001, lasciandomi alla guida della Fondazione, Barga è diventata la mia seconda città, la città di adozione sia per la gestione della Fondazione Ricci, ma soprattutto per le amicizie che qui ho trovato.

Devo ricordare innanzitutto che la prima persona cui devo dei ringraziamenti è Agostino Caproni perché il suo negozio di alimentari, e non solo, in via Pascoli al Giardino per me è  stato il mio punto di approdo allorché arrivavo a Barga da Lucca. Agostino mi accoglieva sempre con un sorriso insieme al fratello Enrico e chiacchieravamo e mi raccontava un po’ tutte le novità della settimana che erano avvenute a Barga; e mi ha presentato nel corso degli anni tantissime persone, mi ha sollecitato a volte degli incontri da fare o degli interventi degni di nota e a lui e alla sua famiglia sono particolarmente grata. Agostino Caproni è stato la prima persona che mi ha fatto sentire di “essere a casa” e credetemi che per una persona totalmente estranea alla realtà barghigiana, è stato veramente una conoscenza e un appoggio importante.

Poi ci sono state le conoscenze e amicizie con Carla Redini, Paola Pia e Moreno Salvadori, tutti impegnati in associazioni sociali di grande rilievo, perché al tempo delle prime mostre realizzate, furono coloro che le tenevano aperte in maniera gratuita e permettevano quindi al pubblico di venire a visitarle. Il valore delle associazioni con scopi sociali e culturali sul territorio barghigiano è un vero dono. Sono tante e ben strutturate, ma sono le persone che le animano le vere risorse. Non ho mai conosciuto tanta dedizione e impegno nello svolgere i propri fini sociali o culturali. Piano, piano ne ho conosciute tante e con i loro rappresentanti abbiamo iniziato a collaborare per lo svolgimento delle varie iniziative comuni. A tale scopo devo ringraziare il G.V. S. di Barga, la cara Mirna Magrini, ora Presidente onoraria, ma soprattutto l’Istituto Storico lucchese, sezione di Barga,  con il suo indimenticabile direttore Antonio Nardini con il quale abbiamo realizzato tante iniziative e la bella mostra “Immagini del mondo pascoliano” (2013) insieme a Angelo Pellegrini, oltre al volume “Barga in Cartolina” e alla stampa aggiornata di quello dedicato al “Teatro dei Differenti”, istituto retto adesso dalla direttrice Sara Moscardini, dal suo vicedirettore Pier Giuliano Cecchi e Ivano Stefani che svolge il ruolo di addetto culturale. Sono state persone speciali nella mia vita; mi hanno fatto sentire parte della vostra, ora della nostra, comunità, mi hanno insegnato moltissimo e sono veramente riconoscente a loro perché mi hanno raccontato e fatto amare la storia di questa cittadina, mi hanno trasmesso l’amore per la conoscenza che loro hanno per questa comunità. Stanno svolgendo un lavoro meraviglioso da tanti anni,  un lavoro che esalta la migliore storia di questa comunità, dobbiamo esserli tutti quanti grati. Un ringraziamento speciale a Sara, che io chiamo scherzosamente “la mia figlia mancata”, essendo madre di due figli maschi, che ha in sé tantissime doti e pregi, ma soprattutto una cultura profonda che la sua timida umiltà nasconde quasi sempre, a meno che non si parli di Giovanni Pascoli e allora tutta la sua conoscenza e il suo entusiasmo escono fuori dirompenti. Pier Giuliano Cecchi incarna la “memoria di Barga”; non ho mai conosciuto un vero amante della storia locale come lui. Fatti, vicende, storie sembrano avvenuti adesso. Un profondo conoscitore e studioso appassionato. Con Ivano Stefani, ci siamo subito compresi: Ivano è un grandissimo lavoratore, un bravissimo fotografo e appassionato della Prima e Seconda  guerra mondiale oltre che di storia locale, che si è aggiunto a Sara e Pier Giuliano e con loro abbiamo realizzato il più bel progetto pensato per la cittadina di Barga. Un progetto di cui sono profondamente orgogliosa purché con la mostra e la pubblicazione La nuova Barga. Architetture e arti decorative tra Liberty e stile eclettico (1900-1935), abbiamo realizzato uno studio totalmente inedito su questo periodo di grandissime trasformazioni urbanistiche, architettoniche e sociali. Uno studio faticoso quanto interessante e esaltante per chi come noi ama la storia e la sua divulgazione.

Devo ringraziare la fotografa Caterina Salvi per l’impegno profuso in questa ultima avventura storico-artistica, che è stata la scoperta degli anni dal 1900 al 1935 di Barga,  e della mostra che abbiamo realizzato lo scorso anno e riproposto anche quest’anno in chiave rivisitata,  per essermi stata a fianco nelle mie molte richieste,  sia inerenti agli aspetti fotografici, sia gli aspetti di redazione del catalogo di prossima uscita. La sua sensibilità artistica non ha pari e mi rendo anche conto che non sono una persona facile quando lavoro, anzi sono abbastanza esigenze e anche abbastanza antipatica, ma mi prende come un “raptus” da perfezionismo del quale ormai io riconosco i segnali, ma per gli altri capisco che possa essere un anche un problema e quindi mi scuso con lei e con i molti altri per questo. Con Caterina abbiamo tanti progetti futuri e sono felice sia per lei che per me.

Non posso non ricordare come studioso Cristian Tognarelli, collezionista e appassionato di Umberto Vittorini, con il quale abbiamo realizzato la bellissima mostra e il suo catalogo “Umberto Vittorini nelle collezioni private. Tradizione e modernità nella pittura di un maestro del Novecento”. Un‘ avventura anche questa entusiasmante che ci ha visto impegnati a scovare nelle collezioni familiari barghigiane e non solo, opere mai prime esposte. Cristian in tempi recenti sta mettendo a disposizione degli studiosi, presso la sede della Fondazione Ricci, molto del suo archivio di libri  storici che attualmente stiamo inventariando.

La collaborazione con Unitre Barga è più recente, ma Sonia Ercolini è un vero vulcano di idee e proposte. Un grazie all’associazione Centolumi con Marco Tortelli che supporta gratuitamente anche molte attività di altre associazioni con la sua capacità di grafico, e il giovanissimo e promettente storico dell’arte Leonardo Umberto Conti, già autore di interessanti conferenze e del convegno sui Beni Culturali dello scorso settembre al Teatro dei Differenti, i cui studi ci riserveranno meravigliose  sorprese.

Devo ringraziare la stampa locale in particolare Luca Galeotti che ha sempre seguito con interesse tutte le iniziative realizzate dalla Fondazione Ricci con puntualità e grande professionalità.  Nel tempo con Luca poi ci siamo conosciuti meglio e devo dire che è una gran persona con un meraviglioso cuore, che sa scrivere le migliori cose quando lascia il ruolo di giornalista e diventa solo Luca dal cuore grande come è lui;  e un grazie anche a Keane per i suoi reportage fotografici visti con l’occhio dell’artista quale è e perché coglie sempre gli attimi più belli di ogni manifestazione. Il suo impegno giornaliero nel postare una foto di Barga ha dell’incredibile come lo sono le sue esposizioni con creazioni pittoriche e scultoree che solo un grande artista riesce a pensare e realizzare.

Devo ringraziare tante persone e so che mi dimenticherò di molte, ma tra queste c’è sicuramente Graziella Cosimini  “Signora della cultura a Barga” per i suoi studi storici e per l’amore che ha saputo trasmettere nelle sue lezioni a tante generazioni e nelle sue presentazioni.

Devo ringraziare tutti i consiglieri della Fondazione Ricci, molti di loro oggi scomparsi, come il vice presidente dott. Rolando Notini, un gran signore di altri tempi e di gran classe che con me alle prime armi è stato veramente paziente  e affettuoso; Alderano Romiti, amico di mio padre dai tempi della gioventù e della Carrera messicana, uno di quelli per cui  è nata la Fondazione Ricci, che si è sempre prodigato per l’interesse della Fondazione. Lo storico prof. Umberto Sereni, come lui nessuno conosce Barga, la sua storia, la sua cultura. Con lui abbiamo realizzato le più belle mostre mai fatte a Barga e non solo: Alberto Magri, Adolfo Balduini, Giovan Battista Santini, Maccari a Barga, e tante, tante iniziative. Mai si è tirato indietro quanto gli ho chiesto una presentazione o una introduzione, a lui sono grata per aver elevata la portata culturale della Fondazione  che ha portato a livello nazionale.  Lo stesso vale per Maria Pia Baroncelli, studiosa di primo livello, a lei si devono le più importanti pubblicazioni storiche di Barga mai realizzate: “l’inventario risorgimentale Antonio Mordini” e “Maestri del legno a Barga. Legnaioli, intagliatori, ebanisti dal XVI al XIX secolo”, ricerche costate anni e anni di studio, che ancora oggi costituiscono una risorsa culturale importante per la conoscenza storica. Un grazie a Daniela Papi per la competenza e professionalità come amministratrice, a Tilde Guazzelli che per tanti anni ha svolto il ruolo di segreteria, ma prevale di lei il mio esserle amica e a Giovanna Bellora per essermi sempre a fianco come solo una grande amica può fare; a Guglielmo Donati per essere partecipe alle iniziative, e ai miei fratelli Ettore e Franco per avermi lasciato al comando di questa Fondazione familiare e di avermi affiancato nella bella e brutta sorte, e a mio nipote Antonio che per tanti anni ha svolto il ruolo di segretario.

Devo ringraziare anche ci ha sostenuto economicamente in tutti questi anni e sto parlando della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca con i tanti Presidenti che mi onoro di aver conosciuto: dall’indimenticabile Ing. Giancarlo Giurlani, all’attuale presidente Marcello Bertocchini, che hanno avuto e hanno il difficile ruolo di aiutare e supportare il ruolo culturale e sociale delle molteplici realtà associative della provincia di Lucca e in particolare quella della Valle del Serchio.

Infine devo dire grazie a tutte le persone che sono entrate nella Fondazione Ricci sia come spettatori delle iniziative, perché senza pubblico non ha senso organizzare eventi, ma anche durante l’orario di apertura della sede, a volte solo per proporre o sollecitare qualche iniziativa,  a volte anche solo per chiacchierare,  è stato bello conoscerli tutti : la Fondazione è aperta, e invito tutti a venire a conoscerla, vi offriremo un caffè e faremo quattro chiacchiere: è così che nascono i progetti più belli!  Infine un grazie alla mia famiglia: a mio marito e ai miei figli, a mia nuora, a mia zia e soprattutto a Bianca la mia nipotina, perché ho sottratto loro tanto, tanto tempo e a volte mi sono sentita proprio in colpa, ma Barga mi chiamava (!).

Infine una promessa è un impegno: vi aspetto tutti a braccia aperte per realizzare tutti i meravigliosi progetti che ancora ci saranno nel futuro della Fondazione Ricci e del mio, con rinnovato impegno culturale e civico. Grazie!

Cristiana Ricci

 P.S. Sono consapevole di essermi dimenticata di moltissime persone, non me ne vogliate perché non è voluto.

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