Una storia diversa

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FORNACI – Itinerari letterari a Barga” venerdì sera 24 giugno ha fatto tappa al circolino di Fornaci 2.0 in piazza IV Novembre, dove è stato presentato il libro di Fulvio Mandriota “Una storia diversa”. Una autobiografia che ripercorre la sua vita fin da quando, all’età di 14 mesi, fu colpito dalla poliomielite. L’autore, nato a Napoli nel 1947, ma poi trasferitosi a Ghivizzano paese natale della madre Bartolomea Frediani, ha raccontato la sua personale “via Crucis”;del dramma dei genitori che da un momento all’altro si trovano con un bambino che non si reggeva più sulle proprie gambe; del fratello maggiore che di colpo si ritrovava a vivere in funzione del fratello più piccolo; della mancanza di aiuti economici perché, in quel dopoguerra, non esisteva una legislatura adeguata alle problematiche legate a quella situazione.

 Il mondo della disabilità ha visto trasformazioni sostanziali solo in epoca successiva grazie, soprattutto, all’attivismo di persone disabili e persone della loro cerchia famigliare. È a partire dagli Anni ’70 del XX secolo che si sono susseguite azioni di rinnovamento dei servizi e degli interventi a loro favore. Un processo d’inserimento dei portatori di handicap nella società, fino a diventare d’integrazione, fu infatti oggetto delle politiche di quel periodo. Un processo, però, troppo lento… Ancora oggi, benché nel 1981 sia stata proclamata la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, che ricorre il 3 dicembre, quello di disabilità non è un concetto universale. Non esiste, a livello mondiale, una definizione un’univoca del termine. Di “disabilità” si è parlato per anni anche alle Nazioni Unite dove, con il fine di promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità e di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera sociale, politica, economica e culturale della società, nel 2006 è stata adottata la “Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità”. Il Parlamento italiano ha autorizzato la ratifica della convenzione, e il relativo protocollo opzionale sottoscritto nel 2007, nel marzo del 2009. La maggior parte però, sono solo belle parole: il bisogno di una persona con disabilità non consiste nel trovare la frase perfetta che descriva al mondo la propria condizione, e la semplice promozione dei suoi diritti, quanto nel trovare un contesto ambientale che sia idoneo a ridimensionare, contenere o annullare l’handicap che ne consegue. Un handicap che uomini e donne vivono e subiscono, ad esempio, dal momento in cui l’installazione di una rampa d’accesso viene tolta dalla lista delle priorità, un fattore ambientale correttivo di accessibilità e mobilità che permetterebbe di ovviare alle difficoltà implicate da una disabilità.

  Lo scritto di Fulvio si snoda attraverso le vicende legate alla malattia. Fra queste il continuo rapporto con i medici e gli ospedali. Durante i lunghi periodi di degenza, la solitudine in pratica diventa l’unica “compagnia”. Nel libro molto presente il fratello che, nelle veci del padre che era fuori per lavoro, nonostante la complessità della situazione che da così giovane viveva, lo ha protetto ed aiutato. Commoventi le pagine in cui parla dell’inserimento a scuola. Era un “diverso” e perciòdileggiato dagli altri bambini. Al bambino Fulvio l’amicizia con un suo “simile”, povero anche lui, sarà di molto aiuto. Entrambi troveranno forza in quella amicizia. Si sosterranno a vicenda. Forgeranno il loro carattere e Fulvio, indossando una “corazza”, inizierà a vivere una vita, se pur con difficoltà oggettive, normale ed interessante. L’incontro poi con un professore di matematica all’università gli aprirà il mondo della lotta sociale in seguito sfociata in politica. Attualmente è ai vertici locali dell’Unione Nazionale delle Pro Loco.

   Gli Incartati ringraziano Fulvio per la sua preziosa testimonianza, Sonia Ercolini che li ha coinvolti in questa iniziativa, Carla Riani che ha letto alcune pagine del libro e il numeroso pubblico presente. Un grazie particolare a Fornaci 2.0 che ha messo a disposizione le stanze del circolino ed ha partecipato allevento.

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