UILM soddisfatta su approvazione accordo integrativo. Saisi “Kme ora punta a crescita e sviluppo”

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FORNACI .- Dopo l’approvazione da parte dei lavoratori, con un referendum, del contratto integrativo aziendale siglato tra sindacati e KMNE, si dice soddisfatto il segretario Uilm Area Nord Toscana, Giacomo Saisi: “Il referendum dimostra il buon lavoro fatto. Siamo soddisfatti, dopo 9 anni di accordi difensivi si cambia”

Nei giorni scorsi, ricordiamo, i lavoratori di KME ed EM Moulds hanno approvato l’ipotesi di accordo sul contratto di secondo livello firmato tra l’azienda e le organizzazioni sindacali di categoria. Dopo averlo illustrato nelle assemblee dei giorni scorsi, il 27, 28 e 29 aprile si è tenuto il referendum per l’approvazione, il largo consenso avuto dimostra il buon lavoro fatto dal coordinamento nazionale KME: con 395 sì e 27 no, 4 schede nulle e 2 bianche l’accordo  per quanto riguarda il sito di Fornaci è stato approvato. L’esito è stato positivo anche nel sito di Serravalle Scrivia e nella sede direzionale di Firenze.

“C’è molta soddisfazione perché a distanza di 9 anni esatti si è tornati a firmare un accordo espansivo che punta alla crescita e allo sviluppo dello stabilimento – sottolinea il segretario Uilm area nord Toscana, Giacomo Saisi -.  Era l’11 aprile del 2013: dopo 21 ore consecutive di trattativa veniva firmato un accordo storico che scongiurava 275 licenziamenti nel sito di Fornaci, accordo che andò toccare direttamente le tasche dei lavoratori che per veder salvo il proprio posto di lavoro rinunciarono a tutta la parte variabile del salario (circa 100 euro mensili). Da allora solo accordi difensivi, con l’utilizzo massiccio di ammortizzatori sociali che miravano solo ed esclusivamente a salvaguardare i livelli occupazionali.  Non ci possiamo certo dimenticare il novembre del 2015 quando fu comunicata alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni locali la notizia shock della chiusura dello stabilimento di Fornaci e la riconversione all’agricoltura idroponica, con la prospettiva di passare da lavoratori metalmeccanici a contadini, fortunatamente scongiurata con una successiva marcia indietro dell’azienda”.

Dal 2016, non con poche difficoltà e nonostante ancora molti  lavoratori  al massimo degli ammortizzatori sociali, lo stabilimento piano piano si è rialzato ed è tornato a livelli di produzione accettabili: questo è potuto avvenire grazie alla disponibilità e all’attaccamento dei lavoratori allo stabilimento e alla concertazione azienda sindacati che ha riportato lo stabilimento  ad essere affidabile e competitivo.  “Dal 2021 la fabbrica ha ripreso a correre, i livelli di produzione sono buoni, dallo scorso giugno sono state fatte circa quaranta assunzioni e finalmente con la firma su questo accordo si ridà futuro e stabilità – prosegue Saisi -. E’ stato un accordo sofferto che durante la trattativa ha visto anche alcuni momenti di tensione, ma il forte senso di responsabilità, dimostrato da ambo le parti, e la forte voglia di tornare a firmare un’intesa propositiva ha prevalso e abbiamo raggiunto un’intesa che riporta soldi nelle tasche dei lavoratori, prevede investimenti, dà garanzie e migliora la qualità della vita in azienda.  E’ sicuramente una fase importante e storica, non solo per l’azienda e i lavoratori che ci lavorano, ma anche per l’intero territorio: avere una KME forte e solida non può che portare giovamento a tutta la valle, non dimentichiamo che ancora oggi è l’azienda metalmeccanica più grande e importante della provincia di Lucca.  Ora l’auspicio è che questo accordo non sia un punto di arrivo ma una buona base di partenza per un’ulteriore fase di crescita produttiva ed occupazionale”.

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