20 anni di Parco nazionale dell’Appennino, con una propensione naturale: collaborare 4.698 volte

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TOSCANA – 20 anni di Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. “P come Parco, Persone, Progetti. Riassumiamo tutto questo in una parola sola: collaborazioni”, così Fausto Giovanelli commenta la ventesima ricorrenza dalla nascita del 23° parco nazionale italiano, avvenuta appunto il 21 maggio 2001. Per questo venerdì 21 maggio alle ore 18, in un web meeting aperto al pubblico, verrà presentata la mappa delle collaborazioni dell’ente.
“Ricordo – commenta Fausto Giovanelli, all’epoca senatore e promotore della legge istitutiva 344 del 1997 – come si giunse alla perimetrazione del nostro Parco, particolarmente frastagliata tra Emilia e Toscana, su un crinale che corre sulla soglia dei duemila metri di quota. Da allora sono nati moltissimi frutti. Tra essi, vorrei citare la creazione della Riserva di Biosfera Unesco dell’Appennino tosco emiliano, con un territorio 10 volte più grande. Ma, oggi, nel complesso, vogliamo ricordare un’altra mappa: la mappa delle collaborazioni create giorno per giorno. Le abbiamo registrate una ad una e l’elenco purtroppo non è esaustivo”.
La mappa delle collaborazioni che sarà presentata venerdì 21, infatti, pone il Parco nazionale in una galassia di collaborazioni per una cifra record di 4.698. Si tratta di collaborazioni stabili o durature (ben 1.626), temporanee o periodiche (3.019) intrecciate con altri enti, con persone, privati, imprese, associazioni, centri del sapere, università, scuole, mondo dell’emigrazione e della ricerca.

“Sono relazioni che abbiamo espresso necessariamente anche a fronte della ridottissima presenza di personale (solo 6 dipendenti a tempo indeterminato per il Parco nazionale che ha meno dipendenti in Italia, in relazione alla superficie, che è di 26.000 ettari ndr) dettaglia Giuseppe Vignali, direttore. “In vent’anni di progetti abbiamo investito oltre 80 milioni tra Lunigiana, Garfagnana, Reggio Emilia e Parma. Solo il 30% derivano dal Ministero dell’Ambiente. Per il resto sono risorse conquistate grazie a progetti pensati, proposti, accolti e finanziati da altri enti, per lo più dall’Unione Europea”.

In una anticipazione di quanto sarà presentato venerdì, emerge come il Parco dell’Appennino abbia interagito con istituzioni di calibro internazionale, come l’Unesco o l’Unione europea, e con i livelli locale, dalle pro loco alle scuole per l’infanzia e superiori. 2.197, invece, sono le istituzioni che, in questi anni, hanno lavorato con l’ente con sede a Sassalbo, dai Ministeri ai Comuni più piccoli. Sul fronte ambientale, invece, ben 685 i gruppi al lavoro per la conservazione della natura – dai progetti europei alle iniziative locali -, mentre 1.643 le collaborazioni nel campo dell’educazione e della formazione. 2.500 le imprese impegnate nelle diverse azioni del Parco, dai centri visita alle manutenzioni, dagli operatori della gastronomia ai servizi.

“Queste relazioni sono state espresse nel campo della tutela della natura, dell’agroalimentare e del turismo, della storia e della spiritualità e dei valori di comunità e, in sintesi, della cultura e del capitale umano dell’Appennino. La collaborazione tra persone, imprese comunità e istituzioni – conclude Fausto Giovanelli – è e resta essenziale. Con questa mappa abbiamo fotografato una realtà e un impegno sempre attivo a creare sviluppo sostenibile. Cosa che si può fare solo insieme. A tutte queste entusiasmanti relazioni, a chi le ha interpretate, oggi diciamo grazie. Per il futuro le parole chiave restano immutate: tutela ambientale e sviluppo sostenibile”.

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