Alfredo Bonaccorsi (1887 – 1971), Barga, la cultura e la musicologia (prima parte)

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Iniziamo questo racconto con dei ricordi personali ormai lontani nel tempo; sono passati quarantasei anni, da quando preso dalla passione per l’opera lirica e la musica classica in genere, comprato il primo libro su Giacomo Puccini, precisamente “Giacomo Puccini, biografia critica” di Mosco Carner (1), iniziando a leggerlo ci fu il mio primo importante incontrò con Alfredo Bonaccorsi. Sino allora conosciuto solamente come quel barghigiano, una sorta di musicista, che aveva armonizzato sul suono delle campane di Barga una vecchia Ninna Nanna che parla di emigrazione e che anch’io canticchiavo, per il suo fascino musicale anche alla mi’ bimba. Non sapevo, prima di questa lettura, chi fosse Bonaccorsi nel reale della sua vita, cosa avesse fatto, perché, leggendo il libro di Carner, avesse studiato così a fondo la famiglia storica di Puccini, tanto da esser preso da lui (Carner) a sicuro riferimento per il suo libro, anzi, dettando la partitura dello incipit dello stesso libro. In altre parole mi si manifestò come un personaggio importante ma … in Barga, forse e chissà perché, mi pareva trascurato seppur fosse tenuto in gran concetto negli ambienti della musicologia.

 

Ovviamente allora non esistevano computer, cellulari che nascondono e poi svelavano con un click tutto il mondo. Il massimo riferimento per studiare qualcosa erano le pubbliche Biblioteche, qui a Barga retta da quel Professore che aveva per nome Angelo Baldi. Il primo soccorso allo studioso e al curioso era lì, che di là di ciò che era in sede, il Professore e collaboratrici, per la particolare funzione, sulle varie materie potevano e sapevano darti delle dritte circa le possibilità di un prestito di libri, di un eventuale acquisto o altre possibilità magari rinvenute nei loro colloqui con i frequentatori. Così, pian piano, iniziai a mettere Bonaccorsi tra quei personaggi locali che nel mio pellegrinare tra un libro e l’altro, maggiormente di vicende storiche barghigiane, ma anche musicali e altro, confidavo di saperne di più e, come si vedrà seguire, non rimasi deluso.

 

In quegli anni ebbi anche l’occasione di vedere la partitura originale di quella Ninna Nanna poc’anzi ricordata, datata 1922 che è stata anche riedita, e rimasi straordinariamente affascinato dalla copertina, da quella composizione artistica di Dario Neri (Murlo 1895 – Milano 1958), con i due guerrieri “templari” che proteggono la chiesa ora rallegrata da quelle rondini che si librano nell’aria girando intorno al campanile. Quasi un lieto convito tra loro e lì corse, garrule e festanti, a cibarsi anche di quel suono di campane che all’Autore suggerì l’idea dell’armonizzazione di quella Ninna Nanna, partitura per pianoforte e canto, lì contenuta e con queste parole, così presentata in copertina: Alfredo Bonaccorsi – Ninna Nanna sulle campane di Barga. In basso la stamperia, sempre di Barga, Sighieri e Gasperetti, che poi era anche l’editrice e infine l’Autore del disegno.

 

Aprendo la partitura ecco come Alfredo Bonaccorsi presentava la sua attuata idea musicale:

 

Questa ninna-nanna è la ricostruzione delle parole e della melodia di un’antica nenia caduta ormai in disuso e già diffusa fra le donne del popolo barghigiano, della quale ho trovato le vestigia nel ricordo di qualche vecchia contadina della montagna. Musicalmente essa è intonata al suono delle campane del Duomo di Barga, nella cui voce armoniosa, secondo la tradizione, il popolo ode ancora cantare:

Sian quassù – siam quaggiù

Per amor – di Gesù.

Le donne di Barga usavano cullare i bimbi al ritmo del doppio, cantando “din don don” sul tono minore di queste meravigliose campane che tanto commossero Giovanni Pascoli, il quale ne intese la voce che discende dall’alta Barga e si diffonde con accento suasivo giù nel piano, all’ora del coprifuoco: “Dormi che ti fa bono bono bono”; campane la cui eco indimenticabile sta ognora nel cuore dell’emigrante e lo fa vibrare di nostalgia e di rimpianto.

Dormi il mio bimbo,

oh dormi poverino.

L’Angelo santo

A te vegli vicino.

Dormi il mio bimbo,

oh dormi poverino,

dormi tesoro

la mamma t’è vicino.

Il babbo lontano

Non pensa più a me,

la mamma s’accora,

singhiozza per te.

Dormi il mio bimbo, etc

A.B.

 

Qualcuno potrebbe obiettare che quanto letto, riporti a una filastrocca Toscana ma a questi gli facciamo osservare che Barga, essendo stata per mezzo millennio con Firenze, insieme hanno partecipato alla costituzione della stessa e moderna Toscana. In altre parole il verbo toscano qui ebbe, seppur modeste, le sue popolari radici.

 

Riprendendo il nostro discorso, credo sia quasi inutile dire, che a Barga il nome di Alfredo Bonaccorsi ricorra ancora tra la gente grazie proprio a questo suo poetico regalo. Finché ci sarà il piacere di ascoltare il suono delle nostre campane, Bonaccorsi sarà sempre lì pronto a ricordarci il nostro passato così tonificando il futuro de’ “La Vecchia Barga alta sul poggio”, come fu definita la stessa Barga in una poesia da Mario Mazzoni (1898 – 1940), il poeta della nostalgia barghigiana che per sentimento, idealmente possiamo unire a Bonaccorsi.

 

Fu allora, dopo l’iniziale ma importantissimo approccio, che sentì nascere l’idea di provare a raccontare la pensata emozione ai barghigiani e per farlo scrissi una lettera al Giornale di Barga di Bruno Sereni. Era l’Autunno del 1978. Nello scritto unì a Bonaccorsi anche l’altro grande che come lui aveva bisogno in loco di un sociale scatto e riscatto per essere tolto da un oblio: Alberto Magri. Non un sonno di disattenzione degli studiosi ma della sua società che ha la maggiore e massima espressione nel consesso parlamentare del Comune. Rileggo un poco quella lettera (2), che fu pubblicata sotto il titolo Onoriamo Alberto Magri e Alfredo Bonaccorsi:

Il Sig. Pier Giuliano Cecchi ci ha inviato una lunga lettera che riportiamo nei suoi punti essenziali. Aggiungiamo che siamo completamente d’accordo con la sua proposta di dedicare alla memoria di due illustri barghigiani, Alfredo Bonaccorsi e Alberto Magri una via o una piazza cittadina. …

Egregio Direttore, tramite il suo Giornale vorrei smuovere chi di competenza affinché sia reso giusto e degno omaggio a quei due grandi barghigiani che furono Alfredo Bonaccorsi e Alberto Magri.

Alfredo Bonaccorsi è stato una personalità di rilievo internazionale della cultura musicale. I suoi studi su Rossini in particolare sono ancora oggi considerati delle pietre miliari dalle quali devono partire tutti coloro, che vogliono capire quella musica. Voglio ricordare che, nonostante la sua lontananza dalla nostra cittadina, Alfredo Bonaccorsi non dimenticò mai Barga e trovò spesso l’occasione di ricordarla nel mezzo dei suoi saggi, condotti con fine sensibilità e intelligenza. Scrivendo dell’aria del quarto atto del “Mosè” di Rossini, Bonaccorsi affermò: Questa aria appare molto simile a una melodia che si usa ancor oggi cantare nel barghigiano, durante la Quaresima in forma di litania. … (3)

Noi continuiamo questo nostro racconto avvisando il lettore, ma pensiamo si sia già capito, che non andremo a scandagliare i meriti scientifici di Bonaccorsi nel campo della musicologia, ben altra scienza occorrerebbe che non ha chi scrive, per questo e per chi volesse entrare in queste conoscenze, lo rinviamo a uno studio effettuato per il sito Bartolomeo Di Monaco da Ivano Maestrovich, MUSICA: Alfredo Bonaccorsi, pubblicato il 20 dicembre 2007. Il nostro è solo un contributo a rinverdire la sua memoria in loco, nella sua Barga, ben sperando che tra poco, nel mese di maggio, in occasione del 50° dalla morte, se Dio lo vorrà, nel senso se questa pandemia ci darà maggiore e utile tregua, di arrivare a parlare di lui anche in pubblico, presso il verde giardino della Fondazione Ricci di Barga, solo anticipando che il programma è già in fase di definizione.

Detto ciò e tornando sulla nostra falsariga, ecco che dopo la pubblicazione della lettera dell’anno 1978, si arriva al centenario della nascita del nostro personaggio, il 1987, quando in Barga ci fu un certo fermento culturale diretto a ricordarlo. Infatti, sul Giornale di Barga del dicembre di quell’anno uscì un sostanzioso articolo curato da Giuseppina Nardini, dal titolo eloquente circa la pensata attenzione: Personaggi da ricordare – Alfredo Bonaccorsi. (4)

Dicevamo del fermento culturale ed ecco allora che il giornale socialista della Provincia di Lucca, Problemi d’oggi, stampato dalla Tipografia Gasperetti di Barga, nel febbraio del successivo 1988, ospitò un articolo dello scrivente che ha per titolo Alfredo Bonaccorsi – Un barghigiano nella storia dell’arte musicale (5), che, seppur scritto nel 1987, stesse dando ora un seguito al precedente sopra ricordato e soprattutto rilanciava quell’incitamento a non dimenticare di un decennio prima.  Altro ricordo, su incitamento dell’allora Circolo Cesare Biondi di Barga, fu attuato sulla cornaca provinciale de’ La Nazione di sabato 5 marzo 1988 a firma di Giuliano Berlingacci: Barga ricorda Bonaccorsi – Fu un musicologo di fama internazionale.

Su La Nazione e soprattutto sul giornale socialista il tema non è variato: Alfredo Bonaccorsi è senza dubbio uno di quei personaggi barghigiani che maggiormente hanno dato lustro alla nostra cittadina ma al tempo stesso forse anche uno dei più dimenticati … in rapporto al loro non comune impegno sia esso civile o scientifico.  L’impegno civile risiede in due aspetti importanti. Il primo, che fu il f. f. di Sindaco quando il Prof. Cesare Biondi, era il 1915, lasciò l’incarico per apprestarsi alla partenza come volontario medico nella Prima Guerra Mondiale e in sua vece nominò Alfredo Bonaccorsi, che poi diverrà il genero del professore quando sposerà Margherita Bindi, che era la figlia della moglie Paolina Biondi vedova Bindi, nel cognome solo omonima dello stesso Professore e non parente.

A questo punto credo sia utile comunicare alcune notizie barghigiane e biografiche circa Bonaccorsi e lo faremo con il prossimo articolo. ( continua)

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(1) “Giacomo Puccini, biografia critica” di Mosco Carner; Casa Editrice Il Saggiatore, Mondadori Verona, febbraio 1961.
(2) Il Giornale di Barga, A. XXX, numero 353, ottobre 1978. Rubrica Lettere in Redazione: Onoriamo Alberto Magri e Alfredo Bonaccorsi, con lettera di Pier Giuliano Cecchi.
(3) Veramente è sublime l’aria “Dal tuo stellato soglio” che è nel quarto atto del Mosè e come leggo in certi commenti: Dio dovrebbe magnificarsi per questa musica, di questa preghiera del divino Rossini.
(4) Giuseppina Nardini. Personaggi da ricordare: Alfredo Bonaccorsi. Il Giornale di Barga, A. XXXVIII, n. 456.
(5) Pier Giuliano Cecchi. Alfredo Bonaccorsi – Un barghigiano nella storia dell’arte musicale. Problemi d’oggi, A. XXX, n. 1-2, febbraio 1988.

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