Civiltà! E che diamine!

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La stella polare della politica brilla nel buio. Me ne vado; non reggo (e qui ci vorrebbe una parola che mi hanno detto che è meglio non mettere). Il 15 e 16 maggio votiamo per la Provincia. Per il prossimo presidente che speriamo di vedere spesso anche qui da noi. Represso il conato di vomito prodotto dall’intero arco parlamentare rifletto. Teorizzo la partecipazione e quindi vado a votare. Barga è un avamposto di civiltà, non posso mancare. Anche se ho qualche dubbio. Procedo per esclusione. E questo è quanto.
Passo oltre. Mentre in Parlamento (quello di cui sopra) stanno litigando sull’opportunità di ammazzare ancora qualche altra persona in Libia (siamo in guerra, non capisco perché nessuno lo dice?), leggo che la rivolta è a Napoli dove si combatte a colpi di rifiuti, indifferenziati ovviamente. E che diamine, noi, al contrario, siamo un popolo civile, lo dimostrano le nostre cittadine.
Cicche di sigarette per terra, sputi, cacche di cane, gatto, piccione, caramelle, cacche di qualcos’altro, pisciate di uomo, cane, gatto, piccione, cicche sui muretti, carta, coppa di gelato, paletta per il gelato, cono mangiucchiato, cartina di caramella, bidone lasciato abbandonato tutto il giorno, cestino vuoto, carte per terra, cartoni, cicche sui davanzali, cicche nei giardini, chewingum da pestare, chewingum pestate (articolo qui), volantini, pubblicità abbandonate in cassette per le lettere, pezzi di volantini, carta di chewingum, fazzolettini usati, scontrini, scontrini appallottolati, sputi sul muro altezza un metro, sputo sul muto altezza un metro e mezzo, profilattico non usato, pacchetto di caramelle, lattina di Fanta, cannuccia, lattina di Coca, bottiglietta di plastica.
Ahhh! Qui da noi si sta davvero bene.

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