Nella valle del bello e del buono. Ecco la guida del Gambero Rosso

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Una guida del Gambero Rosso sulla valle del SerchioRaccontare un viaggio in una Toscana diversa come fosse un romanzo. Descriverne gli scorci da cartolina, ma anche drammi e tragedie patite dalla Storia, i centri dell’accoglienza e del buon gusto a fianco dei luoghi del dolore e della sofferenza.Giovedì 11 febbraio la guida “Nella Valle del bello e del buono” è stata presentata in prima nazionale a Firenze (ore 11.30 presso il Consiglio Regionale della Toscana, Sala Affreschi).È un’opera nuova, sotto molti aspetti, la guida edita dal Gambero Rosso in collaborazione con la Comunità Montana Media Valle del Serchio, Apt Lucca, Garfagnana Ambiente e Sviluppo e con il patrocinio della Provincia di Lucca e della Camera di Commercio, in questi giorni nelle librerie di tutta Italia a 10 euro. Perché Irene Arquint, l’autrice, racconta e ti fa entrare nei luoghi cari a Puccini, Pascoli e all’Ariosto, ma non dimentica di
raccontare i drammi dell’emigrazione verso i paesi anglosassoni e i giorni tragici quando su questa terra passava la Linea Gotica. Luoghi ancora intatti, tanto che Spike Lee li ha scelti per il suo kolossal militare “Miracolo a Sant’Anna”.
È una guida targata Gambero Rosso e quindi vi trovate tutto il buono di una valle celebre per il farro Igp della Garfagnana, per la farina di castagne Dop, per il prosciutto Bazzone (presidio Slow Food) e per altri cento prodotti, compreso olio extravergine e vino. Segnalando hotel di lusso e centri benessere ma anche rifugi e vecchie caserme del’600 diventate albergo.
Ma è una guida anche e soprattutto per golosi. Per scoprire la prima birra italiana prodotta con il farro (un’autentica bontà), un ottimo formaggio di alta montagna, un sanguinaccio come il biroldo (altro presidio Slow Food), il granturco ottofile (antica varietà di incredibile sapore), la farina di castagne, il miele, le marmellate, le trote.
Il “romanzo” di questa valle parte descrivendo l’inarrivabile Lucca – la città dell’”arborato cerchio”, cara a Visconti e Monicelli, a Puccini e Boccherini – per poi risalire verso i luoghi cari al Pascoli. E arriva là in cima all’Appennino dove si avverte già il dialetto emiliano.
La guida“Nella Valle del bello e del buono sarà adesso presentata alla Bit (Borsa Internazionale del Turismo) a Milano, il 19 febbraio, presso lo stand della Regione Toscana.

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