Sessant’anni di auguri

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Dedichiamo questa copertina ai 60 anni del Giornale di Barga. Lo facciamo con questo bel di­segno che ha realizzato per noi l’amico Tullio Bonuccelli e che ben riassume quella che è la tradi­zione di questo giornale che oggi più che mai si rifà allo spirito che animò Bruno Sereni quando fondò questo giornale sessant’anni fa.Lo spirito che si rifaceva e si rifà al senso della comunità dell’orgoglio e della civiltà di questo paese che II Giornale di Barga ha sempre cercato di sostenere, incoraggiare e promuovere in tutti questi decenni.Senza tanti giri di parole questo giornale conti­nuerà a tenere bene a mente questo spirito cer­cando al tempo stesso di stare al passo con i tem­pi e di dare spazio a nuove voci, a nuove realtà, a nuovi volti, ogni volta che questo sarà possibile.In questa pagina ospitiamo stavolta un contri­buto di una giovane scrittrice di Bolzano che nel­le settimane scorse era ospite nel nostro comune per realizzare un libro. E’ la sua personale vista del Natale che riteniamo possa essere di spunto anche per una nostra personale riflessione.Già, il Natale… Tutti speriamo che i prossimi siano giorni sereni, da trascorrere quasi per tutti insieme alla propria famiglia. Da trascorrere, per chi ha fede, nel ricordo e nell’omaggio dell’arrivo di Cristo a salvare il mondo. Comunque la si veda, ci si creda o no, quel primo Natale ha rappresen­tato e rappresenta o può rappresentare per tutti un grande simbolo di speranza.Oggi di speranza abbiamo più che mai un gran bisogno. Il 2009 è stato un anno nero. Un anno fat­to di crisi economica; di agitazioni nel mondo del lavoro, di povertà che è cresciuta con tante fami­glie che hanno cominciato ad avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese; di tante storie di mise­ria e di violenza, l’ultima delle quali l’abbiamo vis­suta in prima persona con l’assurda ed orrenda morte della giovane Alessia Simonini di Gallicano.
Siamo tutta una popolazione in difficoltà e che come risposta ai propri dubbi ed ai propri timori vede la sua classe politica nazionale impegnata in scandali, notizie pilotate, falsità, collusioni tra ma­fia e stato; veline; transessuali. In insulti e in man­canza di assoluto rispetto verso quelle istituzioni soprattutto da chi quelle istituzioni le dovrebbe rappresentare e rispettare.
Insomma, di un mondo politico che proprio quando dovrebbe dare l’esempio ed unirsi per far sbarcare il lunario a questo paese in crisi, si mette a litigare su tutto quello che meno rappresenta l’I­talia onesta e laboriosa e che anzi fa apparire que­sto Paese come una piccola repubblica delle bana­ne.
Arriva il Natale, simbolo di speranza. E speria­mo allora che arrivi anche un 2010 diverso. Un 2010 dove si possa almeno sperare che la crisi eco­nomica sia in fase discendente. Sperare non costa niente. E allora speriamo di avere qualche soldino in più in tasca. Speriamo di non perdere il lavoro. Speriamo di poter stare meglio e di non avere pau­ra del futuro. Speriamo che la salute sostenga noi e i nostri cari. Speriamo tutto questo perché spe­rare che qualcosa cambi nella politica nazionale ci pare arduo. Sperare che chi sbaglia paghi; che chi deve essere processato lo sia veramente; che ci sia più onestà, serietà e concretezza in chi ci rappre­senta, ci sembra davvero chiedere troppo al Nata­le ed all’anno che verrà. Sarebbe un regalo inspe­rato e troppo prezioso. Guardiamo quindi al nostro piccolo. Al bello ed alle positività del nostro paese e della nostra co­munità. A quello che possiamo fare per affrontare al meglio insieme il prossimo anno. Riflettiamoci attentamente e, come un bambino che invia la sua letterina a Babbo Natale, fissiamo i nostri propo­siti per il 2010. Propositi per rendere noi ed il no­stro paese migliori.Da sessant’anni noi ci crediamo in queste po­tenzialità e vogliamo continuare a farlo. Per que­sto auguriamo a tutti voi un Natale di riflessione e di speranza. Un Natale che ci porti ad essere più presenti e più partecipi nella vita della comunità e non solo. Un Natale che ci renda meno cinici e di­sattenti verso chi ha bisogno del nostro aiuto. Un Natale meno materiale e più di sostanza.

Buon Natale, quindi e buon 2010.

Commenti

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  1. paolo giannotti


    Buon brutto Natale a tutti
    Augurando a tutta la redazione , a tutti i lettori del giornale in rete e a i cittadini di Barga tutti, un sereno e felice Natale , vorrei far notare però quanto a mio modesto avviso questa festa religiosa sia diventata da molto tempo ben altro. Quasi l’opposto.Praticamente si tratta del momento di più acuto consumismo dell’anno intero tutti gli anni.Si parla solo di regali e di percentuali.Quasi che fosse una chiamata del “dio mercato” ad una totalitaria funzione “religiosa” che non ammette astenzione alcuna. Quella dello spendere indebitandosi per compiere il “sommo profano rito”. Comprare.Il Natale dovrebbe essere un momento di sosta nella corsa folle del consumismo per rimarcare i valori fondamentali della società tradizionale cristiana.Non vedo poi come si possa continuare a sperare in una ripresa economica quando è evidente e logica l’impossibilità di una crescita economica infinita in uno spazio finito come la nostra meravigliosa Terra. E’ vero che la speranza è l’ultima a morire ma l’augurio migliore secondo me non è continuare ad inludere la gente ma semmai augurando di avere la forza per affrontare i tempi duri che verranno riscoprendo i veri valori perduti in questa fase della storia umana decisamente nichilista.

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