Schiarita sulla crisi occupazionale alla Coop Fanin

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Dopo le iniziative di proteste delle settimane scoprse, la questione della cooperativa «Fanin» di Fornaci di Barga che nei giorni scorsi aveva annunciato esuberi per almeno una decina di unità. Sembra destinata a prendere una strada positiva. Sindacati ed azienda si sono infatti incontrati nei giorni scorsi ed è stata infine accettata una soluzione fortemente auspicata dai sindacati stessi: ridurre gli orari di lavoro di tutti i lavoratori così da non perdere nessun posto di lavoro. Ad annunciare la novità proprio i sindacati: “La scorsa settimana — afferma Massimo Braccini — segretario provinciale della Fiom-Cgil — la cooperativa ‘Fanin’ aveva annunciato un esubero di circa 15 lavoratori a seguito della riduzione dell’appalto da parte di KME. Noi ci siamo subito
opposti a questa linea, abbiamo messo in piedi una mobilitazione proponendo misure alternative in modo che dessero ai lavoratori una garanzia occupazionale». «Abbiamo avuto — aggiunge Braccini — un incontro e trovato un’ipotesi di intesa che dà, a nostro avviso, una soluzione ad un problema complicato perché non viene messo in atto il piano di licenziamenti a fronte di una riduzione complessiva dell’orario di lavoro, che poi era la nostra indicazione”.
“La soluzione è questa: lavorare meno, lavorare tutti e così sarà da lunedì 16 e fino alla fine di marzo, in modo da provare a capire se possiamo trovare anche elementi di sostegno al reddito per affrontare la crisi che sta accompagnando la cooperativa. Troviamo in questo senso una forte solidarietà dei lavoratori che in un momento di crisi hanno deciso all’unanimità di ridursi tutti lo stipendio e l’orario piuttosto che far licenziare un compagno di lavoro. Questo è un elemento sicuramente utile per affrontare i problemi, ben sapendo che questi lavoratori ridurranno anche il salario, che già aveva il fiato corto». « Pensiamo che sia però anche opportuno — conclude il segretario Fiom-Cgil — che si mettano in campo provvedimenti da parte degli Enti locali a sostegno dei lavoratori che riducono l’orario di lavoro e lo stipendio in termini di riduzione dei costi rispetto ai servizi che erogano i Comuni e le entità locali”.

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