Valle del Serchio, giornata mondiale contro il cancro: “Curare è anche prendersi cura: della persona, delle relazioni, della speranza”. Un convegno all’ospedale di Castelnuovo

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CASTELNUOVO – All’ospedale di Castelnuovo Garfagnana, in occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, si è svolto il convegno dal titolo “Curare è anche prendersi cura: della persona, delle relazioni, della speranza” organizzato dal day hospital oncologico in collaborazione con l’Associazione Servi dell’Amore Trinitario, evento che si inserisce all’interno del ciclo “Un pezzetto di Cielo è sceso sulla terra” (in programma fino al 10 marzo).  L’incontro è nato dal desiderio di creare uno spazio autentico di dialogo, ascolto e condivisione tra l’oncologia della Valle del Serchio, i pazienti, le loro famiglie e la comunità, offrendo un tempo di riflessione sul significato della cura non solo come atto clinico, ma come esperienza umana condivisa.

“Curare è anche prendersi cura: della persona, delle relazioni, della speranza”. ha rappresentato un momento di riflessione profonda sulla dimensione umana, relazionale e spirituale della cura, sottolineando come anche nella malattia possano esistere luce, prossimità e speranza. Frutto della collaborazione tra istituzioni sanitarie, realtà ecclesiali, volontariato e comunità locale, l’iniziativa ha posto al centro la persona nella sua interezza, evidenziando che la malattia coinvolge non solo il corpo ma anche emozioni, relazioni, caregiver e domande di senso.

Gli interventi hanno intrecciato riflessione etica e prospettiva cristiana: don Andrea Cardullo ha richiamato il valore della speranza come attraversamento della fragilità e la dignità della persona, che resta intatta anche nella sofferenza, mettendo in guardia dal rischio più grande, quello di una vita percepita senza senso e senza relazioni di cura.

Accanto ai contributi di sacerdoti, religiose, professionisti sanitari e direzione ospedaliera, hanno trovato spazio testimonianze dirette: quella dei giovani, dell’esperienza medica e di una paziente oncologica, tutte accomunate dal filo della speranza condivisa. La tavola rotonda finale, molto partecipata, ha confermato il valore dell’incontro.

Il convegno si è così configurato non solo come evento formativo, ma come esperienza di ascolto e comunità, ribadendo che curare significa prendersi cura della persona, delle relazioni e della speranza, perché la malattia non sia mai vissuta in solitudine.

In foto un momento del convegno

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