Il coreglino Paolo Casci ospite di “A lettura con tè”: si parla dei mulini della Valle dell’Ania

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COREGLIA ANTELMINELLI – “Se vuoi star bene a questo mondo, appoggiati al campanile e al sasso tondo”. È questo il proverbio che Paolo Casci ha voluto inserire nella locandina del prossimo incontro di “A lettura con tè”, il format culturale ideato e curato da Matilde Gambogi, in programma martedì 24 febbraio alle ore 16 nella sala di lettura del Palazzo Comunale di Coreglia Antelminelli.

Un proverbio che ci riporta indietro nel tempo, quando la Chiesa era un punto di  riferimento per il benessere spirituale, ma anche materiale, perché molti terreni di sua proprietà venivano dati “a livello” ai contadini in cambio di annuali pagamenti in natura. Il sasso tondo erano i frantoi ed i mulini che producevano farina di granturco e di castagne, i predominanti alimenti consumati dalla gente del posto.

Casci, in particolare, parlerà de “I mulini della Valle dell’Ania”. Il geometra coreglino, grazie al servizio svolto presso la Comunità Montana e l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, ha seguito progetti legati alla didattica ambientale, alla valorizzazione e conservazione della cultura rurale e contadina e al recupero del patrimonio demaniale.

Ha collaborato con Emilio Lammari e Fernardo Vergamini recandosi nelle scuole del territorio per sensibilizzare le giovani generazioni al recupero dei vecchi sentieri e delle colture del passato con rispetto dell’ambiente. Ha inoltre seguito e diretto il recupero della vecchia sentieristica con particolare riferimento alle Vie del Castagno, Via Francigena e Via Matildica del Volto Santo. È un profondo conoscitore delle vie minori del versante appenninico, con riferimento ai sentieri CAI.

Mi auguro che martedì prossimo la sala di lettura sia affollata – dichiara la Consigliera Comunale Matilde Gambogiperché Paolo Casci è un coreglino doc che ha il nostro paese nel cuore. Gli argomenti che propone sono legati strettamente al suo, o meglio, al nostro territorio. È lui che ci racconta gli usi e le abitudini della gente di monte e, nel ricordo dell’esperto e amico Emilio Lammari, ci parlerà dei castagni”.

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