VALLE DEL SERCHIO – E’ nato in Valle del Serchio il movimento Voce Studentesca, una realtà formatasi con l’obiettivo di rappresentare, informare e dare spazio alle istanze politiche, sociali e civili degli studenti, mantenendo una posizione autonoma, apartitica e critica rispetto alle dinamiche di potere.
Quando accaduto in Venezuela ieri ha portato il movimento a redigere un documento di dissenso che ci è stato richiesto di riportare.
Ecco il testo.
Il movimento Voce Studentesca condanna con la massima fermezza l’operazione militare avviata dagli Stati Uniti d’America contro la città di Caracas, capitale del Venezuela. Secondo quanto riportato, l’azione si è concretizzata in una serie di bombardamenti aerei che hanno colpito la città, seguiti poche ore dopo dall’annuncio dell’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Questi eventi rappresentano un atto gravissimo di aggressione militare contro uno Stato sovrano, una violazione del diritto internazionale e dei principi fondamentali di autodeterminazione dei popoli. Nessuna potenza straniera ha il diritto di intervenire militarmente in un Paese indipendente, imponendo con la forza un cambiamento politico o istituzionale.
Rifiutiamo con decisione la narrazione secondo cui tali azioni possano essere giustificate come “interventi necessari”, “operazioni di stabilizzazione” o “difesa della democrazia”. La storia recente dimostra come dietro queste giustificazioni si celino interessi economici, strategici e geopolitici, pagati sempre e comunque dai civili: studenti, lavoratori, famiglie, bambini.
Se il popolo venezuelano avesse ritenuto necessario un cambiamento di potere, avrebbe dovuto essere libero di perseguirlo autonomamente, attraverso strumenti interni, politici e popolari, senza pressioni esterne, senza bombardamenti e senza arresti orchestrati da governi stranieri. L’autodeterminazione non è un principio negoziabile, né può essere concessa o revocata da una potenza militare.
Gli Stati Uniti non hanno alcun mandato morale, giuridico o politico per agire come polizia internazionale. Arroccarsi nel ruolo di giudice e giustiziere globale significa perpetuare una logica imperialista che ha già causato guerre, colpi di Stato, destabilizzazione e milioni di vittime in tutto il mondo.
È impossibile ignorare il contesto economico di questa aggressione. Il Venezuela possiede alcune delle più grandi riserve di petrolio al mondo, una ricchezza naturale che da decenni attira interessi stranieri e interferenze politiche. Ancora una volta, assistiamo a uno schema tristemente noto: le risorse naturali di un Paese diventano il pretesto per l’intervento militare, mentre la retorica dei “diritti” viene usata come copertura.
Come studenti, come giovani e come cittadini, rifiutiamo un mondo in cui la forza militare prevale sul dialogo, in cui le bombe sostituiscono la diplomazia e in cui la sovranità dei popoli viene calpestata in nome del profitto e del dominio geopolitico.
Voce Studentesca ribadisce la propria opposizione a ogni forma di guerra, imperialismo e intervento armato. Siamo dalla parte dei popoli, non delle potenze. Dalla parte del diritto internazionale, non della legge del più forte. Dalla parte della pace, della giustizia e dell’autodeterminazione.
Invitiamo il mondo studentesco, le organizzazioni giovanili e la società civile a non restare in silenzio di fronte a quanto sta accadendo. Il silenzio è complicità. La presa di posizione è responsabilità.
Voce Studentesca


massimiliano marchi
4 Gennaio 2026 alle 17:22
Ogni volta che viene liberato un popolo da una dittatura, non importa in che modo avvenga , l’importante che il popolo oppresso si senta felice e libero e se da parte del liberatore ci siano ( probabili interessi) non importa, l’importante è aver tolto di mezzo un dittatore. Solo il tempo ci darà spazio per valutare probabili congiure che ad oggi non hanno alcun fondamento.