In memoria del Legionario Mario Giannotti morto sul Campo dell’Onore

-

Si chiamava Mario Giannotti.

Era nato a Lucca l’8 agosto del ’22.

Abitava con il padre Ettore e la mamma Bruna “al Giannotti” assieme ad altri due fratelli, Corrado e Amato.

La famiglia Giannotti abitavano appunto…“Al Giannotti” dove gestiva la Trattoria-Locanda “La Pergola”, ancora oggi esistente, prima dell’Indicatore scendendo, davanti a “Buatino”. Camere per forestieri e un piatto caldo a tutte le ore.

Erano i tempi del dopoguerra e la faccenda era seria.

Non sempre si riusciva a far quadrare i conti e la mamma Bruna cominciò a vendere fiori con il piccolo Amato, per capirsi “Amatino”, che poi si sposterà a vendere fiori al Carmine in città.

Poi Amato cresce e incontra Loretta Poli di Barga; la sposa e nascono Laura e Mario.

Oggi la tradizione floreale di Amato prosegue con la “Bottega di Amato” in Via San Pierino a Lucca, gestita dalla figlia Laura.

Il figlio Mario, paracadutista militare della Folgore, e validissimo collaboratore comunale, porta il nome dello zio Mario, fratello di Amato. Grazie a lui possiamo ricostruire questa storia.

A quel tempo il fratello Mario, per non pesare troppo sulla famiglia, prese su e emigrò in Francia in cerca di lavoro.

Si iscrisse anche a un sindacato, la Confederazione Generale del Lavoro francese di Marsiglia con tanto di tessera e pagò un paio di mesi di bolli.

Ma non gli piaceva.

E allora entrò nella Legione Straniera. Il 15 Ottobre del 1949. Matr. 68474.

Lo recluta l’Intendente militare Galand, che lo spedisce a fare l’addestramento di base al 4° R.E.I.

Lì Mario effettua l’addestramento basico per diventare “Legionario” di fanteria metropolitana.

Un addestramento durissimo, faticoso, estenuante.

La percentuale di coloro che non lo passano è altissima. La Legione Straniera è considerata “spendibile” per la pesante politica estera francese, e quindi la selezione è durissima.

Completa l’addestramento a Orano in Algeria e in Marocco…

Nomi di luoghi storici per l’addestramento dei legionari. Caldo terribile, e ambiente estremamente ostile.

Ma il Giannotti fibra dura, non molla, e finito il corso, dopo altri addestramenti di selezione viene spedito al caldo con il 5° R.E.I. – 13 giugno 1950, Indocina, Vietnam, Haiphong.

Che a quel tempo era una colonia francese, in fermento…

Il Giannotti è un bravo legionario e il 1° ottobre del ’52 viene nominato Legionario di 1° classe. Si rafferma per altri 18 mesi; ci si trova bene nella Legione.

Nei suoi cinque anni di vita militare si guadagnerà ben tre onorificenze, tra le quali la Medaglia Coloniale, la Croce di Guerra TOE con Stella in bronzo, e la Medaglia Commemorativa dell’Indocina. Verrà anche citato nell’Ordine del giorno della Brigata per il suo comportamento meritevole!

Successivamente rientra in Francia, ma dopo un periodo di riposo il 17 novembre del ’53 viene rispedito a Saigon, 2° Compagnia del 1° Battaglione /13° DemiBrigade della Legione Straniera e quindi inviato con il Corpo di Spedizione francese … a Dien Bien Phu, Nord Vietnam.

Un nome che tristemente riecheggia nelle memorie della Legione.

Perché lì fu combattuta la battaglia decisionale per l’indipendenza del Vietnam dalla Francia.

Durante le ultime operazioni, in combattimento viene nominato Caporale il 1° aprile del 1954. Si vede che si era comportato piuttosto bene, perché nella Legione i gradi non te li regalano, sia chiaro.

La storia è ormai agli sgoccioli.

Nonostante la difesa disperata del Gen. De Castries, che aveva nominato gli otto caposaldi di Dien Bien Phu con i nomi delle sue amanti, Beatrice, Isabelle, Dominique ecc.,  il Generale vietnamita “Giap” ebbe la meglio sul comandante francese.

La sua tattica era semplice e risolutiva:

”Siate risoluti nel distruggere gli avversari, abbiate sempre presenti queste parole: attaccare sempre, avanzare sempre.”

Funzionò.

I francesi subirono una forte sconfitta: 8.000 morti e 15.000 feriti.

Tra questi, il 14 aprile del ’54, a Dien Bien Phu, rimase ucciso in combattimento anche il Caporale della Legione Mario Giannotti.

Morto sul “Campo dell’Onore”, che è un pietoso eufemismo per dire che è morto disperso in combattimento, ma non è stata ritrovata ne recuperata la salma. …

 “Sul Campo dell’Onore”

 

 

Di fatto il corpo non è mai stato ritrovato.

E’ da qualche parte in Indocina, Vietnam del Nord.

La notifica di morte arrivò alla famiglia con uno scarno telegramma al padre Giannotti Ettore (perè), Borgo Giannotti , Lucca (Italia).

 

Bellissima la lettera autografa che il Legionario Mario Giannotti scrive alla mamma Bruna:

“…come tu saprai dai giornali in Italia, gira la voce che noi nella Legione, siamo banditi, assassini, ladri, venduti ecc… ma io ti assicuro che tutto questo non è vero. Certo c’è il buono e il cattivo come da tutte le parti, ma io ho potuto constatare che qui ci sono degli uomini franchi e coraggiosi…”

In memoria del Legionario Mario Giannotti morto sul Campo dell’Onore

 

Vittorio Lino Biondi

Lascia per primo un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.