BARGA – Un tuffo nel passato, nella metà del secolo scorso, quando il giorno più importante dell’anno per chi era dedito all’agricoltura, culminava con la battitura del grano: intere comunità celebravano l’evento come un giorno di festa e con lo stesso clima sabato e domenica anche in Gragno, nei campi che da Barga digradano dolcemente; dove lavorare la terra oggi come ieri è sempre stato un privilegio ed una tradizione in quanto qui si trovano appezzamenti di terra, perfetti per l’agricoltura. Uno spazio bellissimo.
Una volta, per chiunque avesse un pezzo di terra da coltivare era indispensabile che tra le varie culture non mancasse mai quella del grano. Questa non è ormai più una necessità, ma resta un valore da non perdere per le famiglia Abrami e Marchetti ed anche per la famiglia Motroni che in due giornate distinte, sabato e domenica, proprio come da tradizione, hanno richiamato vicini ed amici e quanti in zona coltivano oggi il grano soprattutto per fabbisogno familiare. Così anche quest’anno si è celebra la battitura del grano, proprio come da tradizione; alla fine un vero e proprio evento a cui sono giunti amici, parenti e altri agricoltori proprio per contribuire alla buona riuscita della battitura. Si inizia alle prime ore del mattino quando l’aria è ancora fresca; si preparano i mezzi ma soprattutto si mette in funzione anche questa macchina costruita nella metà del secolo scorso dalla storica officina Biagioni di Mologno di Barga, che ancora oggi è in grado di assolvere al suo incarico proprio come nel passato. Al termine della battitura, nel pieno rispetto dalla tradizione, tutti a tavola per festeggiare il nuovo raccolto.
Ringraziamo per le foto il vice sindaco Lorenzo Tonini che ha preso parte all’appuntamento di domenica dove sono arrivati anche battitori da Filecchio e dal Fiattone: “Va fatto un plauso a queste famiglie; a questa gente che cu permette di salvaguardare tradizioni che non vanno perse – ci ha detto – occasioni anche per ritrovare armonia e collaborazione tra chi crede ancora nel valore della vita dei campi”.


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