Personaggi d’altri tempi

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Il Giocondo del Nenna

Il Giocondo del Nenna era un simpatico vecchietto che non aveva mai visto l’acqua in vita sua, nel senso che non si era mai fatto una vera doccia. Forse qualche volta si era bagnato durante qualche furioso temporale, ma il sapone non sapeva proprio a che servisse.

Era piccoletto, magro, scuro in viso, con i capelli ritti ed un pinzetto come le capre, i denti radi e giallastri, che mostrava ogni volta in cui voleva parlare perché faticava a pronunciare la maggior parte delle lettere dell’alfabeto e bisognava capirlo a senso.

Quando mungeva le pecore appoggiava un ginocchio sul pavimento sporco della stalla e rimaneva l’impronta del concime sui pantaloni… Viveva con la moglie e una cognata in Val di Corsonna, ma nessuno voleva dar loro in affitto una casa perché l’avrebbero mandata in malora.

Mio padre, alla fine, si mosse a compassione e li ospitò ai Battisti. Un giorno si sciupò l’impianto elettrico e mio padre chiese a suo figlio e a suo genero se uno dei due sarebbe andato a dare un’occhiata.

Mio fratello, conoscendo l’ambiente, si rifiutò, mio marito, invece, partì deciso di fare anche uno spuntino sotto ad un castagno, ma quando finì l’intervento andò nel vicino ruscello a lavarsi le mani e buttò il panino… A mio padre disse che non sarebbe mai più entrato in quella casa. Quando se ne andarono fu necessario rimboccarsi le maniche e, con stivaloni, guanti e mascherina, cercare di smaltire rifiuti, bottiglie, contenitori in plastica…

La casa fu poi disinfettata con gli adeguati prodotti ed ora è di proprietà di un noto regista.

 

Il tè e la polenta

Carlo partì per la Scozia da giovanissimo, tutto per guadagnare il denaro necessario ad acquistare la casa e il terreno che la sua famiglia aveva sempre avuto a mezzadria. All’estero aveva dei cugini e così per lui fu più facile ambientarsi, ma era anche un tipo fumino con cui non era facile andare d’ accordo.

Dopo qualche anno, quando ormai era riuscito ad imparare alla meglio l’inglese, litigò con un parente e decise di tornare, tanto aveva già guadagnato abbastanza e dalla Scozia portò con sé l’amore per il tè, che beveva a tutte le ore e per questo teneva sempre una teiera piena d’acqua calda nel camino, vicino al fuoco acceso, anche quando alla catena era attaccato il paiolo per la polenta.

Una mattina prima di pranzo Carlo fece il tè, poi mise la teiera al solito posto e appese il paiolo pieno d’acqua alla catena, poi attizzò il fuoco ed attese l’ora di preparare la polenta. Ma ad un certo punto urtò per sbaglio la catena, il paiolo dondolò e picchiò nella teiera che si rovesciò. Il tè appena preparato andò tutto nella cenere!!! Carlo non ci vide più, spalancò la finestra, prese il paiolo e lo frullò fuori, nella scarpata sotto casa… Ma quando arrivò la fame dovette tornare a cercare il paiolo perché era l’unico che aveva e la polenta era l’unico alimento per il pranzo!!!

 

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