Pasqua in famiglia

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L’aria si è fatta più mite, il cielo è di un azzurro più intenso, voci e colori annunciano l’arrivo della primavera e della festa che, più di ogni altra, regala un messaggio di vita nuova.

Le donne aprono le finestre e si adoperano con premura a rendere la casa ordinata e pulita, in attesa della benedizione; ogni stanza ha un aspetto nuovo, i vetri brillano, abbelliti da tendine con trine e ricami, vanto della nonna che detiene il primato in quest’arte; punto su punto, nelle sue mani l’uncinetto sembra muoversi da solo, formando stelle, fiori, foglie, in una trama di vecchi motivi. Le giovani apprezzano e imparano così a preparare un ricco corredo.

La quaresima ricorda molte tradizioni, ormai in disuso, cito la “Quarantana” una preghiera da recitare ogni giorno, fissando un nodo su un cordino che sarà portato in chiesa a Pasqua insieme alle uova e alla schiaccia, per essere benedetto e conservato. I ragazzi giocano a “verde” con gli amici; tengono in tasca un ramettino di “bussolo” da mostrare ai compagni ogni volta che, a bruciapelo rivolgono loro questa domanda: “Dov’è il mio verde?” “E’ in tasca e non si perde” rispondono velocemente gli altri per non rischiare la penitenza, non sempre accettata con piacere, specialmente dai più timidi e impacciati. Noi ragazzine, un po’ ingenue, aspettiamo la Pasqua per “incignare” un abitino nuovo, magari a maniche corte, se la temperatura lo permette, un completino di lana colorata o un paio di sandali non di seconda mano e…per completare una acconciatura di capelli rivista e corretta secondo la moda. Una volta, in occasione della festa, indossai un paio di calze di nylon che mi avevano inviato dall’America, una novità per quei tempi, ma la gioia durò poco, perché un monello lanciò una bombetta ai miei piedi e smagliò completamente le calze da sogno. Piansi!!!

Dopo questi ricordi, affiorati dal cuore e spesso rinnovati in famiglia, sorge tra noi una domanda: che cosa facciamo quest’anno per Pasqua? Dove ci ritroviamo? Le risposte sono concordi: qui, dove siamo cresciuti e dove abbiamo sempre trascorso le feste con i nostri cari. Il tempo è volato, intrecciando gioie, soddisfazioni e dolori, ma l’ambiente racconta e conserva tanti ricordi. Nell’aia, dove c’era la stalla, ora c’è una casa accogliente e moderna; a piano terra una grande sala si affaccia su una terrazza, dalla quale si può ammirare un panorama ineguagliabile: il profilo delle Alpi Apuane, al centro la Pania imponente e superba domina un quadro che abbraccia l’orizzonte. Non c’è luogo migliore per rivivere insieme l’atmosfera ereditata dai nostri cari: intorno alla tavola ci sono nipoti e pronipoti, possiamo scambiarci parole “calde”, incontrare gli sguardi e i sorrisi dei piccoli che ascoltano volentieri le nostre storie. Il pranzo rispetta le usanze di casa: un piatto di maccheroni o di tortelli conditi con ragù, arrosti misti con patatine cotti nel forno a legna, dolci e frutta, non manca certamente la torta di riso, apprezzata per la sua delicata fragranza. Vicino ad ogni piatto è usanza mettere un ramoscello di olivo benedetto e un messaggio di augurio o pochi versi di poesia, come ricordo di una Pasqua in famiglia; nel centro della tavola sta il cestino delle uova sode colorate. Ci sono poi uova di cioccolato per tutti e in particolare uno del Milan per Attilio, la sua squadra del cuore. I più piccoli spaccano l’uovo della famiglia, il più grosso e noi, emozionati più di loro, aspettiamo di scoprire la sorpresa rivivendo l’entusiasmo e la curiosità dei bambini.

Domani, giorno di Pasquetta, saremo ancora insieme per consumare una piacevole merenda con parenti e amici.

Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie.

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