I ragazzi di ieri della montagna ricordano Don Antonio

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Questo testo era stato scritto dai suoi ex catechisti di Renaio, Montebono, Catagnana e Sommocolonia e doveva essere letto in occasione del suo 50° di sacerdozio a luglio per i festeggiamenti che già si stavano organizzando. Non è stato possibile farlo ed allora lo proponiamo ora sul giornale di Barga, certi che contribuirà al ricordo di don Antonio, anche perché fatto con il cuore dai suoi giovani parrocchiani di allora che non lo dimenticheranno mai.

 

Don Antonio

Solo a sentire solo queste due parole il pensiero si riconduce ad una figura spassosa di media statura dai capelli nero-corvino, dal viso simpatico; occhi scuri, una grande bocca e una discreta panciotta…. Era il nostro prete!

Si prendeva carico di tutti noi ragazzi dal più piccolo al più grande con una forbice di anche 8-10 anni, per prepararci alla prima comunione e alla cresima.

Don Antonio, infatti, girava da un monte all’altro come lui stesso diceva all’inizio della messa per giustificare il suo ritardo:

“Scusate gente, ma sapete che io devo correre da un monte all’altro per dire la messa in questi paesini”

E non mancavano interruzioni spontanee con riflessioni personali e battute che rallegravano i parrocchiani! Anche alla fine della messa si soffermava a parlare un po’ dei vari programmi e concludeva con una delle sue simpatiche uscite…

A parte la messa della domenica si ricorda bene quando ci caricava sul suo Fiorino bianco per portarci in giro su quelle straducole di montagna, o sulla Corsonna per preparare la foto di rito di tutto il gruppo prossimo al rito religioso, ma che risate!  Lui badava a tutti noi, che eravamo quasi una ventina! Ci raccontava spesso delle barzellette. Poi ogni tanto metteva mano al suo fedele fiaschetto che si portava sempre appresso… Allora sì che ci faceva ridere!!!

Ci ricordiamo anche che organizzò il ritiro in montagna…!!! Si dormì nella casa di colonia a Sommocolonia; anche lì che festa!!!

E quella volta che gli si fermò il Fiorino?!?!…beh, talvolta si arrabbiava pure… e qualche parolaccia veniva fuori… Ma poi ci diceva: “Oh bimbi, non mi avete sentito voi, è!” 

E come era di appetito! Gli piaceva mangiare, me lo ricordo ancora con il coltello in mano, il pane e il formaggio!!

Gli veniva bene la rima: “Dio ci conduca dove si mangiuca!”. E anche quella: “Dio ci scampi un’ora dove si lavora”

E quando si fermava dopo la benedizione nelle case come era il suo solito per una cordiale chiacchierata, non rifiutava mai un buon bicchierino!. e allora sì che la benedizione era ancora più gaia! Ovviamente era accompagnato da qualcuno di noi che gli faceva da chierichetto in base alla zona da benedire… e anche lì le risate non mancavano!

Ma don Antonio si occupava anche della gestione dei problemi nelle chiese, elencando i lavori che dovevano essere apportati, con le persone che riteneva più idonee e organizzando la conduzione della spesa chiedendo ai parrocchiani di versare qualche contributo per questo o quel lavoretto.

E che dire di quando un parrocchiano arrivava un po’ più tardi alla messa?  eh…non la passava liscia! Non la scampava e non mancava una sua battutina!

D’altronde lui diceva sempre la sua! Senza peli sulla lingua!

Beh, il tempo è passato ma lui è e resterà sempre ancora il nostro….

Don Antonio!

 

I catechisti della cresima e della comunione di Sommocolonia, Catagnana, Montebono, Renaio

 

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