L’Azienda USL Toscana nord ovest sulla questione “New Delhi”: nessun allarme

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LUCCA – In merito ad alcuni recenti interventi sulla questione “New Delhi”, l’Azienda USL Toscana nord ovest evidenzia che all’ospedale di Lucca, come in tutti gli altri ospedali del territorio aziendale, sono attive da anni le procedure di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza. A seguito dell’arrivo in Toscana (dai Paesi dell’Est Europeo e dall’Asia) della Klebsiella con fattore di resistenza agli antibiotici denominato New Delhi, queste procedure sono state rafforzate, prima di tutto con la ricerca attiva di questo batterio intestinale anche nei pazienti che non hanno sintomi. Ciò allo scopo di contrastarne la diffusione in ospedale e nel territorio, attraverso i pazienti che vengono dimessi. In seguito a queste azioni di screening si dispone del quadro epidemiologico e quindi dell’andamento puntuale della diffusione del batterio all’interno dei nostri ospedali.
I protocolli di isolamento attuati dagli operatori sanitari sono stati potenziati, vi è la consulenza continua dell’unità operativa di Malattie infettive, sono state verificate e confermate le procedure di sanificazione già in uso negli ambienti degli ospedali. Possiamo dire che queste misure, ad oggi, hanno contenuto efficacemente la diffusione della Klebsiella New Delhi, enterobatterio che, ricordiamo, è pericoloso solo per le persone di per sé già gravemente ammalate.
Per quanto riguarda l’isolamento dei pazienti, la ASL ricorda che in tutti gli ospedali si seguono le linee guida nazionali ed internazionali per la prevenzione delle infezioni da germi multiresistenti agli antibiotici, in vigore da anni e non solo da ora per la New Delhi.
Quando è disponibile una camera singola, il paziente viene isolato da solo. Se non è disponibile una stanza singola si fa l’isolamento di coorte: i pazienti da isolare vengono messi insieme in una stessa camera.
La trasmissione comunque, è bene ribadirlo, avviene soltanto per contatto, in quanto il germe New Delhi non è “aerodispersibile”e preme ribadire che si tratta non di pazienti infetti ma pazienti colonizzati.
Per quanto riguarda la profilassi, le normali misure igienico-sanitarie utilizzate nell’ assistenza ai pazienti, a partire dal lavaggio delle mani, sono un presupposto fondamentale per impedirne la diffusione e tale profilassi viene correttamente e costantemente garantita dal personale di Lucca, come da quello di tutta l’Azienda USL Toscana nord ovest.
Il fenomeno dell’antibiotico resistenza è un problema globale e germi di questo tipo sono sempre circolati negli ospedali: la situazione legata al “New Delhi” non si differenzia troppo da quella che si è riscontrata per altri patogeni multi resistenti, che gli operatori sanitari sono quindi abituati a gestire con competenza e professionalità, grazie anche a procedure specifiche, a cui tutto il personale si sta attenendo in maniera scrupolosa.
Entrando più nel merito dell’assistenza infermieristica, c’è da precisare che al S. Luca viene applicato il modello assistenziale a cellula, che permette di aggregare un numero definito di pazienti (in genere 12/13) affidati alla responsabilità di un infermiere e di un operatore socio sanitario; viene inoltre assegnato un infermiere di processo che garantisce il servizio in orario diurno seguendo il percorso assistenziale del paziente fino alla dimissione. L’assegnazione del personale è stata definita in base a studi specifici sul carico di lavoro ed è risultata adeguata rispetto a tutte le aree mediche dell’Azienda USL Toscana nord ovest.
Per ciò che concerne i pazienti positivi a determinati batteri è stata creata una cellula specifica ed è stato incrementato il personale infermieristico attraverso l’acquisizione di operatori a tempo determinato.
Il personale è stato aumentato anche nelle altre aree del San Luca (terapia intensiva, subintensiva, area chirurgica) per un numero complessivo di 12 infermieri in più.
Sulla dotazione organica notturna è vero che c’è una riduzione, legata ad una significativa diminuzione delle attività assistenziali, ma in caso di aumento del carico di lavoro (per un qualsiasi motivo) viene attivato l’infermiere reperibile dell’area di interesse.
L’assistenza infermieristica all’ospedale S. Luca è quindi erogata in totale sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori e viene monitorata in tempo reale per le difficoltà che possono emergere giornalmente.

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