Tra bella musica e pagine del Giornale di Barga, un tuffo negli anni ’50 e ’60 e nella sua gente

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Un tuffo nella Barga degli anni ’50 e ’60, a conoscere, a riconoscere, la sua gente. Così la serata di ieri in piazza San Felice, la bella serata promossa dall’Arciconfraternita di Misericordia di Barga, dal titolo “La memoria di Barga. Come eravamo… dalle pagine del Giornale di Barga”.

E’ stato un bell’omaggio che quest’anno Graziella Cosimini, l’appassionata curatrice,  lettrice e narratrice delle memorie barghigiane di queste serate agostane organizzate dalla Misericordia da alcuni anni, ha voluto dedicare al Giornale di Barga, nell’approssimarsi del 70° anniversario di fondazione che ricorrerà il 29 maggio 2019.

Graziella ci ha letto le cronache di alcuni avvenimenti di quei due decenni, che ci hanno portato a rivivere una Barga che non c’è più, ma che è rimasta grazie a questo mensile che si avvicina ai 70 anni; una Barga che per certi versi rimpiangiamo per quel senso di appartenenza forte di una comunità che si stava riprendendo dagli anni terribili della guerra e si riscopriva in tanti momenti anche semplici della vita quotidiana. Il tutto raccontato allora, nei primi numeri del Giornale, dall’illuminata penna del fondatore e direttore Bruno Sereni, spesso nascosto dietro pseudonimi come il Pescatore o Nino Rebruse; con resoconti che hanno fissato puntuali come una fotografia, fatta però di parole, inchiostro e carta, quella Barga lontana, descrivendo i momenti ed i personaggi; facendolo con una rara ed intelligente ironia a volte, e sempre con una capacità di racconto unica ed irripetibile.

La lettura appassionata e gentile di Graziella ci ha permesso di trovare il giusto incontro con quelle parole: abbiamo riscoperto la Corsa del muletto organizzata da Petrus, il Pietro Marroni presiedente della Pro Loco e subito divenuta un successo; i muli indisciplinati dei Diavoli del Ponte di Catagnana; le gare al Ponte di Catagnana per il miglior balcone fiorito; le Autolinee Nardini nei suoi viaggi a Viareggio, luogo di villeggiatura dei barghigiani che però dopo qualche giorno presi dalla nostalgia andavano a vedere ripartire per Barga il bus, pieni di orgoglio per quel mezzo che rappresentava la loro terra; le vetrine illuminate a festa in uno dei primi giovedì Santo dopo la fine della guerra, con le Macellerie del Gastone e del Baroncelli a fare a gara per gli allestimenti più belli, tra carni pregiate, camelie ed altri fiori colorati ad addobbare il tutto e la descrizione di tutte le vetrine del centro storico; la fiera di San Rocco degli anni ’50 con il Pistoiese, venditore di stoffe ed imbonitore teatrale degli avventori; la Tocchina di Porta Macchiaia con i suoi punch insuperabili;  il veglione di Capodanno con i vestiti eleganti del tempo ed i palchetti utilizzati come piccoli salotti ed il Notaro Stefani a ballare in platea ed infine la neve ed il Natale raccontati in questo caso da un’altra penna elegante del giornale, Corrado Carradini. Una vera e propria poesia il suo racconto di quella Barga imbiancata, che ha chiuso come meglio non si poteva la serata

In mezzo anche il ricordo di Bruno di un collaboratore storico del giornale come il prof. Antonio Corsi, presente a questa serata; con l’articolo scritto nel 1987, ad un anno dalla morte di Bruno.

Un pubblico davvero numeroso ed attento ha seguito con attenzione e partecipazione tutte le letture, intervallate dalla musica del pianista Julian Evans, ieri sera veramente ispirato al piano con alcuni brani interpretati con raro virtuosismo, la bella e sicura voce del baritono Bruno Caproni che è sempre una garanzia di bravura, la sorpresa della partecipazione del soprano Marika van Der Meer, un’artista di eccezionale bravura e di larga fama, che ha davvero incantato il pubblico e che peraltro è un nuovo acquisto di Barga, dove è venuta ad abitare con la sua famiglia.

La serata è stata aperta dai saluti del sindaco Marco Bonini, del proposto di Barga, don Stefano Serafini e del Governatore della Misericordia Enrico Cosimini che ha ricordato che questa è l’ultima serata della memoria organizzata dal suo Magistrato il cui incarico scadrà nei prossimi mesi, ma che di certo non mancherà questa serata anche negli anni a venire, per ricordare, per dirla come la nostra brava Graziella Cosimini, le cose belle di Barga, la Barga che si trova nel suo Duomo, nelle sue campane, nella Pania e dell’Omo Morto e… sì… anche nel giornale di Barga…

Grazie di questa bella serata e dell’omaggio agli anni più belli e più intensi di questo giornale legati indissolubilmente a Bruno Sereni ed al suo lavoro. E grazie anche per averci ricordato tutti quei personaggi, quei volti che in alcuni casi abbiamo conosciuto e che comunque oggi sono ancora tutti lì; tra le pagine delle raccolte del Giornale di Barga. Ed è bello pensare che basta solo aprire uno di quei libroni per tornare indietro nel tempo e farli rivivere tutti.

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