Il Presidente del Senato,incontra gli alunni delle classi quinta della Scuola Primaria di Barga

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Lo scorso venerdì 29 gennaio gli alunni delle classi V A e V B della Primaria di Barga dell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” hanno incontrato in Senato a Roma il Presidente Pietro Grasso e Corrado Mattoccia, il presidente della Fondazione “Il Museo del Rugby, Fango e Sudore”; con loro anche Mauro Bergamasco, campione di rugby, ex-giocatore della nazionale italiana di rugby di fama internazionale. L’incontro rientrava nell’ambito del ciclo Le Settimane in Libreria, e proprio in quel periodo si è parlato di “Rugby & Regole. Per una sana e robusta Costituzione” con le scuole che hanno partecipato all’attività didattica in Libreria. Il pomeriggio, per i ragazzi di Barga, era iniziato con una visita di palazzo Madama, durante la quale hanno ricevuto la sorpresa di un incontro con il presidente Grasso che ha voluto – così ha spiegato – ricambiare la cortesia visto che era stato a Barga nel mese di luglio in occasione delle celebrazioni per il Santo Patrono della cittadina.

L’incontro è venuto mentre i ragazzi si trovavano proprio all’interno dell’aula del Senato insieme alla dirigente Patrizia Farsetti e le insegnanti Bruna Luccarini, Marica degli Esposti, Linda Biagiotti, Alessandra Brogi e Anna Salvietti è stato l’incontro con il Presidente Grasso

Il Presidente ha salutato con un applauso i suoi giovani “concittadini” (è cittadino onorario di Barga) e ha promesso loro di tornare a visitarli al più presto.

Sempre nell’Aula il Presidente ha salutato anche Mauro Bergamasco e Corrado Mattoccia del Museo del Rugby, ricordando la valenza del rugby come sport altamente formativo, che abitua al fair play e in cui “tutti insieme si collabora e si va verso la meta. E la meta del rugby è la meta della vita”.

La giornata è poi proseguita nell’aula della IV Commissione, a palazzo Carpegna, dove Mauro Bergamasco e Corrado Mattoccia hanno parlato ai ragazzi del tema della settimana: “Rugby & Regole. Per una sana e robusta costituzione”. Alla fine, naturalmente, autografi per tutti.

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