Sereni: “Contro la chiusura dei nostri ospedali ci vuole il coraggio di una grande battaglia”

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L’unica strada possibile per rimediare alla sconsiderata mossa della Regione Toscana è riunire la Valle del Serchio, farla tornare unita e così più forte ed avere il coraggio di un gesto forte e di lanciare un messaggio importante. Così l’ex sindaco di Barga Umberto Sereni che dopo la notizia dell’accordo sottoscritto dall’assessore regionale Luigi Marroni sulla riclassificazione ospedaliera, che condanna Barga e Castelnuovo, interviene sul nostro giornale chiedendo alla gente, e soprattutto alle istituzioni locali, una risposta forte e coraggiosa come le dimissioni in blocco. E criticando la scelta dell’ospedale unico e con essa i rappresentanti della Valle del Serchio in consiglio regionale che fino ad ora “hanno fatto delle figurette”.

“Le novità regionali sono sconcertanti e ci mostrano un quadro che è completamente cambiato ed è cambiato in una maniera che fa vedere ancora più chiara la sciagurataggine dell’operazione ospedale unico – afferma Sereni – Nel momento in cui si va a dire che i due ospedali non vanno bene e che se ne deve costruire uno nuovo non si è fatto altro che aprire la strada a questa sconsiderata mossa della Regione Toscana. La sciagurataggine dell’operazione ospedale unico sta proprio in questo: quattro anni buttati via, passati a litigare in Valle del Serchio, a dividere l’alta e la bassa Valle; che hanno seminato veleno, rabbia e disorientamento. L’ospedale unico ha messo Barga e Castelnuovo contro, ha messo contro l’intera Valle”.

Secondo Sereni ora bisogna chiudere definitivamente questo capitolo :

“Si tratta – spiega – di rimettere insieme Barga e Castelnuovo, di riunirne nuovamente la Valle del Serchio. Una riunione di tutte le amministrazioni locali della Valle del Serchio e di tutte le rappresentanze sociali. L’obiettivo deve essere arrivare ad una grande manifestazione che dia il senso dell’unità della Valle; una manifestazione che sia indetta dai comitati, dai sindaci di Barga e Castelnuovo e da tutte le amministrazioni locali. Perché è con la Valle unita che si può difendere i due ospedali”.

E non risparmia bordate alla Regione Toscana:

“Quella siglata in Regione nei giorni scorsi è un’operazione di bassa portata perché ridisegna gli equilibri e le gerarchie all’interno della Regione stabilendo aree forti e aree deboli e quelle deboli, che sono le zone montane e le isole, pagano per tutti”.

E’ proprio questa Toscana dei più deboli secondo Sereni che deve farsi sentire, che si deve oggi difendere:

“E la Valle del Serchio deve essere in prima fila perché sta rischiano grosso. Perché sta rischiando la fine del suo patrimonio storico: di due ospedali alla fine non ne resterà che mezzo e così, stabilito un precedente di questa importanza, si andrà avanti su tutto, dalle scuole a tutto il resto, penalizzando solo e sempre le aree periferiche.

Ma bisogna avere il coraggio di fare una grande battaglia – aggiunge Sereni proponendo la sua ricetta – Ci vuole una risposta forte e coraggiosa. Del tipo di quella che nel 1905 riuscì a strappare al Governo i finanziamenti della Ferrovia. La questione ha le stesse caratteristiche di vita e di morte per la Valle. Allora ci fu una impennata delle amministrazioni locali che tutte si dimisero. Ci vuole qualcosa del genere. Che faccia sentire forte la voce dei nostri amministratori. Che dimostrino il coraggio di sfidare la Regione Toscana.

Ognuno faccia la sua parte perché fino ad ora abbiamo fatto delle figurette se non altro dei nostri rappresentanti in Regione che di quello che è successo nei giorni scorsi non sapevano nulla. Noi in Regione ce li abbiamo mandati con il nostro voto perché difendessero e rappresentassero questa valle e non perché siano all’oscuro di tutto; perché non sappiamo di cose come queste.

Tutto questo di mostra oggi un clamoroso fallimento della politica e adesso è il momento di rimediare con la volontà popolare. Così come successo nel 1969, nel 1992, che sono gli anni delle grandi battaglie che Barga combatté in difesa del suo ospedale. Oggi tutto questo si può ancora fare con l’unione della Valle. Non ci sono altre strade: quando un popolo si desta Dio si mette alla sua testa”.

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Commenti

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  1. Ghiloni Valter


    Sereni
    O cavolo, meno male che si comincia a parlare di gesti forti, di mosse sensazionali.Era l’ora.Ricordo che ho detto mesi fa che dovevamo andare in 10.000 di fronte alla sede della Regione (meglio, dentro, e conquistarla e far sloggiare chi indegnamente ci siede), bloccare le strade, fare manifestazioni clamorose.Cominciamo?E’ tardi, dovevamo farle mesi fa, anni fa, decenni fa.Ma possiamo sempre provarci.Come possono sempre provare i nostri amministratori a rimettere i mandati e impedire che vengano commissariati gli Enti, occupandoli e dichiarandoli autonomi dallo Stato..Troppo rivoluzionario?Forse, ma ho a cuore la mia terra e per lei farei anche di peggio…

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