Riflessioni su Ponte all’Ania

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Ponte all’Ania, è il paese/dormitorio nel quale abito e fino ad ora non era assurto alle cronache, se non per la passata presenza dell’anarchico Gaetano Bresci che qui lavorò con perizia in un opificio; bravo operaio, abile, stimato e benvoluto da colleghi e direzione, sì che divenne in breve tempo capo operaio. Ed anche per il cattivo odore che periodicamente, grazie alla cartiera Ania (Smurfit Kappa Ania paper), dal torrente arriva fino al paese. Ma ultimamente il borgo ha avuto un forte rimbalzo sulla carta stampata e tutto questo è dovuto ad un ping
ping tra il consigliere Mastronaldi e l’Amministrazione: ora sia ben chiaro che l’Amministrazione di Barga ha molto investito su questa frazione, e importanti opere sono state programmate, ma vi sono delle carenze oggettive che è giusto rimarcare, sfruttando anche il momento di notorietà.
Riguardo alla viabilità, non solo l’asfalto della regionale è dissestato e c’è carenza di segnaletica, sia orizzontale che verticale, ma ciò si verifica anche in via del Molino ove mancano cartelli indicatori limitanti la velocità, e un dosso artificiale non ci starebbe male, dato che proprio in questo tratto molti animali domestici sono stati investiti e uccisi e spesso bambini giocano al lato della strada. Va bene impedire il traffico pesante, ma riguardo all’accesso alla cartiera Kappa, durante la discussione sui Patti Territoriali, in Provincia, alla presenza di amministratori di Barga e Coreglia proposi, nell’indifferenza generale, il prolungamento lungo l’Ania della regionale e un ponte Bailey all’altezza della cartiera. In questo modo si azzerava il transito di TIR in via del Molino. E sempre la cartiera, malgrado le promesse e gli accordi è tornata ad emettere cattivi odori. Arriviamo ai marciapiedi che sono intransitabili perché presentano scalini e muretti, cioè vere e proprie barriere architettoniche che nessuno si è mai preso la briga di rimuovere. Indispensabile per la vita di Ponte all’Ania è la pista ciclabile, o marciapiede, tra questa frazione e Fornaci di Barga. Durante ogni ora del giorno o della notte, chi transita sulla statale che attraversa sia Fornaci di Barga che Ponte all’Ania, noterà che su questo pericoloso tratto, vi sono sempre alcuni pedoni che a loro rischio e pericolo camminano sui cigli per raggiungere una delle due località. Infatti i due centri del barghigiano confinano l’uno con l’altro, anzi sono ormai un’unica frazione. Una frazione che però manca di collegamento pedonale. Del marciapiede e della sua necessità se ne parla ogni volta che si avvicinano le elezioni, poi cala il silenzio. Eppure questa è un’opera indispensabile che salda assieme due frazioni ormai di fatto già unite, e che tutela i pedoni oggi costretti ad affrontare con rischi e disagi questo breve tratto. E c’è pericolo, perché i sogli sono sconnessi e disastrati, e perché troppo spesso le auto sfrecciano incuranti dei limiti di velocità. Cosa si aspetta per intervenire? che qualche malcapitato venga investito? (in passato mi dicono sia già successo). Ponte all’Ania è forse l’unica località in Italia ad avere più parcheggi che abitanti, ma si continua a lasciare l’auto sulla regionale bloccando spesso il traffico. E questi parcheggi sono fatti che peggio non si può: un’asfaltata, le righe disegnate e via… Sulle riviste d’urbanistica vedo invece parcheggi che sembrano giardini: un’utopia?
Un’ultima cosa, ritorno a via del Molino, che manca di segnaletica orizzontale e verticale, manca di dossi artificiali, ha l’asfalto tutto deteriorato, in questa via, c’è una curva peggiorata da un capannone sfitto che non si capisce come sia stata data l’autorizzazione a costruirlo, e che ha anche il tetto in amianto. E anche l’altro giorno la solita auto a tutto gas da Pedona ci ha picchiato dentro e poi ha finito la corsa contro un’altra auto. O se questo capannone venisse demolito? E se i costi della demolizione venissero addebitati a chi ne autorizzò la costruzione? C’è anche un teatrino a Ponte all’Ania, abbandonato e dimenticato da tutti.
Ricapitolando, mentre prosegue sulla stampa il ping pong tra il consigliere Mastronaldi e l’Amministrazione su Ponte all’Ania, nessuno dei due si accorge che vi sono queste prioritarie emergenze:
I marciapiedi sono tutti interrotti da barriere architettoniche (scalini e muretti);
manca l’indispensabile marciapiede tra Ponte all’Ania e Fornaci;
In via del Molino sfrecciano le auto provenienti da Pedona che hanno già abbattuto tutta la segnaletica verticale, mentre manca quella orizzontale; ci sarebbe anche un teatrino, che cade a pezzi dimenticato da tutti.
Vittorio Baccelli

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