Scuole in agitazione per difendere i Presidi da un vizio di forma nel concorso

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“Non toglieteci la nostra dirigente scolastica”. Recita così uno striscione che questa mattina è apparso presso la sede dell’istituto comprensivo di Barga in via Roma, grido d’allarme per una situazione paradossale che mette a rischio la presenza e l’operato di 112 dirigenti toscani tra i quali quelli degli istituti della Valle del Serchio Giovanna Stefani (dirigente dell’IC di Borgo a Mozzano), Patrizia Farsetti (dirigente di Barga), Gino Carignani (dirigente di Camporgiano). Vittime di un vizio di forma nel concorso che hanno affrontato due anni fa per essere abilitati alla posizione.

Ecco la storia: in Toscana, durante il concorso per dirigente scolastico indetto a fine 2011, il presidente di Commissione si è dimesso per motivi personali ed è stato sostituito con una procedura ritenuta non corretta dai molti esclusi che hanno fatto ricorso. Una procedura però perfettamente legittima in altre regioni: si è ricorso insomma contro un vizio di forma, non contro favoritismi o irregolarità, mai riscontrati nemmeno dalle sentenze del Consiglio di Stato. Il quale, però, il 3 marzo scorso ha comunque parzialmente annullato il concorso per dirigente scolastico nell’intera Toscana. Creando una situazione che, se non corretta tempestivamente, priverà dei dirigenti scolastici un centinaio di istituti toscani lasciandoli senza una guida: questa la sorte che rischiano anche le scuole della Valle, da Camporgiano a Borgo a Mozzano passando per Barga.

Per questo anche le scuole del nostro comune (unendosi alle proteste già partite in tutta la Toscana) hanno annunciato lo stato di agitazione, temendo che possa venir meno la guida dell’istituto, provocando disagi a non finire ai docenti, agli alunni, alle famiglie.

“Trovate soluzioni legislative che determinino una composizione degli interessi delle parti in causa tali da garantire le condizioni di stabilità a difesa dell’istruzione e a tutela degli interessi dell’intera Comunità scolastica, garantendo così il diritto individuale di tutti.”

Così continua lo striscione (al quale faranno seguito altri in tutta la cittadina e nella valle) per denunciare la preoccupazione di perdere le guide di istituti che negli anni hanno saputo crescere e migliorarsi arrivando a fornire buoni servizi e ottima offerta didattica ai nostri ragazzi.

E lettere di richiesta di interventi tempestivi sono state inviate al governo centrale in modo da scongiurare il depauperamento della gestione dei nostri istituti scolastici.

La prima a muoversi è stata la conferenza dei sindaci per l’Istruzione presieduta da Renzo Pia che unisce tutti i sindaci della Valle sulle tematiche della scuola, la quale ha inviato una lettera al presidente del consiglio Matteo Renzi chiedendo “un impegno “alto” da parte di tutte le istituzioni per una soluzione positiva”. Richieste di rivalutazione della sentenza del Consiglio di Stato sono state poi inviate dai dirigenti scolastici che si sono rivolti al premier, al ministro dell’istruzione Stefania Giannini e ai parlamentari per chiedere attenzione su questo caso.

In particolare, l’intero mondo scolastico del comune di Barga chiede “urgentemente un provvedimento da parte del governo per porre rimedio a questa situazione grave e penosa” riferendosi agli “effetti devastanti” che la revisione del concorso potrebbe avere per “docenti, per tutto il personale ATA, per gli alunni e le relative famiglie, ritenendo che una delle condizioni necessarie per uscire dalla profonda crisi generale del paese sia la stabilità, anche nel mondo della scuola”.

Martedì prossimo, probabilmente, sarà presentato, discusso e si spera approvato il decreto “tampone” che blocchi il rischio di decadenza dei dirigenti scolastici e che possa quindi scongiurare il conseguente vuoto di gestione che si verrebbe a creare nelle nostre scuole. Vi terremo aggiornati.

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Commenti

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  1. Luti Giuseppe


    scuole agitate
    Questa è la dimostrazione lampante che siamo “LA REPUBBLICA DELLE BANANE”.Giuseppe Luti28-03-2014 – ore 23.17

  2. Mori Leonardo


    scuole agitate
    veramente si tocca il fondo ogni giorno che passa, a prescindere che chi ha fatto ricorso possa avere le sue giuste e fondate motivazioni, non si possono far passare due anni, due anni di lavoro prima di prendere una decisione.sarebbe divertente se il ricorso fosse accettato, tutto quello fatto e firmato da questi dirigenti scolastici avrebbe valore nullo, (contratti di lavoro, esami di maturità, promozioni e etc etc) allora si che ci troveremo nel caos.Probabilmente questa repubblica di banane farebbe marcire anche le banane.

  3. Ghiloni Valter


    Scuole agitate
    Il problema di fondo è la legge italiana. E’ talmente contorta, confusa, riscritta, sovrascritta il più delle volte da perfetti incompetenti e soprattutto ignoranti della lingua italiana che per ogni argomento o caso si può facilmente trovare una norma che dice tutto e il contrario di tutto, permettendo situazioni assurde come questa.Il nostro paese purtroppo avrebbe bisogno di una rifondazione, di una nuova costituente che scrivesse poche chiare norme valide e comprensibili a tutti, annullando, anzi cancellando, tutta la mole di leggi, leggine, regolamenti, decreti, aggiunte e correzioni che ora rendono incomprensibile qualsiasi testo, al punto che posso tranquillamente affermare che tutto è lecito e tutto è vietato.Ma questa istanza, che culmina in casi come quello oggetto dell’articolo ma ne potrei citare migliaia di altri, che il popolo sente con forza non viene recepita da chi avrebbe il dovere morale e istituzionale di farlo e si continua a scrivere leggi che, il termine giusto sarebbe più scurrile, sono scritte a caso.Caro Leonardo, visto ciò di cui ti occupi per passione, prendi in mano il D.Lgs 39/2014 e poi dimmi se domenica prossima fai scendere in campo i ragazzi.

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