Colori, suoni, tradizione e folklore della trebbiatura

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Baciata da un sole splendente, ma da una temperatura resa gradevole da un provvidenziale venticello, si è svolta a San Pietro in campo domenica 17 luglio la rievocazione della trebbiatura del grano, davanti ad un bel pubblico che non si è perso nemmeno una fase della lunga procedura che porta alla trebbiatura come la si faceva una volta, ma anche delle rievocazioni degli altri tipi di trebbiature e dlele altre usanze della vita contadina presentati dal Comitato Paesano di San Pietro in campo con una nutrita schiera di volontari e figuranti.

L’intento della manifestazione, ormai sempre più seguita e partecipata , è proprio quello di far conoscere e tramandare quest’arte antica che serviva per la sussistenza. Separare il chicco di grano dalla spiga per avviarlo alla macinatura e quindi alla trasformazione in cibo.

Organizzatore dell’evento, come sempre, appunto il Comitato Paesano di San Pietro in Campo che, con il rinforzo degli amici della “Battitura del Grano” di Montecarlo e Altopascio, anche quest’anno ha riunito tra i campi belle macchine agricole di un tempo tra le quali anche una piccola trebbiatrice degli anni ’50 che veniva prodotta nell’azienda di Paolo Biagioni a Mologno oltre che una bellissima trebbiatrice Borsari conservata a regola d’arte e, come si è visto, perfettamente funzionante. A fianco di questa incredibile macchina, ovviamente, altri modi di trebbiare a mano con una sgranatrice o direttamente con la vassoia per quanto riguarda anche altri cereali come il segale.

Tra i fautori di questa bella rievocazione Franco Motroni (di cui sotto possiamo ascoltare il contributo audio) con il fratello Marco e tutta la sua famiglia. Senza la loro grande passione per le nostre tradizioni, senza il loro impegno a mettere insieme uomini e mezzi, tutto quello che San Pietro in Campo regala con questo appuntamento, non sarebbe possibile.

La giornata di trebbiatura è partita con una sfilata di mezzi agricoli, grande allegria e musica che dal campo sportivo di Barga hanno raggiunto la sede della festa fermando il tempo per un attimo. La sfilata ha attraversato il centro di Barga dove ad attendere mezzi e figuranti si sono ritrovate centinaia di persoine. Poi pranzo servito tra il fresco degli alberi all’abside della chiesa e poi via ad azionare i marchingegni per trebbiare.

Cornice alla festa anche la rievocazione delle tecniche di trasformazione del frumento quali la tostatura dell’orzo e la conseguente preparazione della bevanda; e la preparazione del pane sfornato al momento bello caldo, grazie ad uno speciale “forno-mobile”.

Tutti “al pezzo” gli abitanti di San Pietro in Campo e non solo, rigorosamente in costumi di inizio Novecento che hanno permesso la rievocazione del completo ciclo della trebbiatura che, dopo il raccolto, terminava nell’aia, in questo caso il campo dell’impianto sportivo, per la consueta cena a base di maccheroni e ballo in piazza.

A proposito di San Pietro in Campo e dei suoi instancabili paesani. Adesso li rincontreremo sempre lì, attorno alla chiesa di San Pietro, per la Sagra del Maiale ( edizione 37) che si terrà a partire dal 20 agosto

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