“La mia guerra”. Alcune note sul libro di Mario Camaiani

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Recentemente, per i caratteri della Garfagnana Editrice, è uscito il libro di Mario Camaiani “La mia guerra”, che racchiude una tessitura memoriale di momenti, eventi, esperienze e conoscenze, del periodo bellico 1940-45, vissuti in prima persona dall’autore. Quindi rievocazione, che sta riscuotendo un meritato successo, di fatti ed episodi scaturita alla luce di un vivo e sentito ricordo storico.

La narrazione non vuol offrire una semplice interpretazione personale, pur sofferta, ma vuol essere una vera e propria documentazione, quanto mai onestamente veritiera, di un periodo vissuto con alta drammatica tensione e angosciosa preoccupazione. Nel raccontare denso e ben circostanziato e comprovato, il percorso delineato assume voce di provata verità e di inconfondibile coerenza storica. Ed è così che, dietro un tracciato sequenziale, ben circostanziato e scrupoloso, possiamo rivivere le varie “stazioni” di un tempo intriso di non poco orrore. Ne emergono, nella concretezza pressoché fisica, circostanze locali, nazionali ed internazionali, con particolare riferimento a quanto vissuto nella Media Valle (terra di adozione dell’autore) e nel Livornese (terra d’origine). Se ne ricavano, oltre che momenti già conosciuti, testimonianze di fatti del tutto nuovi e di non indifferente interesse.

Emergono nell’opera non poche stimolazioni riflessive, tanto da stabilirsi come autentico messaggio valoriale, per conoscere meglio una certa tragica realtà, per non dimenticare e per non falsificare una memoria. La rievocazione si presenta, allora, tutta tesa ad illuminare un percorso reale ed umano, per condurlo ad assumere rilievo di particolare documentazione e di grande insegnamento soprattutto per le giovani generazioni.

E qui il messaggio si tinge anche e soprattutto di monito e di speranza, perché l’uomo non cada mai più in certe immani tragedie.

Gian Gabriele Benedetti

Nota: Il libro “La mia guerra” è disponibile presso le edicole-librerie di Fornaci di Barga e di Ponte all’Ania.

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