Cartario, export a picco

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PROVINCIA DI LUCCA – Mentre le esportazioni di tutti gli altri distretti della Toscana sono in tetta crescita (+16%), nel primo trimestre 2019 il cartario va male sia per quanto ri guarda i prodotti (-13%) sia per le macchine per l’industria (-21%) (Fonte: Direzione Ricerche Intesa S.Paolo)

L’economia lucchese è in allarme perche’ l’inizio del 2019 ha fatto registrare una brusca frenata per il cartario: l’allarme arriva dall’export che va in controtendenza rispetto agli agli altri distretti produttivi regionali. Infatti nonostante il valore delle vendite all’estero dei distretti tradizionali toscani nel primo trimestre 2019 sia stato pari a 4,7 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo 2018, il cartario di Lucca sembra colare a picco sia nei prodotti in carta (-13%), sia nel settore delle macchine per l’industria (-21%). Lo rivela il Monitor dei distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, secondo cui la Toscana è la prima regione per variazione assoluta delle esportazioni nel trimestre. I distretti più performanti sono quelli della moda (pelletteria e calzature di Firenze +53%, abbigliamento di Empoli +39%, calzature di Lamporecchio +71%, pelletteria e calzature di Arezzo +11%, tessile e abbigliamento di Arezzo +11%), oltre all’oreficeria di Arezzo (+19%). Rimane stabile infine il marmo di Carrara (con un decremento -0,2%). Le esportazioni verso la Svizzera, hub logistico del sistema moda, sono più che raddoppiate rispetto a marzo 2018; bene anche il mercato statunitense (+15,7%) mentre la ripresa verso gli Emirati Arabi Uniti (+37%) è trainata da un rimbalzo della domanda del settore orafo.

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