E’ morta ad Arezzo Maria Luigia Redoli, la “Circe della Versilia”

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VIAREGGIO – Si è spenta ieri mattina ad Arezzo Maria Luigia Redoli, aveva 80 anni, conosciuta da tutti come la “Circe della Versilia”, condannata per aver ucciso, assieme all’amante, il marito Luciano Iacopi nel luglio del 1989.

La donna, che aveva scontato 24 anni di carcere, viveva  in un piccolo appartamento dietro al tribunale di Arezzo. Da tempo ammalata per una patologia renale, le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate una settimana fa, lo scorso 9 gennaio, quando è stata ricoverata in Nefrologia, all’ospedale San Donato.
Dopo la scarcerazione del 2015 era andata ad abitare a Pavia, sottostando al divieto di allontanamento notturno dalla residenza, dove viveva il secondo marito. Negli ultimi tempi si era trasferita ad Arezzo, probabilmente a seguito di un peggioramento delle sue condizioni fisiche, nella Toscana dei suoi due figli.

Maria Luigia Redoli è stata condannata per l’omicidio del marito Luciano Iacopi, avvenuta la notte tra il 16 e il 17 luglio del 1989 nella sua villa di Forte dei Marmi. Secondo la sentenza, la donna fu il mandante dell’omicidio e l’amante Carlo Cappelletti, ex carabiniere a cavallo, l’esecutore.

Iacopi venne ucciso con 17 coltellate dentro il garage di casa. Un piano studiato, fu stabilito dai giudici, per incassare l’eredità del marito (7 miliardi di lire). La passione della donna per l’occultismo e per la magia nera le fecero guadagnare l’appellativo di “Circe” della Versilia.

 

 

 

 

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