Riforma dei punti di emergenza. Appello del Governatore Gabriele Brunini: “Doveroso salvaguardare il sistema del 118 toscano e il ruolo del volontariato”

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BORGO A MOZZANO – pER Brunini è necessario che I punti di emergenza medicalizzati siano salvaguardati, come importanti presidi di sicurezza per i cittadini. Sottolinea anche la funzione estremamente utile del Punto di Primo Soccorso (PPS) e chiede alla Federazione regionale delle Misericordie di assicurare una puntuale difesa del sistema di sicurezza del 118 toscano, di cui, fino ad oggi, ci siamo vantati

Il problema della riorganizzazione dei punti di emergenza del 118 in Toscana, a cui la Regione sta lavorando di concerto con le realtà regionali del volontariato (Misericordie, Anpas e CRI) sta diventando di grande attualità, almeno per quanto riguarda, nella Lucchesia, i punti di emergenza di Borgo a Mozzano e Piazza al Serchio, gestiti dalle locali Misericordie.

In questi punti di 118, a bordo dell’ambulanza, è presente un medico dipendente della Regione Toscana, mentre le locali associazioni mettono a disposizione oltre all’ambulanza attrezzata, un autista e due soccorritori di livello avanzato. Il punto di emergenza di Borgo a Mozzano poi, data la lontananza dagli ospedali, funziona anche, dal 2009, come PPS (punto di primo soccorso) ed il medico, quando non è in servizio sull’ambulanza, può assistere i cittadini che si rivolgono all’ambulatorio della Misericordia, invece di recarsi al pronto soccorso degli ospedali di Lucca o Castelnuovo Garfagnana.

Il primo a lanciare l’allarme, per le voci che ormai più frequentemente si rincorrono, è stato il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, che è anche presidente dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio ed esponente di punta del PD lucchese; e lo ha fatto, nei primi giorni di aprile, nella sede istituzionale della Conferenza dei Sindaci. Alla presa di posizione di Andreuccetti hanno fatto seguito quella del sindaco di Piazza al Serchio, dei sindacati e dello stesso presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Lucca, il dottor Umberto Quiriconi. Ai primi di maggio, poi, i principali organi di stampa e televisivi hanno veicolato l’allarme dei responsabili nazionali del SIS 118 sul progressivo impoverimento e peggioramento qualitativo del sistema nazionale di emergenza. Anche il consigliere regionale Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Regionale Toscano ha, di recente, presentato sull’argomento una dettagliata interrogazione.

Dopo queste prese di posizione arriva anche quella del Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, Gabriele Brunini, esponente di punta del volontariato lucchese e non solo che, dal 2007 al 2011 è stato anche Presidente Nazionale della Confederazione delle Misericordie.

Brunini si dice preoccupato delle varie prese di posizione politiche e istituzionali, a cui fa fronte il silenzio dei responsabili delle associazioni coinvolte. Brunini chiede che i punti di emergenza medicalizzati siano salvaguardati, come importanti presidi di sicurezza per i cittadini. Sottolinea anche la funzione estremamente utile del Punto di Primo Soccorso (PPS) e chiede alla Federazione regionale delle Misericordie di assicurare una puntuale difesa del sistema di sicurezza del 118 toscano, di cui, fino ad oggi, ci siamo vantati, portandolo ad esempio anche di fronte alle gestioni del sistema di altre regioni italiane.

“Non si può dimenticare – sostiene ancora Brunini nel suo intervento, il ruolo di partecipazione attiva delle organizzazioni del volontariato, che hanno fatto fronte in prima persona al sostentamento economico del sistema di emergenza, visti i ridotti contributi che la Regione Toscana eroga, rispetto ai costi effettivi e ai rimborsi di altre regioni. Lo smantellamento dell’attuale sistema pone anche problemi per il personale dipendente che, proprio per far fronte alla gestione dei punti di emergenza del 118, è stato assunto dalle associazioni, per affiancare il personale volontario, fortunatamente ancora molto presente in realtà organizzate e funzionali come la Misericordia di Borgo a Mozzano”.

Le considerazioni finali dell’appello lanciato da Gabriele Brunini riguardano la forte riduzione delle performances del sistema a tutela della salute dei nostri cittadini, che inevitabilmente sarà provocata dalla ventilata riforma. Infermieri e volontari non potranno avere la stessa possibilità di valutazione e di intervento che può essere assicurata da un medico a bordo dell’ambulanza. Non va sottovaluta poi la morfologia del territorio della Valle del Serchio e le sue problematiche di viabilità, che la possono far considerare senz’altro “zona disagiata” e con alta incidenza di persone anziane

“C’è anche il rischio – sostiene ancora il Governatore di Borgo a Mozzano – che il volontariato corra, ancora una volta, in soccorso dei bilanci regionali, pensando di raccattare qualche briciola di aumento degli insufficienti rimborsi”.

Gabriele Brunini, da Presidente Nazionale delle Misericordie aveva lanciato una proposta provocatoria, rimasta inascoltata: “Calcoli la Regione Toscana il costo di gestione di un punto di emergenza territoriale, come se dovesse gestirlo in prima persona, e conceda come rimborso, al volontariato disponibile a gestirlo, il 50% di detto costo”. Un’ultima considerazione Brunini la fa poi sulla necessità di informazione e trasparenza circa le possibilità che la riforma ventilata porti alla assunzione di personale delle associazioni di volontariato da parte della Regione o di realtà consortili per guidare le automediche o infermieristiche, di cui si comincia a parlare, in sostituzione di ambulanze medicalizzate.

Non potranno essere accettate decisioni che non siano prese con il coinvolgimento delle realtà del decentramento, di cui tutte le organizzazioni del volontariato (Misericordie, Anpas e Croce Rossa) si sono dotate. E’ opportuno – conclude Brunini – un immediato confronto nella sede del Coordinamento delle Misericordie lucchesi con la presenza autorevole del Presidente Regionale avvocato Alberto Corsinovi”.

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Commenti

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  1. Su alcuni punti di brunini mi trovo d’accordo su altri no. Purtroppo il soccorso pre ospedaliero italiano e’ visto come L ultima ruota del carro nel contesto sanitario mentre all estero e’ uno dei sistemi dove governi e regioni investonon di più. Non e’ vero che se si toglie il medico dalle ambulanze il servizio sia più scadente con L infermiere, sarà sicuramente più scadente e pericoloso per la popolazione se si creano ambulanze con soli volontari con un corso base di 120 ore e che non possono fare interventi salvavita tranne che usare un DAE. Nella realtà in cui lavoro, sono un paramedico in UK le mie competenze sono molto avanzate e non per caso lo UK come molte realtà europee usa paramedici o infermieri altamente specializzati per affrontare emergenze sanitarie molto complicate e in casi rari viene attivato il medico specialista di pronto soccorso. Ora nel mio caso è questo sembra assurdo posso usare farmaci e fare manovre che in Toscana sono vietate ai medici 118 tipo la ketamina, propofol e fibrinolisi, manovre invasive come un drenaggio toracico in emergenza. Ora io sono d accordo che si creino punti infermieristici con infermieri altamente specializzati a Borgo a Mozzano,Piazza al Serchio, Barga e Castelnuovo con 2 auto mediche a Barga e Castelnuovo che in caso di necessità intervengono al supporto dell infermiere. Esiste tra L altro un ottimo servizio di elisoccorso che interviene spesso e si potrebbe discutere se la base di massa sia L opzione migliore o eventualmente spostare il servizio i. Mediavalle o Garfagnana visto che la maggior parte degli interventi viene fatto in mediavalle e sulla montagna pistoiese. L infermiere o il paramedico se mai introdotto possono gestire al meglio molti tipi di emergenze.

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