La bionda, la bruna e il diamante – 2^ puntata

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Pierre talvolta riesce ad unire i suoi due migliori amici, Claudio e Arianna sempre in disaccordo su tutto, parlando delle presentazioni di case history sui piatti della tradizione romana in occasione delle numerose esposizioni nella capitale, oppure delle open session e dei project work che ha frequentato nelle città del gusto in tutta Italia. Ma, se neanche questo funziona, per vedere un bel sorriso farsi strada sulle loro facce scure, propone un rito che li unisce, l’unico compromesso da tutti accettato: il foraging fuori Roma, in un prato di loro gusto, attorniato da alberi altissimi che nascondono la vista dei palazzi della periferia. Dopo la raccolta delle erbe selvatiche si sdraiano, tornando bambini, aggiungendo all’età della fanciullezza una passione adulta, quella per il buon bere. Stappano una bottiglia di vino e… lingua sciolta in libertà. In queste occasioni le rigidezze sulle proprie posizioni si sciolgono, svanendo nell’ultimo sole che scende dietro ai colli di Roma.

Così, con un calice di vino in mano e le prime stelle che brillano in cielo, in una nitida serata di maggio Pierre, Claudio e Arianna mettono sul plaid steso sul prato fiorito, sia le erbe appena raccolte, che domande che cercano risposte. Si confidano senza riserve, dicendo tutta la verità, nient’altro che la verità, difronte alla loro piccola giuria, composta da un’amicizia cara ed affettuosa che dura dai tempi di scuola.

Pierre, Claudio e Arianna si trovano ad una svolta nelle loro vite sentimentali e, come spesso accade, le decisioni da prendere arrivano tutte insieme. Devono passare dal pensiero all’azione, dal vorrei al voglio, dal potrei al posso. Come se un orologio comune scandisse i loro tempi, hanno tutti e tre una nuova strada da intraprendere, come anime gemelle o particelle subatomiche, unite da una relazione profonda: se cambia una, cambia l’altra, la tristezza dell’una contagia l’altra, la gioia di una alimenta speranza nell’altra. Così succede ai tre amici. D’ora in avanti si dovranno dare una mano, più che mai. Ci stanno. Si incomincia.

Ad iniziare è Pierre. Sorseggia un goccio di vino rosso e si schiarisce la voce, pronto a parlare. Dopo i deludenti punteggi attribuiti alle ultime conquiste, del tutto scarse in tema di cibo e di vino, la domanda che si pone è: deve mettere in discussione il suo metodo?

Quindi, è la volta di Claudio, che si versa un bel bicchiere e inspira profondamente.  Questa volta le sue parole sono gravi e ci vuole un certo coraggio a confidare che, dopo sette anni di matrimonio il suo amore di coppia vacilla. La domanda è: deve mollare o tenere duro?

Sicuramente per Arianna tutti gli uomini sono degli immaturi, dei bambini capricciosi. Ma un bambinone cinquantenne sta facendo breccia nel suo cuore. La domanda è: deve accettare il rischio di innamorarsi o tenersi stretta la sua indipendenza?

L’oggetto del primo approfondimento è il metodo di Pierre. I due amici gli parlano col cuore, prima Claudio, poi Arianna.

Per Claudio il metodo di Pierre è perfetto; egli sostiene che un bene prezioso nell’amore di coppia sia l’attesa, il sabato del villaggio di leopardiana memoria, piuttosto che la tediosa domenica, a cui uno come lui è costretto tra le rassicuranti mura del matrimonio.

Arianna, invece, detesta la lista di Pierre e lo sprona a lasciarsi andare e ad usare il cuore al posto dello stomaco. Non deve mettere paletti, giacché l’anima gemella può nascondersi dietro ai palati più improbabili. Quindi lo sprona ad andare avanti e a cambiare, sostenendo che solo il cambiamento può portare alla vera felicità.

I tre ci bevono sopra. Pierre promette che ci penserà, ma ci vorrà un po’ di tempo. E’ un tipo riflessivo e, dato che i consigli degli amici sono diametralmente opposti, in realtà, non ha ottenuto nessun aiuto.

E’ la volta di Claudio, che confessa di essersi ricordato dell’esistenza del genere femminile quando una cliente avvenente gli ha sussurrato, tra le salvie e i rosmarini di un attico che stava finendo di arredare, di essere  attratta dal suo odore. “Un brindisi all’olfatto!”, esclama Pierre divertito, “il più trascurato dei nostri sensi”. Per Pierre il matrimonio è qualcosa di impegnativo oltre ogni limite e suggerisce all’amico che se i rosmarini sono venuti a lui, perché respingerli?

Arianna la pensa in modo opposto e consiglia a Claudio di tenere duro, affermando con sicurezza che una famiglia come la sua non si trova dietro l’angolo e che la proverbiale crisi dei sette anni così come è venuta, se ne andrà.

Anche per Claudio due consigli opposti. “Ragazzi, ma non si può andare avanti così! Mettetevi d’accordo!”

Infine, a proposito di tenere duro, tocca ad Arianna fare una confessione: da qualche tempo un facoltoso gallerista Russo la corteggia in modo inusuale. Lei lo chiama il Capitano, per via dell’amore che i due hanno scoperto di nutrire per Vladimir Arsen’ev, l’autore del romanzo Dersu Uzala. Era bastata una frase tratta dal libro per trasformare due perfetti sconosciuti in complici: “Ascolta capitano, ascolta bene”, le aveva detto Arianna in occasione del vernissage di un’artista di origini palestinesi, suggerendogli di sostituire un allestimento di sgargianti rose rosse con le più discrete e candide calle. Il Capitano le fa regali esagerati, come una matriosca di un metro e sessanta, che le ha aperto sotto gli occhi, sfilando le graziose bambole in legno ad una ad una sino a quella più piccola alta tre centimetri. Anche se un po’ avanti con gli anni, il Capitano sostiene che la differenza di età non conta quando c’è tutto il resto. Resto che Arianna, per il momento, non intende esplorare. Pierre le consiglia di munirsi di zaino e macete e di esplorare il più possibile nella foresta dei suoi sentimenti, mentre Claudio considera che la differenza di età tra un uomo e una donna sia un dettaglio non trascurabile.

Arrivati alla triste conclusione che qualsiasi consiglio sia antitetico rispetto agli altri, i tre finiscono la bottiglia e si riavviano verso casa.

Il bello dei loro incontri è che tutte le analisi e le considerazioni vengono lasciate decantare come un vino invecchiato. A volte ne riparlano, ci tornano sopra e ci ripensano, sino a che la decisione non viene presa di comune accordo.

Prima di salutarsi si abbracciano augurandosi la buona notte. Finisce sempre così, con una grande tenerezza nel cuore che non li fa sentire soli, nonostante tutto, il loro legame è una cosa preziosa, a cui non sarebbero mai in grado di rinunciare.

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