Gli enduristi riaprono la vecchia mulattiera di Tiglio

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Spesso si rincorrono critiche tra chi utilizza la montagna, i suoi sentieri e le sue mulattiere. Qui da noi lo sport dell’enduro è assai diffuso, ma c’è chi non gradisce la presenza di queste moto lungo i sentieri, accusando i motociclisti di fare danni.

A pensarla in modo opposto sono coloro che utilizzano moto, quad e fuoristrada per vivere la montagna facendo sport; secondo loro sono proprio gli enduristi o chi vive la montagna con i propri mezzi a preservare tanti antichi sentieri che altrimenti scomparirebbero invasi dalla vegetazione, perché inutilizzati. Così la pensa anche Nicola Fontanini, meglio conosciuto come Nicolino Prototipi, che insieme ad un gruppo di enduristi e motociclisti, tra cui anche Claudio Gigli e Federico Bechelli, hanno quasi concluso i lavori che hanno permesso di aprire la vecchia mulattiera che da Giuncheto porta a Tiglio. Una grossa frana aveva ridotto quasi all’impraticabilità un tratto del tracciato che rientra anche nel sentiero B1 del CAI che conduce a Tiglio e da qui scende a Filecchio o risale a Renaio attraverso il sentiero B2. Con tanta fatica e con il solo loro lavoro, hanno realizzato una palificata ricostruendo il tracciato portato via dalla frana. I lavori saranno finiti in questi giorni, ma già da ora si può percorrere in maggiore sicurezza il tracciato.

Appreso del loro intervento si è mossa in questi giorni anche la Pro Loco di Barga che per sabato prossimo, insieme al CAI ed alla Misericordia di Tiglio, vorrebbe procedere anche al taglio della vegetazione lungo il tracciato, in vista del tradizionale appuntamento della Pasquetta a Tiglio che vede molta gente raggiungere il paese a piedi.

A proposito del CAI, risale se non sbagliamo al 2015 un intervento simile lungo il sentiero B1 con la sistemazione e la riapertura del tracciato, anche il CAI, l’altra faccia della medaglia di chi fa sport in montagna, ovvero di chi utilizza le sole gambe, è molto impegnata nella cura di tracciati e sentieri

Tornando alla vecchia mulattiera di Tiglio, la sua riapertura è molto importante anche per la riscoperta si un sentiero molto suggestivo: da località La Serra, si oltrepassa un primo gruppo di case e, sempre su strada asfaltata, si arriva in località Giuncheto, dove inizia la vecchia mulattiera che collega con Tiglio. Attraverso un ponte in pietra si oltrepassa un torrente, la Loppora, si incontrano poi alcune case, poi una cappella votiva (luogo detto Salto del Diavolo); inizia qui la salita verso il paese di Tiglio Basso (542 s.l.m.).

Questo tracciato è noto anche per la leggenda del Sasso della Loppora, narrata negli anni ’70 sul libro edito dal Giornale di Barga dal titolo “Novelle barghigiane” e scritto da Renzo Salvi.

Il luogo Salto del Diavolo sarebbe il punto in cui un mulo-diavolo avrebbe colpito e fatto cadere un grosso masso per uccidere un brigante che si era pentito improvvisamente dei suoi misfatti. Su quel masso sarebbe rimasta non l’impronta di un mulo, ma quella caprina, più simile alle zampe del demone presente nel corpo dell’animale…

 

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