CISL: “Il no aprioristico al progetto pirogassificatore ci pare una visione miope

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” Dalle notizie che continuiamo a leggere sulla stampa – così Massimo Bani, segretario generale di Cisl Toscana Nord, e Narcisa Pellegrini, alla guida di Fim Cisl – dopo l’incontro con la cittadinanza di Fornaci di Barga, organizzato dal comitato La Libellula di lunedì 22 gennaio scorso sulla delicata questione dell’opportunità o meno di insediare il “Pirogassificatore” in Kme , ci aspettavamo ed avremmo apprezzato un sereno dibattito che mettesse a confronto le ragioni dell’una e dell’altra parte. Così non è stato, anzi! Se poi a questo si aggiunge una unilaterale certezza nel farci sostenere che, come CISL, avremmo “aderito acriticamente al progetto KME” senza un confronto serio e sereno di tutte le posizioni, rimaniamo convinti che comunque un NO aprioristico dichiarato dallo stesso comitato, sia una visione miope per un problema serio quale quello del futuro “ambientalistico/occupazionale” della Valle del Serchio. Noi pensiamo e l’abbiamo sempre affermato che la questione del Pirogassificatore in KME vada affrontata proprio partendo dal fatto che un progetto del genere, quando e se verrà presentato, debba essere analizzato in modo approfondito in tutta la sua sostenibilità, con tutte le cautele ed i tempi necessari per capirne bene gli effetti e le ricadute sia ambientali che occupazionali sul territorio, con l’auspicio che nessuno si sente autorizzato a demonizzare una posizione anzichè l’altra, ciò al solo fine di evitare di cadere in uno scontro tra fazioni, posizioni prese, senza reali confronti di e nel merito. Il piano ambientale deve essere il perno della continuità di Kme e deve essere strettamente legato al piano industriale la cui sostenibilità ambientale non può avere deroghe. Ci sono risorse – continuano Bani e Pellegrini – e anche strumenti per centrare questo obiettivo. Bisognerà approfondire tutti i dettagli del piano quando questo verrà ufficialmente presentato sia per l’approfondimento sul piano industriale sia su quello ambientale. Il limite temporale della durata del piano dovremmo considerarlo un punto di forza monitorandone, mese dopo mese, gli effetti e cosa si potrà fare per migliorarlo ciò in relazione alle ricadute occupazionali conseguenti che KME deve preservare. Dopodichè, atteso che saranno gli enti preposti a dover garantire che siano forniti strumenti atti all’analisi del contesto, crediamo sia necessario avere un supporto fattivo a garanzia che eventuali decisioni per il SI’ o per il NO siano valutate con la giusta equidistanza dalle posizioni in campo”. “Per il momento – sottolineano Bani e Pellegrini di Cisl – accogliamo favorevolmente la decisione assunta dalla giunta comunale di Barga circa l’installazione della centralina Arpat tale da consentire una fotografia precisa dello stato attuale dell’inquinamento ambientale, ciò per ribadire che non siamo acriticamente per una posizione o l’altra ma, se fosse ancora necessario, vogliamo affermare la nostra attenzione alle tematiche ambientali e occupazionali da valutare in modo scientifico e con dati oggettivi”. “Riteniamo legittimi gli interrogativi dei cittadini – spiegano i referenti Cisl -, come legittima deve essere considerata la nostra posizione nel garantire il futuro produttivo dello stabilimento di Fornaci garantendone così nuove opportunità e un futuro migliore per tutta la Valle, come crediamo sia incontrovertibile come KME abbia dimostrato negli anni di essere stata attenta a ciò che le sta intorno, nel rispetto delle normative di legge e coniugando al meglio la propria impronta ambientale e industriale, utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Riteniamo quindi doveroso dare fiducia e analizzare in modo sereno le proposte che vorremmo discutere con l’apporto di tutti e questo non significa assecondare quanto proposto, ma nemmeno dimostrarsi ciechi e sordi di fronte a qualsiasi proposta, rischiando solo di far perdere a tutti gli abitanti della Valle del Serchio una opportunità di sviluppo importante, concreta come ne ne vedevamo da tempo. Ricordiamo inoltre che nel territorio lucchese deve esserci un progetto reale che vada oltre Kme e che riguardi infrastrutture, politiche energetiche, sburocratizzazione e interventi che favoriscano lo sviluppo legato all’occupazione. Senza tutto ciò continueremo a perdere insediamenti produttivi e occupazione”.

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