A proposito del no alla fusione di Appennino in Garfagnana

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Il Comitato per l’Attuazione della Costituzione Valle del Serchio  esprime soddisfazione per il voto contrario della Prima Commissione del Consiglio Regionale circa la fusione di Appennino in Garfagnana:

Apprendiamo con grande soddisfazione del voto contrario della Prima Commissione Affari Istituzionali del Consiglio Regionale alla prosecuzione dell’iter per la fusione dei Comuni di Fosciandora, Pieve Fosciana e San Romano in Garfagnana.  Un voto peraltro espresso all’unanimità, in linea con il risultato del referendum caratterizzato dal voto contrario di uno dei Comuni interessati e  con la Risoluzione n. 39 del 6.4.2016; un esito tuttavia non scontato viste le  pressioni  politiche di alcuni esponenti regionali del Pd e dei Sindaci dei 3 Comuni. Il passaggio successivo in Consiglio Regionale dovrebbe essere sostanzialmente una formalità.

Non possiamo che ringraziare  nuovamente i cittadini per il  voto espresso ed ancora le decine di attivisti che si sono impegnati con passione e determinazione, consentendo il raggiungimento di questo risultato, forse inaspettato poco più di un mese fa.

Il “Comitato per l’Attuazione della Costituzione Valle del Serchio” ed il gruppo consiliare “Alternativa e Costituzione per Fosciandora” rivendicano il contributo determinante dato a questa battaglia, che ha impartito un colpo, speriamo decisivo, alla deriva  “fusionista” che stava imperversando in Garfagnana. Il Comitato sarà in prima fila già dalle prossime settimane in vista dei passaggi per la fusione di Castiglione e Villa Collemandina; faremo sicuramente pesare le nostre idee, passione ed organizzazione per far  prevalere il NO a tale fusione nel relativo referendum. Farebbero bene i Sindaci di quei due Comuni a valutare l’ipotesi di arrestare subito l’iter di fusione, prendendo atto dei limiti della loro proposta e di un possibile esito referendario non favorevole che li esporrebbe ad una figura non certo brillante.

Come abbiamo dichiarato in altre occasioni è giunto il momento, anche per i Sindaci, di condurre una forte rivendicazione nei confronti della Regione e del Governo per invertire anni  di politiche di tagli, ottenere adeguati trasferimenti e  risorse per gli Enti Locali, in particolare per i Comuni di montagna, affinché possano svolgere con dignità le funzioni loro conferite, così come previsto dalla Costituzione”.

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