Dalle Gole Del Kadesc all’isola di Cipro – III ricetta

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Riprendo la via del mare e mi dirigo verso Cipro, la terza isola del Mediterraneo per dimensione, dopo la Sicilia e la Sardegna. E di queste due isole ha il profumo, sia della macchia mediterranea che delle pecore e delle capre ai pascoli. Approdo a Limassol, nella Repubblica di Cipro e mi dirigo verso la capitale, Nicosia. L’isola è divisa in due dalla “linea verde”, che separa i territori governati dalla Repubblica Cipriota dalla Repubblica Turca di Cipro Nord.

Nonostante le guide turistiche mi dissuadano dal visitare la parte Turca di Nicosia, esibisco il passaporto e passo dall’altra parte del confine. Risultato? Ordine e armonia. Locali puliti e negozianti gentili. Non c’è differenza tra le due parti della città, ma solo diffidenza. Cambio gli euro in lire turche e mi compro un pacco di chicchi di caffè dall’aroma irresistibile.

Raggiungo la spiaggia di Venere, nell’area di Pafos. Non resisto al mare azzurro e faccio un breve bagno. Sulla spiaggia noto una miriade di cuoricini con i nomi degli innamorati, disseminati tra le pietre e sulla Roccia di Afrodite. Si narra che Venere o Afrodite sia uscita da una conchiglia proprio davanti a questa spiaggia. Prendo un sasso a forma di cuoricino e me lo metto in tasca.

La sera rientro a Limassol, per una cena sul porto. Voglio gustare il famoso formaggio locale a base di latte di pecora crudo, talvolta misto a quello di capra, l’Halloumi. Non è facile da trovare fuori dall’isola. L’ho trovato a Londra e, forse, si può trovarlo anche in città internazionali come Parigi o New York, inserito tra le prelibatezze di alcuni negozi di tendenza. Seduta difronte a una serie di barche da pesca cipriote ormeggiate, ordino l’halloumi alla piastra.

Halloumi alla piastra

Mi rendo conto che se non avete l’halloumi a portata di mano, un pecorino fresco, diciamo stagionato non oltre il mese, potrà fare al caso vostro. L’halloumi ha una consistenza leggermente sabbiosa e sotto i denti scricchiola, fa rumore, è veramente unico! A me piace moltissimo e quando lo trovo non me lo faccio scappare.

Trattandosi di pecorino, si potrebbe anche fare fritto, per dargli la consistenza sabbiosa di cui parlavo, con il pane grattugiato. Se sbattete un uovo, passate una fetta di pecorino dentro l’uovo, poi lo tuffate nel pan grattato come una cotoletta e lo friggete, sortirete un effetto simile. Dal punto di vista dietetico, meglio alla piastra.

Ingredienti per 4 persone

– 4 fette di formaggio pecorino

– 2 cucchiai di olio o una noce di burro

– 1 piatto di pan grattato e due uova (se lo volete fare impanato)

– 1 cucchiaino di prezzemolo tritato

– Insalata come valerianella o rucola

– Una fettina di limone

Preparazione:

Tagliate il pecorino a fette, come si trattasse di una cotoletta. Scaldate bene una pentola antiaderente o una piastra, su cui avrete fatto sciogliere il burro o versato l’olio. Deponete le fettine e giratele ogni due minuti, fino a che non saranno dorate.

Toglietele quando inizieranno a colare. Lo stesso vale per il formaggio fritto impanato: quando dalla panatura fuoriesce il formaggio, toglietele e passatele sulla carta assorbente.

Servitele con la fettina di limone e una spolveratina di prezzemolo, sopra un piatto di insalata condita con olio, sale e limone.
Riguardo al vino, un bianco della Fattoria La Torre di Montecarlo vi pulirà il palato ad ogni boccone.

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