Sulla via del ritorno. Da Byblos alle gole del Kadesc – II ricetta

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Ho sempre pensato che la raccolta di poesie “Il Profeta” fosse una grandissima lettura. Così non perdo l’opportunità di visitare i luoghi che diedero i natali al suo autore, Khalil Gibram, nato in Libano, nella valle del Kadesc ed emigrato negli Stati Uniti durante gli anni Venti. La raccolta è strutturata a domande e risposte, per ogni argomento un personaggio fa una domanda al Profeta, che risponde su temi come la natura, lo spirito e la mente.

Ottengo un passaggio da una camionetta militare che porta i rifornimenti ad una base di montagna e mi faccio lasciare all’inizio di un percorso di trekking che si sviluppa in una profonda gola creata dal fiume Qadisha, sino a raggiungere la parte più spettacolare del canyon nei pressi del villaggio di Bcharré, il paese natale di Gibran. Lo spettacolo naturale è assicurato, spaziando dalla vetta del monte Qurnah che arriva a 3083 metri, alle foreste di cedri del Libano, e ad arroccati insediamenti monastici cristiani tra i più importanti del Medio Oriente. Ed è proprio sotto la rocca di un eremod che mi fermo a mangiare, insieme ad una coppia di trekker israeliani. Tiriamo fuori dallo zaino i rispettivi panini, e poi loro mi stupiscono con un dolcetto acquistato nel paese di Gibram, la MAHALABIYA.

Mahalabiya

Mi ricorda molto il “dolce mangiare siciliano” e la divoro con immenso piacere. Siccome i trekker vanno nella direzione opposta alla mia, quando raggiungo il paese, entro nel forno-pasticceria e me ne mangio un’altra.

Ingredienti per 4 persone

4 tazze di latte vaccino

4 cucchiai di amido di mais

4 cucchiai di zucchero bianco o di canna

1 manciatina di farina di pistacchi verdi di Bronte o un cucchiaio di cannella in polvere

1 cucchiaino di acqua di rose o di arancio

Preparazione:

Riscaldare il latte senza farlo bollire e scioglietevi dentro l’amido di mais, zuccherate e rimestate. Aggiungete l’acqua di rose o di arancio, mescolando per amalgamare bene il tutto. Quando il composto si addensa e prende a bollire, spegnete il fuoco. Versate il contenuto in tazzine di coccio o in bicchieri di vetro e spolverate con il pistacchio o con la cannella in polvere. In genere si consuma tiepida o fredda, come un budino.

Riguardo al vino, un vin Santo della Fattoria del Buonamico di Montecarlo vi riporterà a casa

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