Nel segno di Benedetti un premio al giornalismo d’inchiesta di Milena Gabanelli e Paolo Borrometi

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Due grandi firme del giornalismo italiano d’inchiesta, che non ha paura di mettere a rischio la propria esistenza o di fare le pulci al potere economico e politico nelle sue varie sfaccettature, per ricordare oggi a Barga Arrigo Benedetti, uno dei padri del giornalismo moderno nel nostro paese. Milena Gabanelli, conduttrice della celebre trasmissione “report” di Rai3, giornalista e conduttrice televisiva italiana, che collabora con la Rai dal 1982;e Paolo Borrometi, giornalista del Tempo, collaboratore dell’AGI (già collaboratore del Giornale di Sicilia), che dall’agosto del 2014 vive sotto scorta per le minacce ricevute dalla mafia sono stati i protagoinisti di questa edizione del premio giornalistico in una mattinata svoltasi nella sala consiliare di Palazzo Pancrazi“ dove per forza di cose è stata ospitata la manifestazione vista la chiusura forzata del teatro per lavori.

Solo un piccolo contrattempo di un evento che invece per il resto è stato interessante dall’inizio alla fine con due testimonianze e due modi diversi di raccontare e di vivere quello che oggi è il giornalismo di inchiesta, quello che sta alla base del buon lavoro di un giornalista che, come ha detto la Gabanelli, non deve mai pensare di incorrere in alcuna censura al momento di preparare una inchiesta, ma che ha il dovere di verificare al tempo stesso con precisione e senza superficialità i fatti. Ma che fatto questo ha il compito di fare il proprio lavoro per migliorare lo stato delle cose, senza mai arrendersi alla rassegnazione che invece è comune in questa Italia.

Paolo Borrometi ha ìaggiunto che il giornalista che fa al meglio il proprio lavoro è colui che non ha mai paura di raccontare le cose che ha visto o le cose che ha scoperto, ma ha anche indicato le difficoltà del giornalismo di confrontarsi con i poteri forti ed il malaffare anche a causa della mancata tutela che viene dalla legge: C’è il carcere per il reato di diffamazione per i giornalisti, ma la pena è quasi mai applicata per il reato di querele temerarie, di quelle querele fatte per contrastare proprio il buon lavoro giornalistico.

L’intervento della Gabanelli (in due parti più una breve intervista ) è ascoltabile sotto, mentre di Borrometi potete ascoltare alcune domande sul giornalismo e su Arrigo Benedetti.

Bello e fuori programma anche il confronto con il pubblico a cui si è sottoposta la giornalista che ha risposto alla numerose domande della platea sulla informazione in generale, sul come affronta le inchieste, sulle quote rosa che non piacciono come termine e come idea alla Gabanelli, che preferirebbe che si guardasse più al merito che non al dovere di occupare delle caselle perché lo impone la legge. E con una esortazione finale ai “dispensatori di premi”: cercare di premiare non chi è già acquisito il proprio successo o la propria affermazione, ma quei giovani talenti che hanno bisogno di incoraggiamenti e di sostegno e di crescere per seguire la strada del buon giornalismo.

Il Premio, organizzato dal Comune di Barga e dalla Provincia di Lucca, ha visto la conduzione del giornalista Andrea Giannasi e la partecipazione tra gli altri del nipote di Arrigo, Alessandro Benedetti e di Alberto Marchi del Centro Studi Arrigo Benedetti e del Prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro che hanno anche consegnato i premi.

Spazio nel finale anche ai giovani. Una sezione del premio è da sempre dedicata alle scuole superiori della Toscana. Tra gli “under 18”, le speranze per il futuro della nostra professione, sono stati premiati gli articoli di Ginevra Riccomi della classe 4 dell’Istituto Tecnico, Economico e Tecnologico “A. Benedetti” di Porcari per l’articolo per “Un mondo senza regole un mondo di bestie”; e Davide Popolizio della classe 5^ C del Liceo Scientifico “A. Gramsci” di Firenze per l’articolo “Cibo e consumatori: problemi e ossessioni”.

Nei prossimi giorni di questi due ragazzi proporremo i lavori integrali sulle pagine di giornaledibarga.it

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