In memoria di Bruno Sereni, nostro fondatore

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Il 25 febbraio 1986 moriva Bruno Sereni, fondatore di questo giornale. Ne fu direttore fino all’ultimo giorno, dopo averlo avviato e sviluppato a partire dal 1949, quando Barga, nel tentativo di scrollarsi di dosso le miserie della guerra, cercava di ripartire.

Bruno Sereni impiegò tutte le energie della maturità per favorire la ricostruzione fisica e morale di Barga, sia esponendosi in prima persona in ogni progetto utile, sia utilizzando le pagine del suo giornale il quale ebbe anche un altro, nobile scopo: quello di tenere uniti alla loro terra d’origine i barghigiani partiti all’estero. Il suo giornale lo chiamava “una lettera da casa” e per molti anni – ed in parte ancora – fu un collante potente e prezioso per la comunità dei barghigiani all’estero, i “bargoesteri”.

Se molti ricordano ancora Bruno ed il suo impegno per Barga, per la sua ricostruzione e per il suo sviluppo, forse sono meno quelli che conoscono la sua gioventù e le traversie che la caratterizzarono, rendendolo protagonista della storia del Novecento.

Giunto a Barga con la famiglia nel 1917, in fuga dal Veneto dopo la rotta di Caporetto, Bruno Sereni affrontò subito di petto la vita, partendo non ancora quindicenne per la Scozia in cerca di fortuna. Rientrato in Italia per il servizio militare partì di nuovo per Gli stati Uniti, dove la sua personalità libera e antifascista ebbe ad esprimersi in modo ancor più concreto. Sempre seguendo i suoi ideali socialisti si spostò poi in Spagna, dove prese parte alle prime rivolte della guerra civile. Fu un periodo duro ed intenso, ma ancor più dura fu la sua permanenza in Francia, a Marsiglia, dove si rifugiò quando comprese che non era possibile resistere all’ascesa di Francisco Franco. Da qui, impossibilitato a condurre un esistenza dignitosa chiese di rientrare in Italia, ormai in pieno regime fascista, dove si arrese a fare la vita del confinato politico. Non fu facile e dovette subire anche l’umiliazione del carcere – senza un preciso capo di imputazione – ma il tempo gli diede ragione e, dopo la Liberazione, anche Sereni tornò ad essere un uomo libero dai pregiudizi dei fascisti e dalle imposizioni dell’ideologia. Non tentò mai vendette o ripicche contro chi l’aveva osteggiato ed isolato: anzi, si impegnò sin da subito per pacificare Barga e per spegnere tutte le querelle che non avrebbero prodotto buoni frutti.

Fu un uomo di pace e soggetto propositivo, che contribuì fattivamente alla ricostruzione del dopoguerra. Fu anche giornalista e scrittore, cultore della storia locale e profondo conoscitore dl fenomeno dell’emigrazione.

Domani, anniversario della sua morte, Bruno Sereni sarà ricordato dall’Amministrazione Comunale e dal nostro giornale con la deposizione di una corona di fiori presso il cimitero di Sigliari dove riposa con la sua dolce consorte, Maria Francioni. E nei giorni a venire giornaledibarga.it pubblicherà stralci della sua vita e delle sue opere affinché anche chi non ha avuto il privilegio di incontrarlo possa conoscerlo attraverso i suoi stessi scritti e le parole di chi gli fu amico. È già in edicola, invece, il numero di febbraio del Giornale di Barga che contiene uno speciale dedicato al fondatore.

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